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Ciqui, la "piccolina" del panorama emergente

Intervista alla giovane cantante

di Nadia Macrì - 14 ottobre 2013
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Per iniziare una domanda che è impossibile non fare: da dove nasce il tuo frizzante nome d'Arte?
Eh eh, iniziamo con una delle domande che mi vengono fatte più frequentemente dagli ascoltatori! Ciqui è diminutivo di Chiquitita, che in spagnolo significa piccola. Nella mia famiglia mi hanno sempre chiamato così, quindi quando mi sono trovata a dover scegliere come farmi conoscere, ho deciso di mantenere questo nome unico. È un nome importante per me, racchiude un po' i ricordi e la mia storia.

 


L'album "No more waiting" di Ciqui
E invece la tue canzoni, come e quando nascono?
Le mie canzoni nascono in modi e in periodi diversi. La prima che ho scritto è Heaven sent part 1. Ero in America, avevo 16 anni ed ero lì a studiare. Appena ho iniziato ad avere un po' di confidenza con l'inglese ho sentito la necessità di scrivere musica. E quello è stato uno degli anni più importanti per il mio canto, in quanto ho trovato un' insegnate fantastica che mi ha preso sotto la sua ala protettiva e mi ha accompagnato e guidato in un percorso impegnativo facendomi scoprire generi diversi e facendomi scoprire un sacco di cose che io stessa non conoscevo della mia voce. Gli altri brani che compongono il disco sono nati più tardi; sono ispirati da situazioni e esperienze che ho vissuto in diversi periodi della mia vita. Tutte le bozze che avevo in testa sono diventate canzoni vere, grazie a Stefano Fumagalli, compositore e produttore, che è riuscito a creare l'accompagnamento perfetto alle mie melodie e ai miei testi, ma è riuscito anche ad ispirarmi con le sue idee musicali. È quindi dalla nostra unione che sono nati, e continuano a nascere, nuovi pezzi.

 

Io ti ho conosciuta attraverso un contest in rete (Hei tu?) al quale hai partecipato e pur non avendo vinto hai ricevuto moltissimi apprezzamenti. Ormai sempre più persone sono costantemente attaccate al web. È più facile o meno, secondo te, oggi usare questa vetrina per arrivare ad un pubblico grande?
Internet offre una grande opportunità ad artisti emergenti perché ci dà la possibilità di arrivare a moltissime persone e farci conoscere. Il problema è che siamo davvero tantissimi, quindi diventa sempre più difficile farsi notare ed emergere. Ci vuole un'identità ben definita e comunque un po' di fortuna, bisogna riuscire a entrare nei canali giusti, perché, anche con un prodotto valido, se non si accede a determinati spazi, si rimane fermi e non si riesce ad arrivare al pubblico o all'ascoltatore desiderato.  

 


Ciqui
E tu hai un ascoltatore tipo?
Il mio ascoltatore tipo è alto, biondo con gli occhi azzurri! A parte gli scherzi, io penso che non esista un determinato tipo di ascoltatore che potrebbe apprezzare la mia musica, anche perché molte volte chi penso che apprezzerebbe finisce per non essere entusiasta e viceversa, quindi ho imparato a non puntare a qualcuno in particolare e cercare di raggiungere tanti diversi ascoltatori! Anche perché No more waiting è un disco molto eclettico, in cui tocco vari generi musicali che possono attrarre diversi tipi di ascoltatori. Questo vale anche per  gli ultimi singoli Last chance e You make me free in cui ho esplorato generi ancora differenti.

 

Dicevi che a 16 anni sei partita in America per studiare canto. Qual è lo scoglio più duro da superare per un artista?
Sono tantissimi gli scogli da superare, e forse ancora non immagino quanti saranno quelli che dovrò affrontare! Per quanto riguarda la mia esperienza in America, ho avuto la fortuna di vivere in una comunità stupenda in cui sono da subito stata apprezzata per la mia voce. Qui non è proprio così: è difficile proporre qualcosa di nuovo, sembra che la gente voglia ascoltare sempre le stesse cose. Bisogna prendere tutto con un po' di filosofia e non lasciarsi abbattere, se sarà destino arriverà anche il mio momento, altrimenti continuerò a fare musica come sto facendo adesso e sarò lo stesso molto felice. È già un grande traguardo essere arrivata qui, con un disco fatto, uno in cantiere, i video, e con un sacco di nuove idee assolutamente realizzabili.

 


Ciqui
Ma nonostante hai già pronti dei bellissimi brani pieni di ritmo e di suoni internazionali come le tue radici, un sito fresco e grandi collaborazioni, sei alla ricerca di un'etichetta discografica. Sei tu esigente o in realtà non hai bussato a tante porte? O ancora le etichette non sono attente alle nuove proposte?
Questa è una bella domanda. Appena finito No more waiting, io e Stefano abbiamo pensato di cercare qualcuno interessato al progetto. Abbiamo contattato etichette in tutto il mondo ottenendo risposte, oltre che dall'Italia, anche dall'Australia, dagli Stati Uniti e perfino dal Sud Africa. Purtroppo le etichette che ci hanno contattato, pur esprimendo entusiasmo verso la mia musica, proponevano un piano promozionale molto poco convincente. Abbiamo quindi pensato che non era vantaggioso vincolarci e che potevamo andare avanti con le nostre forze, riservando al futuro un eventuale contratto discografico. Ora la mia musica è distribuita digitalmente su tutti i principali portali, ho il Cd in copia fisica che vendo direttamente io insieme al merchandising (magliette e gadget) e, infine, mi sono costruita una buona rete di locali per i Live, tra il nord Italia e la Svizzera, dove sto allargando pian piano la rete dei miei fans.

 

I tuoi studi ti hanno avvicinato al gospel e al blues per poi arrivare al pop; ma quali sono i cantanti che Ciquì ascolta volentieri e quelli invece che evita sistematicamente?
Ciqui adora Susan Tedeschi, Joss Stone, Stevie Wonder, Giorgia, Beyonce e un sacco di altri cantanti, pop/soul è il genere musicale che prediligo, ma ascolto comunque un po' di tutto. Tendenzialmente mi affeziono alle canzoni quindi diciamo che ascolto volentieri quasi tutto, a parte il metal, proprio non ce la faccio!

 


Il sito ufficiale di Ciqui
Chi volesse contattarti dove ti trova?
Ovunque! Partiamo dal sito ufficiale www.ciqui.com dove trovate oltre a biografia e video, un assaggio delle mie canzoni e una pagina dedicata ai concerti. Su facebook cercando Ciqui. Su Spotify potete ascoltare tutte le mie canzoni per intero, mentre su Youtube trovate i video di Not available, di You Make Me Free e di Last Chance e un making of del disco. Infine su iTunes e su molti altri distributori digitali trovate il disco e singoli!

 

In chiusura la mia solita domanda finale semi-seria: qual è la nota musicale che preferisci e perché?
Ma che bella domanda! Davvero originale! Confesso che ho dovuto pensarci un bel po', e la risposta è il La. I motivi sono tre: il primo perché è la nota che sento più comoda vocalmente parlando, mi sento proprio libera, è una bellissima sensazione. Il secondo motivo è perché la è articolo determinativo, che indica quindi che sono unica ed inimitabile! Infine la, inteso come avverbio di luogo, indica qualcosa di lontano da me facendomi sempre tenere lo sguardo volto verso il futuro.

 


Ciqui, "Last dance" official video
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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