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Premio Bertoli, una serata di musica e emozioni

10 emergenti in gara, 4 big della canzone italiana sul palco

di Luigi Benassi - 13 ottobre 2013
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Eugenio Finardi al Premio Bertoli - © Brusa
Finalmente il Premio Bertoli! La sua prima edizione è arrivata quasi in punta di piedi, inaspettata comeun regalo di fine estate. Ma la tensione nelle ultime settimane è andata crescendo. Così in questo 12ottobre 2013 mi ritrovo in centro a Sassuolo, con diverse ore di anticipo sull’orario d’inizio. Assaporo untardo pomeriggio dagli umori mediterranei, per il sabato e il vociare della gente a passeggio nei borghi,i colori delle vetrine, il sole che riscalda piazza piccola. Sorseggiando un bicchiere ho sempre un occhiorivolto verso via Mazzini e il Teatro Carani, e un altro che controlla le lancette dell’orologio sulla torre. Il telefono suona frequente. A chiamare sono i diversi amici del Fans Club, che stanno arrivando, aiquali ho dato appuntamento. A poco a poco arrivano tutti, da diverse parti d’Italia, abbiamo giusto iltempo per una pizza, i saluti, quattro chiacchiere per stemperare l’emozione… Ma si è fatto tardi per ildigestivo, così ci ritroviamo con in mano una bottiglia di limoncino fatto in casa alla biglietteria delTeatro… E poi tutti dentro, finalmente la tensione è allentata!


Andrea Barbi consegna i premi - © Brusa
La serata si preannuncia lunga e intensa. Un Andrea Barbi in gran forma inizia a presentare seguendo unritmo serrato, saranno in tanti ad avvicendarsi sul palco: dagli artisti emergenti in gara, ai big premiati,fino agli ospiti. Restiamo quindi incollati alle poltrone, con l’attenzione altissima, che resterà tale dalprimo all’ultimo minuto. Per noi appassionati di Bertoli, l’evento è molto importante per diversi motivi.È il dovuto riconoscimento alla persona e all’artista, al suo impegno umano, politico e sociale, alla suacarriera straordinaria, ad una produzione musicale poderosa per quantità e qualità. Ma l’evento èdestinato a diventare una tradizione, e come tale è quindi una promessa. La promessa che il nome e lastoria di Pierangelo non saranno dimenticati, che il valore della sua opera rimarrà immutato negli anni avenire. La promessa che il suo lavoro e il suo esempio saranno portati avanti da altri artisti in grado dicoglierne e di reinterpretarne i contenuti. Una rinnovata conferma che la canzone d’autore e i cantautoriesisteranno sempre, resistendo alle mode e al tempo, quali musicisti e cantanti o meglio cantori,  poeti,interpreti e critici della loro  epoca.  

 


Mariella Nava al Premio Bertoli - © Brusa
I vincitori
Eugenio Finardi vincitore del premio, Mariella Nava, il Cile e i Nomadi vincitori dei premi di categorianon hanno bisogno di presentazioni.
Gli emergenti in gara sono 10, tutti meritevoli. Da una prima selezione ne resteranno 5. A questo puntola cosa interessante della gara sarà che i 5 finalisti verranno valutati anche per l’interpretazione di unbrano di Pierangelo. Giusto comunque citare il vincitore, quel Roberto Zanni da Modena non propriogiovanissimo che con il brano dialettale “Treint’an” ci ha dimostrato che non è mai troppo tardi per“emergere”. Sono tutti accompagnati da Marco Dieci e da diversi elementi della band storica diPierangelo, che dimostrano di essere in forma strepitosa a dispetto della storia. Tra di loro un po’nascosto, l’amico tastierista Moreno Bartolacelli , in alcuni pezzi sfodera la sua fisarmonica che avrebbemeritato maggior attenzione e qualche passo in prima linea.

 


Alberto Bertoli, direttore artistico - © Brusa
Alberto Bertoli sul palco
Lo spettacolo, anche se impegnativo, corre veloce. Stasera nel Fans Club contiamo una presenzaparticolare: Luca Bonaffini, grande conoscitore dell’opera musicale di Bertoli di cui è stato collaboratoree co-autore per un lungo periodo, e che oggi prosegue la sua carriera di produttore, direttore artistico,scrittore, cantautore, osservando il mondo musicale italiano e in particolare i cantautori  da unaposizione di privilegio. Sedere al suo fianco e condividere a caldo giudizi e commenti sugli artisti esull’andamento della serata è una cosa davvero molto piacevole.
Ma io sono impaziente di vedere Alberto Bertoli. Direttore artistico della serata insieme a RiccardoBenini. Ideatore della manifestazione. Organizzatore instancabile. Ma soprattutto Bertoli: di nome e difatto.
Alberto a settembre ha fatto i suoi 33 anni, ed ora vedo in lui una combinazione sublime di passato,presente e futuro.  Interprete originale e ispirato delle canzoni del padre, artista dalla personalitàdecisa, autore già maturo e con la grinta giusta per farsi strada. Ci regala una bellissima e toccanteversione di “Chiama Piano” interpretata insieme agli “Assaxini”, gruppo di fiati dei ragazzi della scuolaAndreoli di Mirandola. Ma lo aspetto al varco per la presentazione della sua nuova canzone “Come un uomo” e del video appena realizzato.  Con gli amici del Club abbiamo preparato uno striscioneparticolare con il titolo della canzone e alcune fotografie scattate da Rita Basta durante la preparazionedel video stesso, avvenuta a Rovereto nelle zone terremotate della bassa modenese. Vuole essere unomaggio, il segno della nostra stima, la dimostrazione del fatto che siamo sempre molto vicini alla suapersona e attenti al suo lavoro. Ora però c’è da vincere un po’ di timidezza, siamo più avvezzi aiconcerti di piazza e da festa popolare, l’ambientazione teatrale, la “serietà” della serata, la presenza dipersonaggi, fotografi, tv,  ci tengono un po’ a freno… Ma alla fine io e  qualche altro coraggioso cidecidiamo, lasciamo le poltrone e ci portiamo sotto il palco per  mostrare a chi vi sta sopra e  alpubblico il nostro banner. Siamo qui Alberto, siamo qui per te e con te!  Il video è ben fatto, la canzonebellissima, il tema affrontato di assoluto impatto emotivo.

 


Lo striscione del Fan Club di Bertoli - © Brusa
Uno striscione dal Fan Club
Dopo oltre 3 ore la serata-maratona volge al termine. La prima edizione del Premio Bertoli sta perpassare alla cronaca e agli archivi. Con la soddisfazione di tutti e anche nostra. In fondo la genesi diquesta manifestazione è anche merito del Bertoli Fans Club, e in particolare di Marco Morrone e dei socifondatori, che da oltre 10 anni portano avanti i momenti di aggregazione dei fans, le organizzazioni dieventi-tributo, la ricerca documentale e la diffusione di informazioni di ogni genere relative aPierangelo. Altri amici si sono aggiunti da poco come me al gruppo e stanno dando il loro contributo inbase alle loro possibilità. E speriamo se ne aggiungano sempre di nuovi.
Così siamo già in attesa del Premio Bertoli 2014 e di tutte le altre edizioni a venire,  con il comuneauspicio che  diventino sempre più importanti e riconosciute.
Perché siamo fatti così e non ci possiamo far niente. Bertoliani da sempre. Bertoliani per sempre.

Galleria fotografica a cura di Andrea Brusa


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