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Emma Fuggetta, in arte Bianca

Da Area Sanremo al palco del Festival

di Nadia Macrì - 7 gennaio 2014
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Abbiamo raggiunto i giovani che parteciperanno al Festival di Sanremo e proposto loro un'intervista con le stesse domande, per confrontare i loro pensieri, le attese e i sogni. La prima che vi proponiamo è quella realizzata con Emma Fuggetta, in arte Bianca, che arriva dal concorso Area Sanremo.

 

Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
È senza dubbio una partenza. Quello che succederà dopo è un' incognita e una grande sfida per me.

 

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Apprezzo molto la vocalità e la scrittura di Zibba, lo trovo davvero originale mentre Babilonia, il pezzo presentato da Diodato è splendido. Sono rimasta inoltre molto colpita dalle qualità interpretative di Veronica De Simone, che già notai durante la sua prima apparizione a "The Voice" quando ci regalò una freschissima interpretazione di At Last.

 

Tu e Vadim Valenti arrivate da Area Sanremo, come è stata l'esperienza del concorso, oltre la vittoria?
L' esperienza ad Area Sanremo è stata formativa e completa. Abbiamo avuto, in ottobre, la possibilità di incontrare e ascoltare grandi professionisti del settore e le occasioni di confrontarci con loro e tra di noi non sono mancate. Le varie sessioni dei provini sono state un crescendo di ansie e di speranze, la disponibilità e la dedizione della commissione e di tutto lo staff nei nostri confronti è stata preziosa.

 

E se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Con un ospite internazionale! Il massimo per me sarebbe poter duettare con Antony Hegarty, voce degli Antony and the Jonsons che è stato ospite al Festival già l'anno scorso.

 

Manca comunque solo poco più di un mese al Festival: è tutto pronto? Prenotato l'albergo, scelti i vestiti, mandato gli inviti...
Mi destreggio insieme a chi lavora con me tra i mille preparativi, c'è ancora molto da fare!

 

E cosa non potrà mancare nella tua valigia?
La coccinella di peluche regalatami dalla mia prima maestra di canto!

 

Venti anni fa il successo di Laura Pausini è iniziato dal Festival della canzone italiana... sono cambiati i tempi o è ancora possibile diventare star partendo da Sanremo?
Io credo che i tempi siano cambiati. Gli esempi di artisti emergenti che hanno raggiunto il successo grazie a Sanremo sono sempre meno. Ricordo purtroppo tanti giovani che subito dopo il Festival sono stati dimenticati, o quasi. Per questo motivo credo fermamente che sia necessario restare con i piedi per terra, non aspettarsi una strada in discesa dopo e prepararsi a tutto. Sanremo è una partenza coi fiocchi, ma ricordiamoci che è pur sempre una partenza e che potrebbe non essere la nostra partenza fortunata.

 


Bianca ospite ad una radio di Torino
Appena usciti i nomi dei giovani per Sanremo, si è parlato tanto sul fatto che tutti avessero già una buona produzione alle spalle, e alcuni anche contratti discografici con le major, ci racconti la tua posizione in merito? 
Non mi sento di espormi in proposito né di giudicare chi tra i miei compagni di avventura ha già un bel percorso artistico alle spalle. Per quanto mi riguarda, ho da poco compiuto vent'anni, sono prodotta da pochi mesi da un'etichetta indipendente della mia città (Torino ndr.). Non ho mai avuto un contratto con una major, non ho esperienze discografiche, non ho mai partecipato a nessun talent. Posso considerarmi a tutti gli effetti una nuova proposta! La Cenerentola della situazione, insomma.

 

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
Nasce insieme a me. Sono sempre stata una grande ascoltatrice di musica e ricordo che quando iniziai a studiare avrei dato di tutto per imparare il più in fretta possibile ad esprimermi attraverso l'arte meravigliosa del canto. Ci sto riuscendo adesso ma tutt'altro che in fretta!

 

In Italia la strada per gli emergenti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
La speranza è grande, ma crescendo le si affianca inevitabilmente la paura. Siamo davvero tantissimi a voler fare questo lavoro e imboccare il sentiero giusto per fare la differenza non è semplice.

 

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Beh, direi il MI, la prima nota cantata della mia "Saprai", il pezzo che porterò sul palco dell'Ariston! Da quel MI parte il respiro che introduce il mio mondo e mi accompagna lungo tutto il brano.

 

Guarda il video di Saprai cantata da Bianca alla Rai


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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