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I Blonde Brothers

Dal vento dell'Australia, un duo in ascesa

di Veronica Cuni - 25 gennaio 2014
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Sono due fratelli dall’inconfondibile ciuffo biondo, sono giovani, simpatici e con la faccia pulita da bravi ragazzi. I Blonde Brothers, all'anagrafe Francesco e Luca Baù, dal piccolo paese natale di Sasso di Asiago, sull’Altopiano Vicentino, si stanno facendo largo nel mondo della musica e si preparano, orgogliosi ed entusiasti, a presentare il loro nuovo Album. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di conoscerli meglio:

 


© Valeria Lobbia
Come nasce la vostra passione per la musica?
La nostra è una passione che nasce diversi anni fa, quando una vicina di casa ci propose un corso di chitarra al quale partecipava anche il figlio e successivamente sul divano di casa dove ci esercitavamo per le lezioni di chitarra. Tra un accordo e l’altro provavamo qualche melodia di voce e ci siamo appassionati talmente tanto che da allora è sempre una forte emozione suonare e cantare. 

 

Voi siete fratelli, andate sempre d’accordo o vi trovate a scontrarvi qualche volta?
Generalmente andiamo d’accordo, ma essendo fratelli abbiamo una confidenza tale da dire in faccia tutto quello che pensiamo di noi. Se questo porta a volte a qualche disaccordo, dall’altro lato pensiamo che la sincerità nella musica come in ogni altro rapporto sia un pilastro fondamentale. 

 


© Valeria Lobbia
Quando avete iniziato e quali sono state le tappe più importanti del vostro percorso?


Abbiamo iniziato a suonare a cavallo tra le scuole medie e superiori, ma già da piccolissimi giocavamo a comporre brevi melodie con una tastierina giocattolo. Le tappe più significative del nostro percorso sono state: la pubblicazione del nostro primo Album Lights and Shadows, la vittoria al Festival Canoro “Vociferando” di Bologna, con Andrea Mingardi presidente di giuria, il nostro tour in Australia, la partecipazione ad Area Sanremo 2013 e il nostro secondo album in uscita!  

 

Qual è il vostro genere e che temi preferite trattare nei vostri pezzi?
Non abbiamo un genere preciso, perché ascoltiamo tantissima musica di stili diversi come Jazz, Rock, Pop, Rap e House. Usando le chitarre e il piano siamo più propensi a comporre canzoni Pop-Rock e Country. I temi sono molto vari: amore, natura, solitudine, problemi di attualità fino alla letteratura con riferimento a scrittori del passato. Il nostro primo disco che s’intitola Lights and Shadows, interamente in inglese, è più introspettivo mentre il nostro secondo Album, intitolato Brucia, è basato sia sulla realtà esterna e sulla vita reale, sia sulla nostra interiorità. 

 


Copertina dell'album "Brucia" dei Blonde Brothers
A proposito di Brucia, ce ne parlate?
Brucia, in uscita il 4 Febbraio e anticipato dal singolo A lei, già in vendita su Itunes e con video su YouTube, è il nostro secondo album e si compone di nove canzoni più una sorpresa. Con noi hanno suonato musicisti come Andrea Fontana (Batterista), Max Gelsi (Bassista), Francesco Boldini (chitarrista) e Massimo Barbieri (Tastierista), il quale ha arrangiato tutti i brani. Il direttore artistico è stato Sandro Franchin aiutato da Alberto Gaffu Gaffuri. L’idea che ispira l’album si basa sulla realtà e sulla vita che sentiamo bruciare. Brucia ciò che ci accade e non lo possiamo fermare con la volontà. Brucia un ricordo, una situazione, il tempo che scorre, un’emozione. Bruciano l’amore e la passione che mettiamo in gioco ogni giorno per vivere e soprattutto per fare musica. Ci piace anche l’idea della realtà che brucia, come il fuoco che arde in ognuno di noi e ci dà l’energia di continuare sempre nel cammino. 

 

Chi vi sentite di ringraziare per questo grande traguardo raggiunto?
In primis ringraziamo i nostri genitori che ci appoggiano e ci hanno sempre appoggiato completamente. Poi il nostro gruppo di lavoro che ci sostiene in ogni scelta e con il quale abbiamo un rapporto quotidiano d’interazione: Andrea Vardi, Susanna Bottazzi, Anna dall’Ava e Valeria Lobbia. Ringraziamo anche i nostri maestri e il nostro pubblico che ci segue sempre e ci incita a continuare il nostro cammino e con il quale ci confrontiamo ai concerti o tramite il sito e i social networks. 

 

Parlateci del vostro rapporto con l’Australia. Molti italiani sono migrati e ora vivono là. Voi ci siete stati per un tour, che esperienza avete portato a casa?


© Andrea Vardi
Con l’Australia abbiamo un rapporto speciale. A Marzo del 2013 abbiamo fatto un tour nello stato del Victoria suonando in città come Melbourne e Bendigo, grazie ad Annie Amstrong. Ci siamo esibiti in molti luoghi tra i quali il famoso Veneto Club. Lì abbiamo incontrato molti emigranti che ci hanno accolto in modo incredibile, con un calore che non si può descrivere a parole. A volte avevamo la sensazione di essere quasi un ponte tra il loro desiderio di sapere la situazione nel loro paese natale (Italia) e la loro vita oramai organizzata nel continente australiano.
In Australia abbiamo girato diversi video live e ufficiali che potete trovare nel nostro canale YouTube: BlondeBrothersTV, facendo interviste a Rete Italia Australia (che va in onda in tutta l’Australia, Nuova Zelanda e Tasmania) e in varie radio di lingua Inglese. 

 


© Valeria Lobbia
Sognate di tornarci?
Siamo già stati invitati nuovamente, ma abbiamo preferito finire l’Album e concentrarci su alcuni concerti e concorsi importanti in Italia. Ora che Brucia è ultimato il pensiero di tornare e riprovare le emozioni con gli occhi dell’esperienza passata è inevitabile. 

 

Secondo voi è più facile vivere di musica in Australia? 
Non sappiamo se sia più facile o meno, anche se lo vediamo come un paese che dà spazio ai giovani, più libertà d’espressione rispetto all’Italia. Sappiamo che a volte ci è stato dato più ascolto, ma pensiamo che la musica e l’arte in generale funzionino grazie ai “no”. I “no” sono stimoli meravigliosi, che ti proiettano verso direzioni e verso nuovi lidi che altrimenti non si esplorerebbero. Figli di questo pensiero amiamo l’Italia anche per le sue meravigliose difficoltà! Crediamo però che nel nostro paese ci sia bisogno di dare più spazio ai giovani e rinnovarci in molti i campi. 

 

Preferite scrivere e cantare in italiano o in inglese? (ndr. Luca ha studiato letterature anglo-americane)
Entrambe le lingue sono molto gettonate da ciascuno di noi. Abbiamo scritto alcuni pezzi anche in spagnolo e ultimamente ci piace usare le varie lingue anche in un’unica canzone. 

 


© Anna Dall'Ava
Quali differenze trovate fra le due?
Pensiamo che scrivere in Italiano sia di gran lunga più difficile in quanto a volte trovare il giusto bilanciamento tra parole e musica è arduo. Per scrivere e riscrivere i testi di Brucia ci sono voluti due anni. 

 

Quali sono i vostri impegni imminenti?
Il 4 Febbraio presenteremo Brucia al Teatro Cinema Lux di Asiago e oltre a concerti mirati alla promozione dell’album abbiamo intenzione di partecipare a diversi concorsi nazionali e internazionali. Troverete tutti i nostri eventi sulle pagine Facebook, Twitter e sul nostro sito web www.blondebrothers.com. 

 

Qual è il vostro sogno più grande?
Senza dubbio continuare a fare musica con la semplicità e con l’emozione che sempre ci accompagnano, riuscendo a coinvolgere più contaminazioni artistiche possibili. Vorremmo vivere di arte e di canzoni. 

 

In bocca al lupo, Blonde Brothers!


Blonde Brothers Baù - A lei (official videoclip)
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L'autore

Veronica Cuni

Veronica Cuni, classe 1987. Dopo gli studi classici ha conseguito la laurea in Lettere Editoria e Produzione Multimediale. In seguito si è specializzata in Lettere e Metodi per la Comunicazione presso l’Università di Milano. Nel 2011 è entrata a far parte della redazione giornalistica televisiva di VideoBergamo, dopo aver svolto uno stage durante gli studi universitari. Da qui la passione per l’approfondimento della notizia, le interviste, il montaggio, la conduzione. Ha, inoltre, insegnato italiano, storia, geografia e latino presso una scuola media paritaria di Bergamo. Suona il pianoforte e nutre interesse per le lingue straniere, in particolare lo spagnolo. Amo leggere, scrivere, viaggiare. Di se stessa dice: “Sono d’indole curiosa e sognatrice, mi appassionano il cinema, il teatro, l’arte figurativa, la musica e la moda”.
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