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Pablo Perissinotto racconta il nord-est italiano

Dopo “Il giocatore” rilancia con il secondo album

di Silvia Giacomini - 9 febbraio 2014
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A soli due mesi dall’uscita del suo primo album ufficiale, Pablo Perissinotto rilancia, ed è già al lavoro per un nuovo disco in cui si presenta come cantautore più maturo, grazie anche alla prestigiosa collaborazione con Marco Anzovino come produttore ed il pianista Remo Anzovino. Pablo sarà inoltre l’autore della la sigla del tour promozionale dell’antologia sulla vita di Gino Bartali, nel centenario della nascita del ciclista.

 

Ma cominciamo a raccontare questa storia dall’inizio…
Pablo Perissinotto ha 37 anni e vive ad Azzano Decimo (PN), di padre veneto-friulano e madre andalusa di Siviglia, fin dalla più tenera età ha assimilato tristezze padane e agrodolci ritmi iberici, rigidità contadina e spregiudicatezza tzigana. La sua avventura nel panorama musicale inizia diciotto anni fa, con la sua prima band e con le successive, dove da bassista e da autore dei brani, si sperimenta in diversi generi musicali: rock, punk, hardcore, raggae e bossa nova.
Pablo Perissinotto non ha un genere di riferimento preciso, ne ha sperimentati diversi e in ognuno ha colto qualcosa che gli appartiene che lo emoziona e sì, al quale si ispira. La sua priorità è sempre stata quella di scrivere testi, buttare su carta ciò che vede e al quale dà una personale interpretazione, un poeta dunque un cantastorie che racconta, secondo la propria sensibilità ed il proprio punto di vista il Nord-Est italiano. Contaminato dalla scena grunge, il Seattle sound, prendeva ispirazione dai Nirvana, il cui messaggio si allineava con il suo pensiero di allora “per me la caratteristica più importante di Kurt Cobain erano i pezzi semplici, facili da imparare e riprodurre, e i testi, che rappresentavano il malessere giovanile dell’epoca, in cui io mi rispecchiavo- afferma Pablo.
Seguivo la scena underground degli anni ’90, le produzioni del Consorzio dei produttori indipendenti,i primi Marlene Kuntz, Subsonica e Disciplinata, solo per citarne alcuni. Frequentavo ed apprezzavo i centri sociali perché penso avessero un ruolo straordinario, ora perso; oltre a dare voce spazio ad esibizioni che non avrebbero potuto aver luogo da nessun’altra parte, davano soprattutto la possibilità di poter ascoltare, di poter fruire di quei suoni, che erano alla portate di tutti i ragazzini come noi, che non potevano permettersi concerti da 20.000 lire..”

 

Storie di luoghi e persone del Nord – Est italiano
Solamente 3 anni fa però, Pablo si propone come cantautore a Roberto Freak Antoni, leader degli Skiantos, di cui ha curato la produzione di due concerti nel pordenonese, considerato uno degli autori più stimolanti nell'ambito del movimento artistico-culturale post '77. L’incontro avviene a Bologna, ed in quell’occasione ricorda Pablo: “Roberto mi disse: fai dell’ironia e questo per me è fondamentale perché permette alle canzoni di essere serie ma non seriose”.

Dall’incontro nacque una collaborazione che portò Perissinotto e Freak Antoni insieme, in un tour di 32 date tra Triveneto ed Emilia -  Romagna con il progetto Anche troppo per le vostre orecchie. Questo contribuì a dare a Pablo la spinta per cominciare a lavorare al suo primo disco ufficiale Il giocatore, uscito il 6 dicembre 2013. Un disco di 8 canzoni che “ha creato un interesse, ha avuto un successo migliore di ogni previsione - prosegue Pablo - La canzone che dà titolo all’album tratta il tema del gioco d’azzardo, un pezzo nato dopo l’incontro con Francesco che ha condiviso con me la sua dolorosa  esperienza.”
Nel disco si raccontano storie di luoghi, in un percorso temporale molto lungo “perché - dice Pablo - rivendico il diritto di raccontare la trasformazione dei tempi, la mia età lo permette. Sono testi spesso lunghi, perché descrivo, faccio un ritratto della società nella quale sono profondamente inserito, il nord est italiano e, per concludere il “dipinto” ho bisogno di molte parole.”

 

Un artista sincero, che stà sviluppando un linguaggio personale
In questi giorni Pablo Perissinotto ha cominciato a lavorare ad un nuovo progetto discografico; è prevista per l’estate l’uscita del singolo: Il capo e il sognatore e si ipotizza un tour fuori dai confini regionali a partire dal prossimo autunno. “È la mia produzione importante - dichiara - e Marco Anzovino con la sua esperienza di produttore e musicista saprà ottimizzare le mie qualità. Dopo aver ascoltato “Il giocatore” ed aver visto il mio modo di stare sul palco è partita l’idea di una collaborazione.”
Di lui Anzovino dice: “Un artista sincero, che sta sviluppando un linguaggio personale, questo mi ha spinto ad avvicinarmi alla sua musica”.

 

Lo sviluppo economico del Nord Est non è stato accompagnato da un adeguato sviluppo culturale, la nuova generazione deve provvedere a questa lacuna
Nel nuovo disco di Pablo Perissinotto saranno introdotti due brani rivisitati tratti dal primo album, le nuove canzoni invece avranno testi più fantasiosi, racconteranno meno i luoghi e più le persone. Ne sono un esempio Ninna nanna cinica dove un genitore augura al figlio un futuro da uomo scaltro, per far fronte agli arrampicatori sociali; La compagnia dei solitari, una storia dove il mostro è la solitudine che viene sconfitta dalla forza della compagnia, dello stare insieme nella condivisione.

Nel nuovo disco ci sarà anche una canzone intitolata Era il Nord - Est, dove si racconta il sentimento tipicamente friulano dove “se non hai voglia di lavorare non sei nessuno” le riflessioni di Pablo portano a chiedersi: ed ora che manca il lavoro? Chi sei?.
Nel disco c’è anche spazio per raccontare I genitori dei musicisti, storia comune a molti artisti, certamente di molti artisti del nord est, fatto di persone umili e oneste legate alle cose concrete, al lavoro, nel senso fisico del termine. “I miei genitori non mi hanno mai appoggiato, anzi non hanno mai manifestato interesse per quello che facevo, e di questo ne soffrivo - ci svela Pablo - non capivano quello che facevo anche se in famigli la musica si ascoltava, soprattutto il cantautorato italiano degli anni d’oro, ma rimaneva una cosa distante dalla nostra realtà, che era una realtà concepita come prevalentemente produttiva, fatta di cose tangibili e concrete. Come se l’arte distogliesse il corpo e la mente da l’unica cosa che poteva dare certezze sicurezze, il lavoro: nei campi nelle aziende nelle fabbriche, l’arte era un lusso inconcepibile, al limite poteva essere un hobby, in ogni caso da relegare forse alle piccole parentesi domenicali. Ora è diverso, iniziano a seguirmi, ad ascoltarmi perché ora c’è il prodotto delle mie parole un prodotto che anche loro possono ascoltare” – conclude Pablo.

Pablo Perissinotto si definisce un uomo disincantato, una persona malinconica, schiavo della propria sensibilità, descrive un Friuli legato ad un concetto culturale associato al mito della produttività, mito che si sta sgretolando e oltre il quale, questa comunità, vede solo il vuoto.
Le persone sono distratte dai media che spesso mettono in risalto solo catastrofi, crisi e disgrazie “dovremmo usare la crisi per cambiare, per trovare quelle risorse che sono dentro a noi ed io non vedo questo cambiamento ora. Lo sviluppo economico del nord est non è stato accompagnato da un adeguato sviluppo culturale, la nuova generazione deve provvedere a questa lacuna" sottolinea Pablo.


L'autore

Silvia Giacomini

Silvia Giacomini, è nata il 23 settembre 1982 a San Vito al Tagliamento (PN). Dopo aver iniziato lo studio del pianoforte, si laurea al DAMS con indirizzo musicologico nel 2008. Due le grandi passioni che dichiara avere: la musica e la comunicazione. Infatti annovera diverse esperienze lavorative in festival musicali, in studi di registrazione, in una piccola produzione Rai, nella Full Time Movie come presentatrice e della realizzazione di video di eventi e manifestazioni, nel Gruppo Media Triveneto come tecnico radiofonico, speaker e conduttrice di un format televisivo. Attualmente lavora anche come animatrice ed educatrice per il “Progetto Giovani” di San Vito al Tragliamento dove ha avviato una web radio gestita dai giovani del territorio. Di se stessa dice: “Sono una persona curiosa, tenace e creativa, cerco sempre di trovare il tempo per leggere, viaggiare, cucinare, scrivere ed ascoltare”.
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