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Vadim, cantautore dall'anima jazz

Da Area Sanremo al palco del Festival

di Silvia Valenti - 18 febbraio 2014
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Continuano le nostre interviste alle Nuove Proposte del Festival di Sanremo. Vi presentiamo Vadim Valenti. 35 anni, romano, è il secondo concorrente, insieme a Bianca, in arrivo da Area Sanremo, dove aveva partecipato già in diverse edizioni passate. Il cantante è stato selezionato dalla Commissione musicale con il brano La modernità che aveva presentato anche all'edizione 2012 del concorso dedicato ai giovani che sognano il Festival della Canzone Italiana.
La passione per la musica, in particolare jazz, nasce fin da piccolo: compone la sua prima canzone a 12 anni e partecipa al concorso “Cantando sulle ali del cuore” al Palaeur di Roma.
Anche a Vadim abbiamo proposto le stesse domande che abbiamo già utilizzato con Veronica De Simone, Zibba, Filippo Graziani, Diodato e Bianca, e ancora una volta le risposte sono molto diverse, dalle quali traspare la determinazione a diffondere la propria musica, il proprio messaggio sulla “modernità” che viviamo.

 


Vadim con la targa di Area Sanremo 2013
Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
È un arrivo perché è la conclusione di un percorso, quello del concorso di Area Sanremo, ma è soprattutto una partenza, perché offre l’opportunità di far ascoltare la propria musica al pubblico dell'Ariston, che è il più importante al mondo per un cantautore italiano.

 

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Non li conosco. Non ho ascoltato i brani degli altri artisti, in questo momento ho preferito concentrarmi solo sul mio.

 

Se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Tra gli artisti in gara quest’anno direi con Noemi, perché è giovane e molto brava. Credo che insieme avremmo potuto fare un bel duetto. Più in generale amo i grandi cantautori italiani, è a loro che mi ispiro nel mio lavoro: da Vasco a Umberto Tozzi, da Paolo Conte a Gino Paoli, a Claudio Baglioni. Uno stile di musica eterogeneo, anche agli antipodi se vogliamo, ma quello che conta di più per me è la qualità della canzone. Spero che un giorno tra questi grandi nomi della musica, ci sia un posto anche per me.

 

Venti anni fa il successo di Laura Pausini è iniziato dal festival della canzone italiana... sono cambiati i tempi o è ancora possibile diventare star partendo da Sanremo?
Sanremo è sempre Sanremo. Il Festival è sempre il Festival. Credo molto nel Festival. Non sono cambiati i tempi. Io sto per affrontarlo, quindi lo spero. Lo vorrebbero fare tutti, ci sarà un motivo, no? Penso che fosse difficile anche prima emergere in questo campo, se dicessi il contrario sarebbe sminuire il duro lavoro di tanti altri che prima di me hanno fatto questa strada.

 

Che cosa non può mancare nella tua valigia per Sanremo?
Il coraggio e la tenacia.

 

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
Non nasce, è sempre stata parte di me. Da bambino a 5 anni ho iniziato a cantare, a 12 ho preso in mano la chitarra e ho cominciato a comporre musica e testi. Ancora oggi non so dire se può essere la mia professione, ma voglio provarci. Sono qui per provarci. Certo, ho lasciato aperte anche altre opportunità, altrimenti non avrei scelto strade alternative, come studiare e laurearmi.

 

In Italia la strada per gli emergenti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Credo sia importante che siano sempre di più le speranze, perché le paure bloccano. Un po' di tensione è giusta, soprattutto quando si affronta una prova così intensa come il palco del Festival. Diffidate di chi dice che non ha paura di nulla.

 


Vadim a Area Sanremo 2013
Appena usciti i nomi dei giovani per Sanremo, si è parlato tanto del fatto che quasi tutti avessero già una buona produzione alle spalle e alcuni anche contratti discografici con le major, ci racconti la tua posizione in merito?
Vengo da un concorso, Area Sanremo, in cui non era indispensabile avere un’etichetta discografica, mi sono sempre auto prodotto e lo sto facendo tutt’ora. Per me l'importante è fare buona musica, questo è ciò che conta più di ogni altra cosa. Potrei essere in cerca di un’etichetta, ma devo essere convinto al 100%, è una scelta molto importante. Le discografiche sono come una fidanzata: ci deve essere la giusta sintonia, si deve creare un legame che poi durerà a lungo nel tempo.

 

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Do, perché è anche la prima persona del verbo dare.


Vadim Valenti, La modernità
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L'autore

Silvia Valenti

Silvia Valenti è nata a Bergamo nel 1984.
Laureata in Comunicazione Politica e Sociale presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, è giornalista professionista dal 2012.
E’ corrispondente per Repubblica TV, coordinatrice di Benessere.com Tv e direttrice della rivista BMag Bergamo Magazine e del giornale online Fratelli d'Arte Magazine.
Nel 2013 ha collaborato all'organizzazione del “Concerto di Primavera”, evento musicale di beneficenza con 10 grandi interpreti della canzone italiana, che ha visto al Teatro Donizetti di Bergamo il gemellaggio tra la banda dell’Accademia della Guardia di Finanza e la Sanremo Festival Orchestra.
Dal 2010 al 2012 è stata giornalista, reporter e conduttrice presso l’emittente televisiva locale Videobergamo.
Dal 2011 al 2012 ha collaborato come freelance per il mensile economico finanziario Credit Magazine.
Nel 2010 ha lavorato come addetta stampa e organizzatrice di eventi per Legambiente Bergamo Onlus.
Dal 2007 al 2010 ha collaborato con la rivista di approfondimento culturale Dedalus.
E’ appassionata di fotografia, letteratura e nuove tecnologie.
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