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Luca Carboni

Il cantautore bolognese festeggia trent’anni di carriera

di Loredana Lanzoni - 26 maggio 2014
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© Andrea Brusa
Era il 1984 quando usciva il primo album di un giovane ventunenne bolognese Luca Carboni, …intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Quel giovane, che quando aveva iniziato a scrivere canzoni non voleva essere un cantante, di certo non immaginava che le sue canzoni avrebbero conquistato un’intera generazione facendolo diventare uno dei cantautori italiani di maggior successo degli anni Ottanta e Novanta.

L’ho incontrato a Mantova nell’ultima data del tour invernale di Fisico & Politico. Nonostante il successo è rimasto un grande artista umile ed anche un po’ timido, subito disponibile a rispondere a qualche domanda per la nostra rivista.

 


© Andrea Brusa
Nell’album per tuoi trent’anni, Fisico & Politico, oltre a 3 inediti, hai inserito canzoni che ripercorrono un po’ tutta la tua carriera, ma reinterpretandoli insieme ad altri artisti, come e perché è nata questa idea?
Si può dire che questa idea è figlia di un brano: Fisico & Politico. Quando l’ho scritto ho da subito pensato di coinvolgere Fabri Fibra, è un prezzo che si adatta bene al suo genere di Rap. Quando eravamo in studio per la registrazione, ho realizzato che avevamo fatto una canzone nuova con un duetto, così, essendo passati trent’anni di musica, una chiave interessante poteva essere quella di far rileggere le mie canzoni da altri artisti. Mi piaceva l’idea di sentire le parole che ho scritto  cantate da altre voci e non solo dalla mia. In seguito ho iniziato a coinvolgere un po’ di artisti: Alice, Biagio Antonacci, Franco Battiato, Samuele Bersani, Miguel Bosè, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro, Elisa e Jovannotti. Ognuno di loro mi ha fatto una “dichiarazione d’amore” su un brano, hanno deciso loro il pezzo che volevano cantare. In questo modo sono state scelte le canzoni inserite nell’album. 

 


© Andrea Brusa
Oltre agli artisti che hai interpellato, potremmo essere in molti a farti “una dichiarazione d’amore” su un tuo brano e praticamente tutti ci identifichiamo in almeno una tua canzone. Gli argomenti che tratti sono molteplici, come nasce un tuo pezzo?
Mi piace sempre pensare che le canzoni siano un foglio bianco dove può entrare qualunque argomento, qualunque tema, qualunque idea. Di conseguenza le mie canzoni, anche quelle scelte dai vari artisti, sono molto diverse tra di loro: Farfallina è diversa da Inno Nazionale come tema, come argomento, come anno in cui è stata realizzata e così Gli autobus di notte è diversa da Mare mare. Mi sono sempre ispirato alla vita, all’esperienza di quello che vedo, di quello che sento. Esce un po’ di tutto dentro le mie canzoni: dal sociale, alle canzoni d’amore o anche su piccoli racconti come Gli autobus di notte dedicato a degli oggetti che si muovono. 

 


© Andrea Brusa
Durante i tuoi concerti trasmetti al pubblico molte emozioni. A te cosa dà l’esibirti dal vivo?
Cantare e suonare dal vivo a me piace molto, è sempre una grande emozione. Ma è una conseguenza, l’emozione più bella è data dal fatto di poter cantare quello che ho scritto anche dal vivo, quindi se io non scrivessi canzoni probabilmente non proverei le emozioni che provo ora andando sul palco. Non sarei mai un cantante che interpreta canzoni di altri.

 

Assistendo al sound check ho notato che segui tu personalmente tutto quello che poi verrà eseguito durante il concerto?
Certo, assolutamente. Mi piace seguire tutti i dettagli di quello che faccio, nel bene e nel male. Credo che dal vivo siano molto importanti il suono e  gli arrangiamenti cosi come nei dischi.  Ritengo giusto seguire tutto dalle luci, alle scenografie fino alla musica.

 


© Andrea Brusa
Durante il tour hai reso omaggio a due grandi della musica italiana: Pierangelo Bertoli e Lucio Dalla. Cosa rappresentano per te questi due artisti?
A Lucio Dalla sono molto legato, è stato l’artefice di eventi importanti nella mia vita, è stato lui a convincermi a cantare quello che scrivevo. Per la mia vita ha un valore che va oltre quello che è il dono che ha dato a tutti noi con le sue canzoni. Pierangelo Bertoli invece era uno dei cantautori degli anni ‘70 che ho scoperto grazie all’ascolto dei cantautori dei miei fratelli più grandi. Eppure soffia il brano che spesso ho eseguito durante il mio tour insieme ad Alberto, figlio di Pierangelo, è proprio la canzone con cui ho iniziato a suonare la chitarra. Le sue canzoni mi sono rimaste dentro fin da ragazzino proprio perché le cantavo spesso. Come puoi notare al di là della stima professionale per questi cantautori ho con loro anche legami molto personali.

 

Un ricordo, un evento particolare, importante accaduto nel corso della tua carriera?
Ce ne sarebbero tanti, ma voglio ricordare quello di Lucio Dalla che ha registrato di nascosto la mia voce. Eravamo in studio e canticchiavo delle canzoni agli Stadio per un loro nuovo album. È stato quando mi ha fatto risentire quella registrazione il momento in cui ho capito che potevo cantare le mie canzoni. Fino ad allora non avevo mai registrato la mia voce, non avevo mai pensato di cantare.

 


© Andrea Brusa
Il tuo talento musicale lo conosciamo tutti, ma mi risulta che ti cimenti anche in altre attività artistiche?
(sorride) Mi piace molto dipingere e ultimamente anche realizzare mobili con design particolari in vari materiali tra cui il legno. Ho anche queste passioni, ma soprattutto quello per la pittura, spero prima o poi di poter fare anche una mostra, far vedere quello che sto realizzando. Però fino ad oggi non ho ancora fatto niente di pubblico.

 

Durante il tuo ultimo tour hai esibito una giacca particolare, inoltre ho notato anche un pianoforte fuori dagli schemi, sono in qualche modo opera tua?
La giacca me la sono dipinta io, ultimamente ho scoperto gli spray. Faccio quadri su vari materiali con gli spray così mi è venuta l’idea di riempirci anche la giacca. Il pianoforte è una cosa molto più semplice, c’era l’idea di farlo riflettere di diversi colori, quindi lo abbiamo rivestito di patchwork di carta specchiata.

 

Gallery fotografica a cura di Andrea Brusa


L'autore

Loredana Lanzoni

Nasce a S. Benedetto Val di Sambro (BO) nel 1972. Nel 2011 consegue la Laurea Magistrale in Economia e Management delle Imprese Cooperative e delle ONP.
Ha sempre lavorato in ambito amministrativo-contabile ma fin da piccola nutre la passione per lettura e la scrittura. Le piace ascoltare musica soprattutto italiana.
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