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Il Fabrizio Bosso Quartet al Casalgrande Jazz Festival

Note ed emozioni nella splendida location di Villa Spalletti a San Donnino di Liguria

di Matteo Franzoni - 23 luglio 2014
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Notte ricca di note jazz ed emozioni nella splendida location di Villa Spalletti a San Donnino di Liguria, in provincia di Reggio Emilia, con l’esibizione del famoso Fabrizio Bosso Quartet, che ha allietato i tanti presenti con lo swing che contraddistingue il quartetto.

 


© Matteo Franzoni
La location
Una folta affluenza di pubblico ha visto il trionfo della serata inaugurale del Casalgrande Jazz Festival tenutasi nell'incantevole location di Villa Spalletti, a San Donnino di Liguria. La villa, immersa in un parco secolare, si trova a pochi passi dalla Via Emilia, tra le città di Reggio Emilia e Modena e ospita spesso eventi musicali prestandosi alla magia delle note unita all’incanto del verde che la circonda.
Ad esibirsi davanti a tantissimi estimatori, curiosi e amanti della musica jazz, il Fabrizio Bosso Quartet, capitanato dal famoso trombettista torinese, che torna ad esibirsi nella cornice di Villa Spalletti dopo una felice prima esperienza. L’affluenza di pubblico è continua tanto da far cominciare l’esibizione con qualche minuto di ritardo, ma calate le tenebre si accendono le luci e gli artisti salgono sul palco.

 

Il quartetto
Oltre a Fabrizio Bosso, noto trombettista, salgono sul palco Julian Oliver Mazzariello, uno dei migliori pianisti italiani in circolazione, il giovanissimo Luca Alemanno al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.


© Matteo Franzoni
Il repertorio è composto per lo più da brani originali di Bosso, che si mostra artista maturo e completo, il quartetto delizia i presenti suonando jazz che racchiude le tante esperienze vissute dagli artisti nel corso degli anni, l’amore per lo stile bebop è sempre presente ma filtrato dalla sensibilità e gusto di Bosso.
Gli applausi al termine di ogni esibizione sono scroscianti, il pubblico è estasiato e sempre più numeroso, al punto da seguire il concerto in piedi sotto le larghe volte del cortile di Villa Spalletti.

© Matteo Franzoni
Per oltre un’ora gli artisti deliziano gli astanti con assoli entusiasmanti e sinergie tra i vari strumenti mentre fasci di luce colorati proiettano le ombre dei musicisti creando momenti magici. Al termine dell’esibizione il pubblico ha applaudito per vari minuti consecutivamente richiamando il quartetto sul palco tranne Fabrizio che per salutare il suo pubblico ha voluto mescolarsi ad esso suonando una incantevole ninna  nanna seduto in mezzo agli spettatori che increduli ne hanno approfittato per scattare foto ricordo di una serata incantevole.
Poi Bosso prende la parola ringraziando le tante partecipazioni e dicendo che la sua fortunata esperienza musicale lo ha portato a suonare in tanti luoghi, ma Villa Spalletti, per la magia che emana, rimane una delle sue location preferite.

 

Due chiacchiere con Fabrizio
Dietro le quinte con Fabrizio abbiamo conosciuto l’uomo, oltre all’artista che si è fatto apprezzare sul palco.


© Matteo Franzoni
Appare subito chiaro e forte l’amore per la musica che lo porta a girare per tanti, piccoli e grandi, famosi e non, festival che vengono organizzati in Italia per far conoscere sempre più la musica jazz. Fabrizio infatti è già stato a Villa Spalletti a suonare e come prima ha raccontato al pubblico, ora racconta anche a me del feeling e della magia che si creano con tanta facilità in questo ambiente con un pubblico così ricettivo. Fabrizio apprezza il pubblico emiliano, a suo dire competente, giovane e stimolante.
Un ricordo emozionante a concludere l’intervista: Fabrizio ci racconta un ricordo, un’emozione legata al mondo della musica pop, tra le tante esperienze infatti il trombettista piemontese vanta collaborazioni con artisti del calibro di Claudio Baglioni e Tullio De Piscopo, ed è qui che ci stupisce raccontandoci invece dell’incontro con Franco Califano. Fabrizio infatti era in studio, stava sovraincidendo E la chiamano estate, il Califfo è entrato proprio durante l’assolo del trombettista. Al termine della registrazione Bosso è andato in regia per salutarlo, e… Califano aveva le lacrime agli occhi, lo ha abbracciato ringraziandolo dell’emozione regalata.

Non c’è che dire, Fabrizio e la sua tromba sanno davvero emozionare!


L'autore

Matteo Franzoni

Matteo nasce nel settembre del 1970. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per l’arte e la comunicazione. 
Grazie a questa passione si iscrive alla scuola di grafica e arti visive di Bologna, dove sviluppa e affina le sue qualità artistiche. Diplomato nel 1992 si getta anima e corpo nel mondo della grafica, lavorando per varie aziende della provincia bolognese.
Nel 2000 si trasferisce a Fiorano e nel modenese conosce la differenza tra la grafica pubblicitaria e la grafica ceramica, data la specializzazione nel settore ceramico dell’intero distretto.
Negli anni a venire approfondisce la sua passione per la fotografia, facendola diventare parte integrante del suo mestiere. Spazia dai reportage di matrimonio alle foto di eventi e concerti.
Nell'ultimo anno amplia le sue competenze e grazie all'esperienza accumulata negli anni a livello comunicativo decide di intraprendere, unitamente a grafica e fotografia, anche la la professione di giornalista. Scrive e collabora con varie riviste on line come Omnibus e Giornalisti On Line.
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