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Intervista: Giovanni Caccamo, un pianoforte e l'autenticità della sua musica

Arriva al Festival dopo aver aperto l'ultimo tour di Franco Battiato

di Nadia Macrì - 15 gennaio 2015
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Continuiamo a conoscere le Nuove Proposte che parteciperanno quest'anno al Festival di Sanremo e  dopo il giovane Kaligola  questa volta andiamo in Sicilia dove a rispondere alle nostre domande c'è Giovanni Caccamo che all'Ariston, accompagnato dal suo pianoforte, proporrà il brano Ritornerò da te di cui è l'autore e che sarà contenuto nell'album in uscita nei giorni della kermesse su etichetta Sugar dal titolo Qui per te. Pupillo di Franco Battiato che lo ha voluto in apertura delle tappe del suo "Apriti Sesamo Tour", lo raggiungiamo al telefono in un pomeriggio di preparativi sanremesi, e troviamo un artista con una sensibilità raffinata, ma nello stesso tempo tanta positività e simpatia e soprattutto autentico, parola chiave della sua presentazione e della sua musica.

Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma per Giovanni Caccamo è un arrivo o una partenza?
E' una partenza, perché è sicuramente un palcoscenico che mi dà la splendida possibilità oltre che di vivere questa esperienza adrenalinica, che tutti gli artisti musicalmente aspettano, mi darà anche la possibilità di lanciare il mio album che è la mia gioia più grande.

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Mi piace molto il brano di Amara, trovo che abbia un bel testo e anche uno spessore interessante.

E se ci fosse stata la serata dei duetti per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Sicuramente con Franco Battiato, per una questione affettiva, di paternità.

Venti anni fa il successo di Laura Pausini è iniziato dal festival della canzone italiana... sono cambiati i tempi o è ancora possibile diventare star partendo da Sanremo?
Secondo me assolutamente sì. In generale credo che se c'è un'autenticità in quello che fai, in qualche modo viene fuori, poi la concezione di star è una cosa simpatica! Vedi, uno dei miei più grandi sogni, fra i tanti, era quello di fare un tour, e dopo aver aperto i concerti di Battiato, ho proprio sentito l'esigenza di fare un tour mio. Soldi non ne avevo e un pubblico neanche in realtà, così ho fatto un contest on line in cui chiunque avesse un pianoforte in casa, poteva candidare il proprio salotto come palcoscenico del tour. Grazie a questo contest ho fatto 54 date in tutta Europa. Ecco vedi, questo sicuramente magari non rientra nei canoni dell'essere star, ma per me rientra nei canoni meravigliosi di fare questo meraviglioso mestiere! L'incontro con altre persone, capire che la tua musica funziona e emoziona, prima di tutto me stesso e poi anche gli altri... che meraviglia!

Manca meno di un mese al Festival: è tutto pronto? Prenotato l'albergo, scelti i vestiti, mandato gli inviti...
Una sensazione simile, ovviamente diversa ma simile, l'ho avuta quando Battiato mi ha proposto di aprire i suoi concerti dell ultimo tour, tra cui poi c'è stato quel concerto con Antony and The Johnsons davanti a migliaia di persone, e lì l'unica cosa che mi ha salvato e mi aiutato è stata quel pizzico di incoscienza; perché più stai lì a pensare e peggio è, quindi salivo sul palco senza pensare che dopo di me ci sarebbe stato il concerto di uno dei più grandi cantautori italiani! Quindi sai, avevo tentato altre volte, ma credo che questo sia il momento giusto per me o che almeno in questo momento ho le carte in regola per essere sereno e affrontare al meglio il Festival.

E cosa non potrà mancare nella tua valigia?
Purtroppo per un pianoforte ci vuole una valigia troppo grande (ride ndr.)! Non potrà mancare un pizzico di follia e l'autenticità che porto sempre con me, e spero che possa essere chiara in quei pochi minuti.

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
Che canto è da molto tempo, prima in un coro (poi ho capito che nel coro c'erano troppe voci!), poi durante il quarto anno di liceo ho frequentato una scuola di musical con Franco Miseria e Simona Marchini che mi ha fatto conciliare lo studio e la formazione, che mi ha sempre accompagnato, con la mia follia e il mio amore per la musica; ma in realtà ho però capito che questo era il mio vero sogno ed era la mia vocazione quando ho iniziato a scrivere e a suonare tutti i giorni il pianoforte, quindi in realtà non è da tantissimo, ma 4 anni fa. Quando di giorno andavo all'università (facoltà di architettura ndr.) e studiavo e di notte mi mettevo davanti al pianoforte a suonare e scrivere.

In Italia la strada per gli emergenti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Secondo me la cosa più frustrante non è il fatto di avere dei no o delle porte in faccia, perchè alla fine proprio grazie a quelle si cresce e si capisce anche che, fare questo mestiere alla fine è un gioco, bisognerebbe in generale nella vita prendersi meno sul serio e non solo nella musica: non stiamo operando a cuore aperto, stiamo facendo una cosa meravigliosa che è aleatoria ed è normale che non può piacere a tutti, però la cosa frustante è invece l'indifferenza. Un no motivato è già un motivo di crescita, ma c'è purtroppo una difficoltà all'ascolto che fa parte del nostro tempo.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Aspetta che sto guardando la tastiera del pianoforte... il FA diesis. Il perché non te lo so dire, sono onde e con il FA diesis si muove qualcosa in me. In realtà dovrei indagare su questa cosa...

...Allora ci diamo appuntamento a Sanremo... o meglio "ritornerò da te" e ripartiremo da questo FA diesis! E tanti auguri, non è scontato e semplice trovare artisti poco più che ventenni con questa bella sensibilità e autenticità. Bravo Giovanni!


Guarda il video ufficiale Sanremo 2015


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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