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Intervista: Enrico Nigiotti ha qualcosa da decidere

Professione Cantautore, così è scritto sulla sua Carta d'Identità

di Nadia Macrì - 29 gennaio 2015
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Continuano i nostri incontri con le Nuove Proposte che parteciperanno al Festival di Sanremo e questa volta a rispondere alle nostre domande c'è Enrico Nigiotti che sul palco dell'Ariston presenterà il brano Qualcosa da decidere, che in questi giorni in radio anticipa l’omonimo album d’inediti (Go Wild – Universal), che sarà pubblicato nella settimana sanremese.

Il chitarrista toscano, nel 2009 ha partecipato alla trasmissione televisiva Amici, dalla quale si è auto eliminato durante la settima puntata per amore verso la fidanzata, conosciuta proprio all’interno del programma. Dopo la partecipazione al talent, nel marzo del 2010 pubblica con Sugar il suo primo album d’inediti Enrico Nigiotti e successivamente inizia un tour promozionale in tutta Italia. Dopo la fine del contratto, Enrico si dedica per un paio d’anni allo studio e alla scrittura di nuovi brani e nell’estate del 2012 conosce Adele Di Palma e Brando che diventeranno rispettivamente la sua manager e il suo produttore.

Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
Assolutamente un inizio, un punto di partenza. Per me sarà una grande promozione, una grande opportunità, una grande emozione, ma la vivo come un'esibizione, non tanto come una competizione, quella non mi interessa. Mi interessa fare bella figura, di invogliare le persone a cominciare a seguirmi, ad entrare nel mio mondo non tanto a battere qualche altro concorrente.

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
In realtà siamo tutti bravi, siamo tutti mondo diversi. Poi non è che abbia ascoltato molto gli altri pezzi, sono rimasto molto concentrato su me stesso.

E se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Con la Nannini, però si parla di cose impossibili.

Venti anni fa il successo di Laura Pausini è iniziato dal festival della canzone italiana... sono cambiati i tempi o è ancora possibile diventare star partendo da Sanremo?
Lo spero, oggi comunque sia ci sono vari format che 20 anni fa non c'erano e sono strumenti molto forti a livello musicale, perchè un artista riesce a promuoversi molto prima in un talent rispetto ad altri mondi. Ora Sanremo può essere "considerato" quasi come un palco stile talent, perchè in quella settimana abbiamo un grande pubblico che ci ascolta, quindi può essere che se hai la canzone giusta, il pubblico ti segua. La Pausini è la Pausini, una professionista, quello o si è o non si è.

Tu un talent lo hai già fatto, ma ti sei auto eliminato...
Sì, è stata una scelta dettata dal carattere. Io non ho niente da rinnegare, per me è stata una bella esperienza quella di Amici, ma ho un carattere istintivo e non molto ironico, quindi non adatto a quei programmi.

Però a Sanremo Nigiotti non si auto eliminerà, giusto?
Sì, a Sanremo non mi auto elimino!

Manca comunque pochissimo al Festival, è tutto pronto?
Sì io sono pronto, sono molto tranquillo. Il pezzo lo so, perchè oltre ad averlo scritto, l'ho provato e riprovato. Sono carico, molto carico e sono anche curioso di questo Ariston, perchè tutti mi parlano come se fosse un Titanic, una cosa da aver paura, ma io lo ritengo un ottimo palco dove esibirsi non come qualcosa da aver paura.

Dicevi che sei l'autore del tuo brano, ma come nascono le tue canzoni? Per esigenza o a tavolino?
Sicuramente nascono da un'esigenza, da una cosa istintiva che ti viene, poi però bisogna mettersi a tavolino. Un pezzo dell'album ad esempio, l'ultimo pezzo che ho scritto dell'album, due settimane prima della registrazione, nasce da un ritornello che io avevo registrato a casa due anni prima, ed era un pezzo che era lì a riposare, perchè a volte l'istinto ti crea l'idea però devi ancora metabolizzarla e quindi il pezzo nasce e cresce... poi da quell'idea prima di proporre alle case discografiche un prodotto di qualità, ma anche orecchiabile, il tavolino serve. Almeno quando una persona vuole vendere deve anche attenersi a certe regole. Altrimenti lo fai come hobby e non è un lavoro.

Tu lo fai come lavoro?
Nella mia carta d'identità c'è scritto: professione Cantautore! Io auguro a tutti di fare la professione che piace, poi se riesci a vivere di quello che ti piace sei fortunato.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Io nonostante sia un chitarrista ho la fortuna di non conoscere le note, di non sapere leggere la musica. Quindi non saprei dirtela. E' quella che mi viene al momento, sotto un'emozione.


Enrico Nigiotti - Qualcosa Da Decidere
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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