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Intervista: Serena Brancale galleggia all'Ariston

Per lei dirigerà l'orchestra Carolina Bubbico, sua cara amica, coetanea e compagna di musica

di Nadia Macrì - 31 gennaio 2015
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Concludiamo i nostri incontri con le Nuove Proposte che parteciperanno al Festival di Sanremo. Quest'anno siamo riusciti a raggiungerli tutti prima della kermesse. Lei è Serena Brancale, cantante jazz che arriva dalla Puglia, e sul palco dell'Ariston presenterà il brano Galleggiare, parole e musiche scritte dalla stessa Serena e con la produzione di Michele Torpedine e Bruno Tibaldi. Serena sarà sul palco con i suoi amici musicisti: Mimmo Campanale (batteria) Peppe Fortunato (tastiera) e Luca Alemanno (contrabbasso) e sarà diretta dalla sua amica di sempre Carolina Bubbico con la quale si era presentata l’anno scorso alle selezioni del Festival.

Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
Per me è una partenza. Non mi sento mai "arrivata"... guai se lo fossi! Mi piace pensare che ci sia sempre da imparare da tutto ciò che la vita mi propone.

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Ho ascoltato tutti e sono orgogliosa di far parte delle nuove proposte di quest'anno perché hanno tutti da raccontare qualcosa con personalità. Mi piacciono in particolar modo i Kutso! Amo chi fa musica col sorriso!

E loro hanno risposto Serena Brancale! Ma invece se per le nuove proposte ci fosse stata la serata dei duetti, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Mi sarebbe piaciuto duettare con Il Volo (il trio di tenori nato dalla trasmissione televisiva Ti lascio una canzone condotto da Antonella Clerici ndr.), perché li trovo freschi, talentuosi e spigliati!

Venti anni fa il successo di Laura Pausini è iniziato dal festival della canzone italiana... sono cambiati i tempi o è ancora possibile diventare star partendo da Sanremo?
In questo Sanremo si riconferma un'occasione decisiva per il futuro di un artista. Sanremo non ha età.

Manca pochissimo al Festival: è tutto pronto? Prenotato l'albergo, scelti i vestiti, mandato gli inviti...?
... ho abbracciato la mia famiglia, ho ascoltato i consigli dei più intimi... qualcosa so che la dimenticherò! (sorride ndr.)

E cosa non potrà mancare nella tua valigia?
Nella mia valigia non potrà mancare il mio cellulaaaareeeeeeeeee.

E sul palco?
Dirigerà l'orchestra una mia cara amica, mia coetanea e compagna di musica che ho fortemente coinvolto in questa bellissima avventura!

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
Il mio amore per la musica nasce con lo studio de violino, con la musica classica. Sono una violinista mancata!

In Italia la strada per gli emergenti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Non nascondo la mia paura... La paura che sia più facile poter arrivare ad alti livelli con un brano radiofonico, semplice, scontato piuttosto che presentarsi all'Italia con una propria personalità lontana magari dal gusto del popolo italiano.
Ma sono fiduciosa. E ringrazio Sanremo per dar spazio ai giovani! 

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Sono legata al DO. Perché è la tonalità ricorrente quando canto alle jam session standard jazz. 

 

Guarda il video ufficiale Sanremo 2015

 


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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