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Aida Satta Flores torna con Bellandare, un cd ricco di musica

Tante le collaborazioni che lei stessa racconta fra aneddoti e anime belle

di Nadia Macrì - 5 febbraio 2015
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E' stato pubblicato il 3 febbraio il disco della cantautrice siciliana Aida Satta Flores (pubblicato da Riserva Sonora sotto la direzione artistica e manageriale di Marco Mori e distribuito da Self, Made in Etaly e R-Esistono) che torna con la sua musica d’autore che è una sintesi di poesia e bellezza. Il disco, fra sonorità folk/pop dalla melodia orecchiabile ed atmosfere molto curate della più raffinata musica d’autore, è stato anticipato in radio dal singolo Oh Mà, un brano dedicato alla madre e che nel videoclip vede Aida in quattro diverse età, fra ricordi e bellezza. Bellandare è un disco a tinte calde che vanta la produzione artistica della stessa Aida Satta Flores e di Leonardo Bruno e la collaborazione di tantissimi artisti: Leo Gullotta, Mimmo Locasciulli, Edoardo de Angelis, Giuseppe Milici, Giancarlo Parisi, Vincenzo Mancuso e del violoncellista siciliano di fama internazionale Giovanni Sollima.
Tanti uomini, solo uomini in un album che si veste di rosso passione. Abbiamo quindi chiesto ad Aida di raccontarci qualcosa di ogni singolo artista che ha collaborato con lei in questo Bellandare, convinti che dietro ciascun nome ci fosse una storia di vita da raccontare e perchè dietro ogni grande donna ci sono sempre grandi uomini (...vale anche il contrario!). 


Leo Gullotta.
Gentile, ottimo ascoltatore dei bisogni degli altri. Ha voluto leggere il testo di A cuore nudo, ove lo immaginavo, sul finale, nei panni d’un antico “abbanniaturi” (una volta le notizie venivano date per strada, nelle piazze, dai banditori!). Ha letto, ha amato quanto ho scritto (che il vero pericolo dell’umanità è la latitanza di Bellezza e Poesia) e ha registrato gratis. Un Signore. Un grande Uomo. Un attore come pochi!

Mimmo Locasciulli.
L’ho rivisto, anni fa, ad un suo concerto in Sicilia. Gli ho chiesto di duettare con me dentro ad una mia canzone. L’ha voluta ascoltare. Nel disco, mentre si registrava, ha dato l’anima, oltre quel che speravo! Ha duettato, ha fatto i cori, ha suonato il pianoforte (come lui, in quel brano, nessuno avrebbe potuto, a quel modo!), ha fatto la voce del mare incazzato, del mare nero… Generoso, colto, amico della Vita. Con valori che vanno perdendosi. Come me, penso, abbia messo in primo piano la Persona, la famiglia, i figli, la casa… e che case piene di Poesia e Bellezza! Nel suo buon ritiro nella casa di campagna, ad esempio, respiri l’odore magnifico dei vini buoni, e il suo studio di registrazione ha il pavimento di vetro… che guarda alla cantina! Locasciulli, come il mio amico Augusto Daolio, è un Grande!

Edoardo de Angelis.
Edo fu il mio primo produttore, nei lontani anni ’80. Produsse molte mie canzoni, mai pubblicate: ricordo Aida io, Vanno per mare e non sono marinai, L’angolo… Mentre produceva le mie canzoni inedite, partecipai a Castrocaro, nel 1985, vincendolo. Mi spettava, di diritto, partecipare al Festival di Sanremo. Lui non voleva. Io ci andai... Inevitabile invitarlo, oggi, a distanza di tanto tempo, dentro al mio album più libero e bello!

Giuseppe Milici.
La sua armonica a bocca è il suo giocattolo, il suo strumento portatile, dentro al taschino delle sue giacche da magnifico lord inglese. Disponibile, educato, misurato. Dentro alle mie canzoni c’era poca necessità di armonica a bocca e ha suonato pochissime note, perfette… che davano l’esatta atmosfera che volevo io e Leonardo Bruno, il mio produttore arrangiatore, insieme ad Alessandro Valenza.

Giancarlo Parisi.
Il Suono dell’identità Siciliana! Profondo conoscitore d’ogni strumento Siciliano e del Sud, ha letteralmente dipinto tante atmosfere che volevo… usando strumenti così pazzeschi già nei nomi, che per ricordarli tutti c’è bisogno di leggere il booklet del cd Bellandare. Il suono della natura è in lui!

Vincenzo Mancuso.
Con le sue chitarre ha fatto letteralmente la regia di moltissime canzoni del nuovo album. Basti pensare alle atmosfere desertiche che volevo all’inizio de Il ballo della vita, ove immaginavo un set naturale di mosche ronzanti su carcasse di cavalli morti. Ascoltare per credere! O in Baci e spine, ove le sue chitarre rispondono, alla perfezione, ad ogni mia frase… Vincenzo mi ha fatto un po’ sentire che quel chiamarmi “Principessa” da parte di molti miei appassionati fans, un po’ alla stregua del “Principe”… che non è poi così lontano! Mancuso ha arrangiato e prodotto diversi album di Francesco De Gregori (basti pensare a Il bandito e il campione) e, involontariamente, quando vinsi Castrocaro ’85, alcuni quotidiani (anche “Il Corriere della Sera”), non possedendo ancora mie foto, accanto all’artcolo sulla mia vittoria, mettevano una foto di De Gregori, chiamandomi “De Gregori in gonnella”! W Mancuso. Che come molti grandissimi Artisti vice all’ombra...

Giovanni Sollima.
Un Signore di tutti i tempi…quasi un “Signore degli anelli”, un tutt’uno con il legno del suo violoncello, con gli alberi. Lui, per me, è l’Uomo-Albero! E che immensità di “pasta umana”! Giovanni mi aveva promesso di suonare dentro ad una mia canzone (non vi dico quale)…  poi, lungo un viaggio in macchina (guidavo io), e ascoltando tutte le canzoni di Bellandare, canzoni ancora in erba, spesso voce e chitarra, registrate anche su musicassette, in cucina, da mia madre, dopo…  che posso dire? Sollima si è “prestato”, con amore trasporto e passione, a tutte le canzoni dell’album! Perbacco! Ha suonato tutti i violoncelli-base pensati da Leo, e ha fatto due assoli finali, in Oh mà e in Baci e spine semplicemente grandiosi! In Oh mà ha interpretato quel mio sentirmi Bach, da bimba, anche con un Bontempi. In Baci e spine ha utilizzato il suo violoncello del ‘600 come un mitra, quello che volevo! Un mitra musicale contro le brutture del mondo perpetuate dall’uomo! Ha usato un distorsore da chitarra elettrica punk, e con l’immensa e rara umiltà dei veri Grandi, ha detto, a me e Leonardo, che se non ci fosse piaciuto, potevamo anche cancellarlo! Leonardo ed io la pelle d’oca! Queste sono le “chiamate alla arti” cui auspico, con tutto l’album Bellandare!

Leonardo Bruno, produttore.
La sua forza è la “lentezza”. La sua Bellezza è la conoscenza coniugata all’esistenza che gliela fa trascurare. Non ha vissuto per l’arte, anche se Artista è! Ha condotto le mie canzoni, senza guardare l’orologio, ad altezze insperate. Leonardo è un amico. Un pensatore. Il mio tempo senza orologio. E poi le sue montagne, il suo “Silenzio”. Non è solo un Signore d’altri tempi! Vive in un luogo d’altri tempi!

Marco Mori, direttore artistico e manageriale.
Marco Mori mi è piaciuto subito, per la serenità che trasmette. Ha una filosofia di Vita che mi fa ben sperare anche per il mio lavoro. La “figura del discografico”, addirittura, mi sembrerebbe espressione riduttiva, parlando di lui. Spero, e credo di non sbagliarmi, che Marco abbia quel “quid” di meravigliosamente “antico”, o inconsueto ai tempi d’oggi, del non plasmare l’artista che ha di fronte, ma aiutarlo a indirizzare il proprio lavoro. Potrebbe essere un magnifico Bellandare, di nome e di fatto, l’abbraccio da parte di Marco e di Riserva Sonora del mio lavoro im-mediato! Perché in mezzo alla confusione di major, da una parte, e il pullulare di artisti ed etichette indipendenti, dall’altra, possa esserci una “terza strada”…che è quella che penso di avere intrapreso con Marco Mori e Riserva Sonora.


Aida Satta Flores - Oh mà
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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