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Trava, il rapper ''pulitino'' conquista il pubblico con il suo coraggio

''Guardo il mondo da questo finestrino e da giù, le ali mi portano altrove''

di Nadia Macrì - 28 aprile 2015
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Ero adolescente, gli anni senza internet e cellulare, quando la musica la sentivi in radio e di quello che ti piaceva compravi la musicassetta che ascoltavi in cuffia, quella del walkman. A casa poi c’era sempre TV Sorrisi e Canzoni e quelle pagine con i programmi televisivi delle sei reti disponibili, li ripassavi con attenzione per non perdere la trasmissione o il film che aspettavi da mesi. Poi per me c’era l’appuntamento circa trimestrale dalla parrucchiera, dove nell’attesa o sotto al casco facevo un pienone di gossip, cronaca rosa e interviste varie… leggevo tutti i settimanali che c’erano sul tavolino di vetro. Era una full immersion nella lettura più che un taglio di capelli.

Pensieri e ricordi che si sovrappongono vent’anni dopo in un elegante salone nella precollina torinese. Sono al Maison de beautè, un salone molto frequentato da tanti vip e capita spesso che ti ritrovi vicino a qualche artista, anche coi bigodini in testa. Non si leggono più i settimanali, ma si parla col parrucchiere, che è una sorta di confessore e psicologo… in fondo a lui affidi la testa e non solo i capelli.

«Ti è piaciuto il taglio che ho fatto a Trava, ho visto che lo guardavi sorridente?». Mi ha scoperto subito il mio parrucchiere, Giandomenico Diaferia, ha capito che sarei voluta andare dal giovane rapper e presentarmi, ma con i capelli bagnati non era tanto carino.

Trava è il nome d’arte, lui si chiama Alessandro. Alessandro Travaglio, figlio del giornalista Marco Travaglio. Rapper che ha appena pubblicato l’album dal titolo Orbita, ma proprio in questi giorni arrivato ad un pubblico più ampio grazie alla sua partecipazione a Italia's Got Talent, trasmissione in onda su Sky, dove si è guadagnato ben quattro sì dai giudici, fra cui quello della torinese Luciana Littizzetto che per tutta l’esibizione ha avuto un sorriso molto affettuoso e tenero, raramente esibito. Trava è un figlio, più che un d’arte, dirà «mio padre è giornalista e io faccio il musicista», ma è un figlio, con un cognome importante tanto da dimezzarlo nel nome d’arte per non portarsi quel grande peso addosso. Sì, perché nella nostra società spesso diventa un peso più che un appoggio, e bisogna dimostrare il doppio a quei figli di mamma pronti a giudicarti solo per il cognome che porti. Trava lo sa, tanto che afferma in trasmissione: «sono qui per dimostrare che ho le capacità di fare le cose con le possibilità che ho a prescindere da quello che fa lui». Fra i giudici del programma televisivo anche Claudio Bisio che incalza con la irriverente domanda: «Sei venuto con papà?», ma Trava è un rapper, oltre che figlio del direttore di un quotidiano, le parole le sa usare, e risponde con molta fermezza e un secco: «Sono qui con la mia ragazza».

Canta un brano molto ricco di contenuti, esplodono gli applausi del pubblico, ma il giovanissimo Alessandro sottolinea soprattutto un grande coraggio, il suo. Il coraggio di cantare il rap di strada, indossano anche abiti firmati. Non si è rapper proporzionalmente al numero di tatuaggi sul corpo, come non si è giornalisti solo indossando la cravatta. Si può cantare il disagio dei giovani anche con la faccia pulita di Trava. E’ dalle facce da sberle che dobbiamo spaventarci e indignarci. Quelli che approfittano del tuo talento, del tuo nome o anche della tua buonafede per il loro tornaconto. Non certo di quelli che il nome ce l’hanno da quando sono nati e il talento lo coltivano mettendosi in gioco e sapendo fin da subito che non sarà facile sopportare i giudizi di un popolo troppo spesso arrabbiato con le persone sbagliate.

Mi guardo allo specchio, il mio parrucchiere ha fatto come al solito un ottimo lavoro. Esco dal salone e penso a quando leggevo i giornali sotto al casco… chissà se ho letto da ragazza qualche articolo del giovane Marco Travaglio?


Il rap d’arte di Trava - Italia’s Got Talent 2015
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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