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New Classics: la band che interpreta il rock come un'aria d'opera

L’intervista a Silvia De Santis, la voce della band reduce dal format televisivo “The Voice of Italy” 2015 nel team di Piero Pelù

di Loredana Lanzoni - 1 luglio 2015
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Durante un concerto di beneficienza, svoltosi a Castel San Pietro Terme (BO) presso “Il Giardino degli Angeli”, a favore della ricerca sulle malattie metaboliche infantili e per il sostegno ai genitori che devono assistere i loro bambini, abbiamo incontrato i New Classics, band composta da Silvia De Santis (voce), Fabio “Farian” Biffi (pianoforte), Fabio “Fax” Fenati (batteria), Davide “Dave” Monti (chitarra) e Daniele “Dan” Caroli (basso). La voce Silvia De Santis ha voluto condividere con noi il loro progetto musicale. 

La vostra band New Classics unisce due stili musicali: il classico e il pop/rock, cosa vi ha fatto incontrare e fondare il vostro gruppo?
Noi siamo tutti insegnanti di musica oltre che musicisti e lavoravamo nella stessa scuola di musica.
Era il 2008 e Farian (il pianista della band), aveva appena finito di scrivere un musical dal titolo Passi d’Autore. La colonna sonora di questo musical però risultava incompleta, priva di un sound davvero potente. Fax (il batterista), incuriosito dal progetto, chiese più dettagli a Farian. Di lì a poco, per provare i brani della colonna sonora, si unirono anche un chitarrista, Davide, e un bassista, Dan. A quel punto mancava una voce che fosse in grado di poter interpretare sia sfumature rock, sia le stesse difficoltà di un’aria d’opera, per poter unire entrambe le cose. I ragazzi conoscendomi come collega, lo chiesero a me. Lo spettacolo ebbe molto successo e a quel punto tutti noi eravamo talmente coinvolti ed entusiasti del progetto, che decidemmo di farne un album che uscì a distanza di qualche mese. Da allora non ci siamo mai più fermati, abbiamo raffinato e stabilito meglio il nostro genere, ed eccoci qua.

L’8 giugno è uscito il vostro EP Senza Luna, che definite come “un ago con filo lunghissimo in grado di cucire una rete di interessi e collaborazioni sempre più ampia per permettere a quanta più gente possibile l’apprezzamento dell’universo musicale New Classics”.
Siamo molto orgogliosi di Senza Luna, è stato un pezzo che abbiamo tenuto nel cassetto per quattro anni. E’ passato nelle mani di più persone con le quali abbiamo collaborato in passato. Mai nessuno ha veramente creduto nel valore che noi crediamo abbia (siamo di parte). Finalmente nell’estate del 2014 attraverso la PA74 Music (nostra etichetta di edizioni), Marco Forni, produttore artistico di fama internazionale che ha collaborato con artisti del calibro di Ramazzotti e Zero, è rimasto folgorato dal brano e soprattutto dalla dedizione con cui noi continuiamo a portare avanti il progetto New Classics. Abbiamo aspettato quasi un anno per far venire alla luce l’EP, ma crediamo fermamente di aver fatto bene e aver colto il momento giusto. Senza Luna è il brano che in questo momento più ci rappresenta, realizzato nel modo in cui noi sognavamo, cresciuto in un team di lavoro davvero forte. Siamo davvero felici per questo. 

All’interno possiamo trovare anche la versione originale in inglese di Senza Luna, Moonless Night, e un altro inedito in inglese, cosa vi spinge a prediligere questa lingua?
In realtà il nostro repertorio spazia senza preferenze dall’inglese all’italiano, Il fatto che in questo EP ci siano più tracce in inglese è semplicemente un caso. Comunque sia, rendere internazionale e quindi fruibile la nostra musica, crediamo sia la strada giusta da percorrere. E’ per questo che abbiamo deciso di mantenere entrambe le versioni. Poi nell’EP c’è Sun on the Rain altro inedito che ci emoziona molto, una ballad Soul-Rock. Cheek to Cheek e The Man I love invece sono due standard Jazz che noi abbiamo stravolto secondo il nostro gusto. Ci piace sperimentare e giocare con la musica, continuamente. 

Siete una band impegnata nel sociale, stasera vi trovate al “Giardino degli Angeli”, ma collaborate e avete collaborato con molte associazioni.
Stasera per noi essere al “Giardino degli Angeli” è un onore e un piacere. La musica è il primo linguaggio al mondo, per cui crediamo che usarla come veicolo per comunicare sia divertente e soprattutto possa avere un’utilità. Abbiamo collaborato con Unicef Italia nel 2013 e più direttamente con Andrea Iacomini (portavoce ufficiale) e abbiamo scritto il brano Lucciole dedicato alle vittime della guerra in Siria, in particolare modo ai bambini. L’anno scorso siamo stati premiati dal Presidente di Unicef Italia Giacomo Guerrera, per “l’impegno profuso”. Scrivere Lucciole è stato un piccolo gesto, una goccia nell’oceano ma lo abbiamo fatto davvero col cuore.

Collaboriamo invece tutt’ora con la FFC (Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica), specialmente con Patrizia Baroncini, Responsabile della Delegazione di Imola, persona straordinaria. Abbiamo fatto molti concerti per la Fondazione e speriamo di farne tanti altri. Siamo contenti di poter dare una mano attraverso la nostra musica, è bellissimo. 

Silvia, in molti ti hanno conosciuta grazie alla tua partecipazione a “The Voice of Italy” nel team di Pelù. Parlaci un po’ di questa tua esperienza e di come è stato lavorare con un cantante come Piero Pelù.
Fare The Voice, è stata un’esperienza molto positiva. Premetto che se avessi dato retta al mio istinto, non avrei partecipato al programma poiché non ho mai riposto troppa fiducia nei talent show, devo quindi questo successo alla mia Band perché sono stati loro a spingermi a provare. Comunque ho avuto la possibilità di conoscere persone positive, a partire dai miei compagni di squadra; con alcuni di loro ho legato moltissimo. Piero è una persona molto tranquilla che ti mette subito a tuo agio, con molta esperienza e gavetta alle spalle, porto con me un ottimo ricordo di lui, e lo rispetto molto. 

E per concludere, come se fossimo alla fine di un concerto, lascio a te l’onore e l’onere di presentare i componenti della band.
I New Classics sono davvero come una famiglia per me, ognuno riesce a darmi qualcosa di diverso e di conseguenza a farmi crescere, anzi… Direi che cresciamo insieme in questo progetto, perché tanto non si è mai troppo grandi per imparare!
Dan il bassista, è la persona più zen del gruppo, è raro vederlo arrabbiato e questo è molto utile specialmente, per esempio, prima di un evento importante dove c’è bisogno di rimanere lucidi. Davide il chitarrista, è una testa calda e allo stesso tempo una persona molto pacifica, ma questo è il suo bello perché sa trasmettere una forte energia e adrenalina.
Fax il batterista, per me è come un fratello. Non riesco ad immaginare i New Classics senza di lui. Ci capiamo con uno sguardo. Il mio “compagno di giochi”.
Farian il pianista, è l’anima, di New Classics. Un artista di straordinario talento. Se non ci fosse lui probabilmente tutto questo non sarebbe nato e forse non ci saremmo mai incontrati. La maggior parte dei pezzi li componiamo insieme. Ci compensiamo perfettamente come yin e yang. 

Guarda la galleria fotografica a cura di Andrea Brusa.


L'autore

Loredana Lanzoni

Nasce a S. Benedetto Val di Sambro (BO) nel 1972. Nel 2011 consegue la Laurea Magistrale in Economia e Management delle Imprese Cooperative e delle ONP.
Ha sempre lavorato in ambito amministrativo-contabile ma fin da piccola nutre la passione per lettura e la scrittura. Le piace ascoltare musica soprattutto italiana.
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