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Parole in circolo: di Mengoni, Di Benedetto, Musumeci

Il nuovo singolo ricco di parole: “E quanti piedi che si incroceranno andando”

di Nadia Macrì - 29 gennaio 2016
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E' Parole in circolo il nuovo singolo di Marco Mengoni, tratto dall’album Le cose che non ho uscito il 4 dicembre su etichetta Sony Music, balzato subito ai vertici delle classifiche di vendita e certificato doppio disco di platino.

Scritto dallo stesso Mengoni in collaborazione con Rory Di Benedetto e Maurizio Musumeci, questo brano è un manifesto che racconta il momento storico di Marco come artista e come uomo. Un nuovo approccio alla musica, che si fonde in una corrispondenza straordinaria con le parole. L'arrangiamento è caratterizzato da un ritmo ascendente e le parole in circolo viaggiano sulla consapevolezza di libertà e di lotta verso qualunque forma di censura, bullismo e, soprattutto, paura.

Abbiamo raggiunto gli autori che firmano il brano con Marco, Rory Di Benedetto e Maurizio Musumeci, quest'ultimo - noto al pubblico musicale con il nome d'arte Dinastia - in questi giorni riceverà anche il prestigioso premio Musica contro le Mafie.

«E' un brano - ci spiega Maurizio Musumeci - che si sposa con quello che stiamo vivendo in questi giorni e che come dice Marco racchiude tutto il suo percorso intrapreso nella lavorazione di questi due album. Sono strafelice che tra tutti i brani Mengoni abbia scelto Parole in circolo come titolo del primo volume e che, come ha dichiarato lui stesso, sia quello a cui pare più legato, e secondo me... è una canzone destinata ad essere ascoltata nel tempo».

«Un brano - continua Rory Di Benedetto -  dove insieme a Marco e Maurizio abbiamo messo dentro tutti i valori della vita. Valori che oggi tanti hanno perso, valori che vogliono urlare la lotta per la libertà; e chi meglio di Marco può cantare valori del genere? Un uomo che con esseri umani canta all'uomo stesso e dice di credere nell'essere umano che ha il coraggio di esserlo. Bene adesso vuole far sapere alla gente come deve essere il vero Essere Umano».

Libero, Libero, Libero mi sento libero... Canto di tutto quello che mi ha dato un brivido”.

Il videoclip firmato da Niccolò Celaia e Antonio Usbergo per Younuts, è il secondo capitolo della storia iniziata con Ti ho voluto bene veramente. Il video riprende infatti il racconto interrotto in quello precedente, quando Marco arriva in un piccolo centro abitato, e trova rifugio nella camera di un motel dove entra infreddolito mentre il personaggio alla reception telefona a qualcuno, come per informarlo del suo arrivo. Provato dalla stanchezza si butta sul letto cadendo in un sonno profondo, per poi risvegliarsi di soprassalto e d’improvviso vestito in abiti elegantissimi. Dopo aver trovato una busta infilata sotto la porta contenente una serie di coordinate, Marco si ritrova nella maestosa sala di un ricevimento, dove ritrova una sua vecchia amica. Nel frattempo, due dei camerieri si scambiano minacciosi sguardi d’intesa, e il video si chiude con i due che sigillano le porte della sala, mentre a pochi secondi dalla fine si percepiscono il brusio e le urla provenire dall’interno.

L’idea di Mengoni è appunto quella di realizzare un mediometraggio. Il video di Parole in circolo quindi è il secondo capitolo di un “corto” a puntate che si completerà con le clip che accompagneranno nel tempo i brani del nuovo album.

... aspettando il film, mettiamo in circolo le parole!


Marco Mengoni - Parole in circolo
1
Marco Mengoni - Ti ho voluto bene veramente
2
L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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