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La ricercatrice che porta la musica alla sede Nasa

Marta sui Tubi o Tubi su Marte?

di Nadia Macrì - 1 luglio 2016
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Un selfie dallo Space Telescope Science Institute della Nasa, che ha sede a Baltimora. Una maglietta, quella dei Marta sui Tubi. Ad unire le due cose una giovane astrofisica, Debora Pelliccia. 30 anni e tanti studi che dalla Calabria l'hanno portata prima a Messina, per la laurea triennale in Fisica, poi a Bologna e ora a Marsiglia al Laboratoire d'Astrophysique de Marseille (LAM).
Io da piccola immaginavo che gli astrofisici avessero tutti la tuta spaziale e invece no, c'è chi con uno stile straordinario e discreto indossa la maglietta dei suoi artisti preferiti!
Un selfie accompagnato da una frase: "Lo stile è ostile anche da queste parti! ‪#‎lostileostile alla ‪#‎NASA". E' bastato poco per fare il giro del mondo e di tante menti per arrivare da Baltimora anche a noi. Sì, perchè la riflessione che ha suscitato la foto è triplice. La prima considerazione è tutta per Debora, giovane donna di questa Italia poco attenta agli eroi dei nostri giorni, di cui è piena. Una donna che guarda le stelle. Ci vuole coraggio e anche un pizzico di timidezza, quella che le fa alzare gli occhi al cielo e rimanere sul fondo della terra e dell'animo, con discrezione. Sì, è il coraggio, quello vero, audace ad essere riservato, semplice e profondo, timido e spesso anche femminile!

«La mia passione per l’astrofisica è nata quando ero molto piccola - mi racconta la giovane astrofisica - poiché mio nonno, che nella sua giovinezza era stato marinaio ed aveva viaggiato per tutto il mondo, mi raccontava spesso che durante la navigazione passava le notti fuori a guardare le stelle e mi mostrava tutte le costellazioni che conosceva. La passione per l’astrofisica - continua Debora Pelliccia - mi ha portata a Bologna, dove è nata la mia passione per la musica live. Come ben sai Bologna ha una scena musicale live molto attiva, ed io mi ci sono subito immersa. Prima di allora ascoltavo un po’ di musica underground, Afterhours, Marlene Kuntz, Baustelle, ma la mia conoscenza della scena musicale italiana era ancora limitata. Poi un bel giorno venni a sapere di un concerto dei Marta sui Tubi all’Estragon. Conoscevo il nome e conoscevo una sola loro canzone, Vecchi difetti. Mi piaceva tantissimo. Decisi di andare, ho aspettato per tutta la serata quella canzone e quando è arrivata è stato un momento splendido. In realtà ho apprezzato l’intero concerto, tanto che decisi di comprare il loro cd, Sushi e Coca. Da allora mi innamorai di loro. Li seguo da allora, li ho seguiti in molti concerti in giro per l’Italia e li sostengo sempre anche da Marsiglia (ogni tanto cerco di fare una capatina per un loro concerto, ma è sempre molto difficile). Ovviamente non seguo solo loro. Nella cerchia ristretta di band che porto nel cuore ci sono: il Disordine delle Cose, Umberto Maria Giardini, Paolo Benvegnù e Dimartino. La musica è molto importante per me, mi dà energia, carica, mi fa compagnia e mi aiuta a tirare fuori le emozioni nascoste, specialmente durante i live, dove sento il mio cuore letteralmente esplodere di gioia».

E quindi la riflessione coinvolge e arriva al pubblico che riempie i concerti, i live. Siamo sempre più abituati alle ragazze strappa capelli, ai fan più fanatici che appassionati, quelli che per un selfie con il cantante di turno farebbero ore di fila, ma l’anno successivo portano il cd autografato al negozio dell’usato, che lo valuta non più di due euro. Già, siamo abituati al pubblico delle bevande gassate, ma fra loro, senza indossare la tuta di superman, ci sono anche i grandi cervelli e cuori del nostro paese e purtroppo sempre più spesso tanti artisti, che sputano perfino alle telecamere, pensano invece che se stai sotto al palco è perché loro sono delle star e raramente si convincono del contrario.

La musica, invece resta nella testa, nel cuore, nell’anima. E guardi lo spazio, cammini fra le stelle col pensiero di poterla condividere con l’infinito: Marta sui Tubi o Tubi su Marte? Risponde Debora: «Beh, tutti i miei amici (francesi, spagnoli, americani) conoscono la parola Marta sui Tubi».
Allora diciamo anche che continua il tour estivo di presentazione del nuovo travolgente disco dei Marta sui Tubi: dopo le prime fortunate date, la band continuerà a calcare i palchi dei principali festival estivi della penisola, con il loro esplosivo live.

I Marta sui Tubi sono un caposaldo del rock in Italia e nella loro lunga carriera  hanno collaborato con grandi artisti come Lucio Dalla, che li definì "la migliore live band italiana", e Franco Battiato, con il quale hanno duettato nel singolo Salvagente. Hanno preso parte al Festival di Sanremo 2013 e suonato in tutta Italia accrescendo, negli anni, il loro già nutrito pubblico... anche fra gli astrofisici!


MARTA SUI TUBI “LOSTILEOSTILE” TOUR  ESTIVO

01/07 Biella "Reload Sound Festival"
02/07 Vittorio Veneto (TV) "Rock 4 AIL"
07/07 Bosco Albergati (MO) "Mondiali Antirazzisti"
09/07 Pavia "Molecole Fest"
15/07 Rapolano Terme (SI) "TV spenta"
27/07 Genova "Palco sul Mare Festival - Porto Antico"
30/07 Catania "Qubba"
12/08 Piateda (SO) "Rock and Rodes"
13/08 Brescia "Festa Onda d'Urto"
14/08 Montefiascone (VT) "Festa del Vino"
21/08 Sant'Omero (TE) "Salvami Musica"
26/08 Castelnuovo d'Assisi (PG) "Riverock Fest"
16/09 Tonadico (TN) "Sot Ala Zopa"


Marta sui Tubi - Amico Pazzo (official video)
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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