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Perché i fan fanatici fanno male alla musica

Vi siete mai chiesti la reale funzione dei fan club dei cantanti? Secondo noi fanno solo danni!

di Nadia Macrì - 20 maggio 2017
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Ammettiamolo, abbiamo tutti una canzone preferita e un cantante nel cuore. La canzone non per forza coincide con quella che ci rimane in testa tutto il giorno, non è nemmeno quella che cantiamo sotto la doccia, però ci brillano gli occhi quando l'ascoltiamo alla radio e proviamo a sussurrarla senza sovrapporre le due voci, quasi per rispetto o perché bisogna concentrarsi per non commuoversi troppo. La mia è Fiore di maggio. Il cantante preferito è invece questione di cuore, rispecchia un po' l'amore che in molti abbiamo verso il dottor House. E' cinico, eppure ci piace. Anche quando è scorbutico. Certo a distanza, non condivideremmo mai la vita con uno così. Ammiriamo queste persone, ma ci fidiamo di altre. Se il cantante preferito però pubblica un disco mediocre noi lo compriamo lo stesso e alle critiche sui social non rispondiamo. Musica è. E non basta il tempo di un cd per farci cambiare idea.

Poi ci sono i fan club. Ed è tutta un'altra musica. Brutta. Gente che segue un cantante o un gruppo. Spesso insegue. Qualche volta i cantanti ci guadagnano pure e si inventano le iscrizioni ufficiali ovviamente a pagamento.  Sicuramente poter affermare di avere la tessera del fan club di Laura Pausini sarà una figata pazzesca! Possederla ti permette poi di partecipare al raduno dei fan, uno show business straordinario! Non tutti i fan club sono organizzati in società, certamente però hanno un gruppo ufficiale su FB e centocinquanta ufficiosi. Perchè il leader del fan club mica è votato a furor di popolo, mica è scelto dall'artista, e quindi spesso i fan club si dividono in sottogruppi se va bene, in guelfi e ghibellini quando vengono coinvolti anche gli ambienti lavorativi attorno agli artisti e oltre all'amore per il cantante preferito entra nel fan club anche l'invidia, la gelosia, la presunzione, alcune volte aihmè anche il mobbing orizzontale o verticale (e giusto per intenderci sui termini, rientrano nel mobbing gli attacchi ai contatti umani e alla possibilità di comunicare, l'isolamento sistematico, i cambiamenti nelle mansioni lavorative e gli attacchi alla reputazione. E attenti perché una diffamazione che lede il decoro e la reputazione della persona può arrivare a scomodare, in determinati casi, anche il codice penale).

Naturalmente non sempre è così, ci saranno realtà belle. O meglio proviamo a chiedercelo: ci saranno realtà belle?

Sicuramente c'è il Condominio, la Big Family, ci sono le Bestie, i Lupi, i Dreamer, l'Esercito e perfino i Kairi, i Kiri, i Kori e anche i Rubinetti. Poi ci sono le Fragoline, l'Invincibile armata, i Modaioli, la Tribù, le Molecole. E non bisogna riempire gli stadi per avere un fan club anche se per i cantanti meno famosi i danni si fanno già nelle chat. Quelle in cui il primo grande passo falso dell'amministratore del gruppo è dare la possibilità a tutti di scegliere il nome del gruppo stesso, che poi eliminerà appena qualcuno fa agli artisti una soffiata sui contenuti che spesso hanno poco a che fare con la musica. Sono gruppi di persone che non si perdono un concerto, neanche quelli in cui bisogna macinare km e km, ma il fan dà supporto, mica il cantante può alzare lo sguardo e non trovare il fan club, almeno i leader del fan club! Eh! Non canterebbe! Così si riempiono le agende con le date dei concerti, e magari anche delle serate fatte nei locali. Un supporto che diventa un incubo, tanto che alcuni grandi artisti si sono dovuti inventare i tour con le date a sorpresa! Sì, un incubo, perché i leader dei fan club sono quelli della prima e seconda fila, mica c'è posto per altri. Sono quelli a cui quasi devi chiedere il permesso per farti avanti a fine concerto, una sorta di guardie del corpo, molto meno guardie, molto più corpo.
"Stai buono eh! Se ti piace l'artista (anche quello che ha pubblicato appena un cd) sei il benvenuto, ma sappi che esiste una gerarchia. Non pensare di poter rimane nel locale fino alla fine per poter scambiare due chiacchiere con il cantante appena smaltita l'adrenalina del concerto, no eh! Sia chiaro che siamo noi leader del fan club a scendere la serranda del pub". "Se ti piace la sua musica sei la benvenuta, ma ci sono delle regole da rispettare, la prima tiene in considerazione l'arrivo nel fan club e tu sei arrivata dopo di noi, nemmeno c'eri alla presentazione del primo disco, inutile che fai la sapientina, non conti niente".

Dio poi ci liberi dai fan club in cui i leader sono le mogli, le fidanzate, le sorelle o le madri di sangue o non. Naturalmente questo capita solo con i cantanti emergenti, gli artisti di un certo peso proteggono la famiglia o al massimo annunciano di sposarsi in diretta mondiale; così come i familiari dei grandi nomi della musica italiana non si mischieranno certo nei fan club e se lo fanno per il gusto di mettere un cuore sotto la status pubblicato su fb, usano un profilo falso. Anna la foto la scatta a Gianni, non è quella che commenta di sotto!
Già, la famiglia è il pezzo forte dei cantanti, il fratello di Ermal Meta ce lo insegna, ma se vai da lui a chiedere un'informazione ti risponderà che non sa niente e ti presenta l'assistente o l'ufficio stampa. Eppure saprà tutto.
La famiglia è una forza, quando fa la famiglia. Quando lascia la prima fila ai nuovi arrivati, tanto il suo profumo ce l'ha addosso e non serve prendere il posto di chi magari quella sera ha bisogno di guardare negli occhi l'artista mentre canta quella canzone che ha cambiato una vita. Poi finito il concerto torna a casa e inizia a viverla nuovamente la vita, mentre la moglie invece davanti un piatto di spaghetti alla carbonara racconta come è stato bello vedere sorridere quella fan di cui ovviamente non sa nulla, ma scattava foto, sapeva le canzoni a memoria. E' proprio vero, la musica può ridurre le distanze, può svuotare la mente, riempire i cuori.

Il leader del fan club però non cederà mai il proprio posto, si vanterà per quella confidenza scambiata con la star e per essere stato invitato in quella festa venuta bene. Il leader del fan club parla tantissimo con l'artista, l'artista in realtà non può chiudere porte, non si mette contro i fan, ma spesso parla tanto con loro senza dire niente. I leader dei fan club sono impiccioni poi, vogliono sapere tutto, scoprire tutto, origliano e leggono il labiale per poi avere lo scoop in anteprima! Sì, perché non sono solo i giornalisti d'assalto ad essere una brutta razza, quelli almeno lo fanno per portare lo stipendio a casa, e alcuni articoli bisogna inventarseli, un po' come questo, sono i leader dei fan club ad essere imbarazzanti quando diventano invadenti. Quando considerano il cantante proprietà privata. Quando si arrabbiano per non essere stati informati prima degli altri. Quando per il semplice fatto di essere al bancone del merchandising  si sentono autorizzati a fare i conti in tasca e non solo del conto in banca, anche di quello del cuore. Perché i leader dei fan club o comunque ogni fan fanatico dà un sacco di consigli all'artista, anche quando non è interpellato. E facendo così rallenta solo il suo percorso, rimanda le uscite discografiche e qualche volta, nel peggiore dei casi, divide il  pubblico. Quello vero, autentico, che preferisce ormai ascoltare in macchina il cd evitando concerti di primedonne e non tutte sul palco.

Morale della favola? Essere sorcino è uno stile vita, se lo sei vantati pure di esserlo. Il sorcino è, come la musica. Il fan fanatico fa e non è solo una nota. Fa male alla musica, quando cerca un posto di diritto perfino dentro un pentagramma. Eppure la musica non è mai faccenda da solisti. C'è sempre qualcuno nell'angolo della sala che batte il tempo con le mani. Senza neanche accorgersene è lui che farà sorridere perfino il batterista della band.

Amiamo la musica, innamoriamoci degli artisti, ma la tessera del supermercato basta e avanza nel nostro portafoglio.



Photo Massimiliano Natale


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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