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Prospettive di un viaggio a colori all’interno del suono

Mirko Signorile Trio Trip alla Casa del Jazz, Roma

di Redazione - 19 novembre 2018
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La geometria di ascolto del Mirko Signorile Trio Trip è un viaggio all’interno del suono che si muove per estensione cromatica. È il moto a luogo che ti spinge ad andare. È il vestito che ti sceglie. È la prima volta di ogni cosa che non può più tornare alla forma precedente.

Mirko Signorile al pianoforte e al synth, Enrico Morello alla batteria e Francesco Ponticelli al contrabbasso e basso insieme in questo trio trip sono questo. Sono quel jazz che non addomestichi, ma che lasci libero di andare, autentico, fluido e mai artificioso alla ricerca di una tavolozza da far vivere.

La Casa del Jazz è stato il luogo di un concerto molto vissuto e anche punto di incontro che qualche tempo prima aveva permesso ai tre musicisti di conoscersi per la prima volta. Incontri che nascono come domande la cui risposta non è necessariamente immediata.

La prospettiva del nostro viaggio musicale sta tutta nella fine del concerto, quando Mirko Signorile nel momento dei bis, ha chiesto al pubblico di scegliere quale brano ripetere.

Ed è qui che l’efficacissima idea di associare i titoli dei brani ad un colore è stata vincente perché ha permesso ai presenti di immedesimarsi nel proprio personale colore/ricordo assorbendone in pieno il senso, tanto da rendere il trip una esperienza realmente condivisa.

Una intensità autentica e mai cervellotica è stato ed è questo trip inteso come viaggio che si muove attraverso una direzione ricca di attese e slanci, rallentamenti e soste momentanee il cui ritmo è il vestito che rende denso l’insieme in una indagine prospettica all’interno del suono e del colore.

Il colore si sente e si percepisce in ogni vibrazione.

Un concerto esperienziale alla ricerca del proprio punto di vista grazie anche all’uso del synth con cui Signorile si trova a suo agio nel dare forma ad un suono elettronico volutamente ficcante e presente che racconta gli stati mutevoli e cangianti del trip, capaci di fondersi efficacemente all’interno della tessitura ritmica.

Un suono sciolto, fresco e contemporaneo quello del Mirko Signorile Trio Trip che muove verso un punto preciso come nel brano The Red Dot, il punto rosso il cui synth scandisce potente il passo insieme alla batteria di Morello entrandoti in testa come un mantra che ti spinge volutamente a tappe forzate verso l’obiettivo.

Un brano come The Golden Pearl è davvero raro, capace di tratteggiare visivamente la “linea amore”, quel tipo di amore che ha misurato i passi e i chilometri del tempo per scegliersi ancora dove il pianoforte letteralmente scrive sul foglio bianco il proprio inno eterno.

Black Forest è un brano evocativo in cui la commistione dei tre strumenti conduce all’interno di una foresta nera, con il contrabasso di Ponticelli a spezzare ogni ramo con la suola delle scarpe per poi aprirsi a nuova luce solo se dopo essersi lasci attraversare.

The Colorful Tuner è stato fortemente vissuto dal pubblico e al suo interno possiede tutti i colori possibili anche quelli a cui non sapremmo dare un nome, dedicato a Nicola Farina storico accordatore del pianista. Noi lo abbiamo visto materializzarsi nella terza dimensione fin dai primi accordi a martellare ogni vibrazione dell’aria piegandola al suo volere.

I colori ritmati e i racconti suonati si sono fusi perfettamente in un concerto fluido e mutevole la cui chiusura è stata affidata ad una cover di Alanis Morissette, Ironic, delicata e sognante a ricordarci di avere sempre un diverso punto di osservazione.

Quello che abbiamo ascoltato venerdì 16 novembre alla Casa del Jazz di Roma è stata sicuramente un’esperienza all’interno del ritmo che ha indagato i colori al di sopra di ogni sospetto o diffidenza e quale sia la prospettiva o la scala cromatica del racconto, possiamo dire che questo trio ha una amalgama fortissima che ti avvolge in modo potente rilasciando un calore autentico.

Una bella prova innovativa per il pianista Signorile che è partito dal Jazz per declinarlo in altre sfumature possibili grazie al riuscitissimo incontro con i luminosi talenti Francesco Ponticelli ed Enrico Morello che hanno reso e rendono questo trip un viaggio vero che lascia il segno.

Un viaggio che è l’ultima volta di ogni cosa che non può più tornare alla forma precedente. Cambiamo. Siamo anche noi in trip.


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