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Si può “misurare” l’affetto dei propri cari con i soldi?

Secondo Bruno Alvino, no.

di Emanuela Grassi - 15 novembre 2013
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È vero oppure no che con i soldi si può comprare tutto? Forse lo è per le cose materiali, ma per gli affetti veri, quelli sinceri assolutamente no. È questa la morale che il regista Bruno Alvino ha voluto trasmettere al numeroso pubblico presente il 9 e 10 novembre al Teatro Vida, attraverso la commedia È tutta colpa di zia Amelia egregiamente messa in scena dagli attori della compagnia stabile Teatro mio di Vico Equense che conferma la tradizione della bravura delle compagnie napoletane. Gli applausi e le risate, infatti, si sono susseguiti continuamente dall’inizio alla fine.

 

Due ore di grande comicità
I personaggi, ben caratterizzati da una raffinata tecnica artistica, hanno permesso ai presenti di vivere un paio di ore di grande comicità, senza sbavature di alcun genere, grazie alla recitazione decisa ed essenziale, in una scena anch’essa essenziale costituita dal luogo dove si sono svolti i fatti, ovvero l’agenzia di pompe funebri.

Dalla commedia vien fuori che, con i soldi forse si può comprare l'illusione di tutto. Il problema è vedere cosa succede quando finiscono. Proprio come accade a zia Amelia, la protagonista della storia, una anziana donna convivente, di due fratellastri, Lorenzo Stanislao e Ludovico Sessa, titolari di un’agenzia di pompe funebri, che, quando scopre di aver vinto una considerevole somma di denaro con la schedina, per verificare l’affetto della sua famiglia simula un finto rapimento che poi si trasforma in vero dando vita sulla scena ad una serie di equivoci e malintesi provocati dai suoi stessi sospetti che non lasciano immuni nessuno.  Complici dei suoi pasticci, volontari e non, la sua parziale sordità e la sua sete di notizie a tutti i costi. Notizie credibili o poco credibili, veri e propri inciuci che creeranno non pochi problemi ai suoi due nipoti che pur di salvarle la vita, pagheranno il riscatto e metteranno a rischio la loro vita, dimostrando che il loro è un affetto vero e sincero che pone al primo posto la famiglia e non il denaro. Degna di nota anche la figura e la funzione del barbone che vive in un "cartone" nei paraggi dell'agenzia, quasi un grillo parlante, voce della verità a cui il regista affida il compito di mettere in evidenza che la colpa non è solo di zia Amelia ma di ogni componente della famiglia perché spesso basterebbe un piccolo gesto di affetto per far si che ci si senta amati.

 

Prossimamente al Teatro Vida
L’amore è sempre al centro di tante storie sul palco e lo sarà anche nella prossima rappresentazione teatrale, L’Orlando furioso che si terrà sabato 23 e domenica 24 novembre sempre presso il Teatro Vida.

 


L'autore

Emanuela Grassi

Emanuela Grassi è nata ad Altamura (BA) nell’agosto del 1977. Laureata in lingue e letterature straniere nel marzo del 2004, è diventata giornalista pubblicista nel febbraio 2006 ed europrogettista nel 2013. La comunicazione ed il turismo sono i settori in cui si è specializzata sia nella sua città natale dove attualmente è tornata a vivere, Gravina in Puglia, che nella città in cui ha vissuto per dieci anni, Pescara. Varie le mansioni che ha ricoperto in questi due ambiti: da fotoreporter a giornalista di carta stampata, tv e radio; da giornalista di quotidiani on line, web tv e web radio ad addetto stampa di varie realtà culturali e sportive nonché moderatrice di dibattiti e presentazioni di libri e presentatrice di eventi culturali. Nel settore turistico è stata interprete e traduttrice, addetta al front office negli uffici di informazione e accoglienza turistica. Oggi, collabora saltuariamente con il gruppo Edilife di Dipalo Francesco, azienda che opera nel campo della comunicazione e del marketing sul web; è la responsabile dell’ufficio stampa del Teatro Vida, una delle realtà culturali gravinesi nata con l’intento di far conoscere alla gente i molteplici linguaggi artistici teatrali; è Direttore di testata del quotidiano radiofonico on line di musica, attualità, notizie e gossip Radio Studio A. Inoltre, è l’ideatrice e conduttrice del format Mi libr(ere)i in volo, con cui attraverso brevi interviste a scrittori affermati e non, si impegna nel diffondere la sensibilizzazione verso la lettura e l’amore per i libri.
Passione, determinazione ed intraprendenza sono le parole chiave della sua filosofia di vita. 
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