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"Mia famiglia": l’opera di De Filippo al Teatro Vida

Sul palco la compagnia gravinese “Colpi di scena”

di Emanuela Grassi - 19 novembre 2013
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Grande è stato il successo registrato al teatro Vida di Gravina in Puglia, nel weekend del 16 e 17 novembre per la rappresentazione di Mia Famiglia, forse l’opera meno nota di Eduardo De Filippo, uno dei principali rappresentanti del teatro italiano del ventesimo secolo. Un’opera in cui commedia e tragedia si fondono per rappresentare i lati più oscuri dei rapporti familiari e le loro implicazioni.

 


La compagnia Colpi di Scena - © Grassi
Ottima regia per una commedia/tragedia molto attuale
Le verità che egli racconta non hanno tempo. Infatti, nonostante l’opera sia stata scritta nel 1955 ed oggi siamo nel 2013, per i contenuti quanto mai attuali, risulta essere stata scritta proprio in questi giorni.
Michele Mindicini, il regista della compagnia gravinese “Colpi di scena”, che ha calcato la scena con il resto della sua compagnia, nella rappresentazione teatrale, dando prova di spiccata capacità attoriale nel ruolo di Arturo Stigliano dichiara:  "Ho scelto di portare sul palcoscenico Mia Famiglia soprattutto per le tematiche affrontate che rispecchiano la famiglia patriarcale moderna in cui il padre è ritenuto infallibile e depositario delle verità della vita;  è una figura autoritaria che sbarra qualsiasi via di comunicazione con i giovani, un pater familias legato a valori che spesso si rivelano distruttivi. Un padre che ritroviamo ancora nella nostra epoca. Quindi, ho scelto quest’opera per ribadire l’importanza della famiglia che è, è stata e sarà, sempre, il fulcro della società".
Eccellente la qualità dell'interpretazione scenica dell’intera compagnia che aveva già proposto Mia famiglia a chiusura dell’edizione 2012 della rassegna teatrale “Amattori… insieme - Premio Pippo Schinco e Vito D’Agostino”.

 


Andrea Leonetti - © Grassi
Intrighi familiari per indagare i ruoli e i valori tradizioni
La rappresentazione teatrale dell’opera ha permesso allo spettatore di inoltrarsi nel labirinto intricato dei rapporti familiari, la cui analisi rappresenta lo specchio di una fetta della società italiana ed al contempo, a fine spettacolo apre un vero e proprio dibattito sulla natura dei legami familiari, le diverse problematiche genitori-figli, i ruoli tradizionali di moglie, marito, madre e padre.
All’interno della commedia vi è, infatti, un forte conflitto tra il vecchio ed il nuovo, i genitori ed i figli. La spaccatura tra le due generazioni nella storia, fortunatamente, non è definitiva. Infatti la figlia Rosaria, la figura femminile più vulnerabile, giovane ed insicura riesce ad aprire una breccia nella corazza del padre. Ad interpretare magistralmente questo ruolo commuovendo il pubblico nel suo dialogo con il padre (Sergio Casareale), l’attrice Miriam Schinco, mentre il suo compagno, Corrado, uomo liberale, alla moda ma al contempo caratterizzato da un’istintiva aggressività, è stato interpretato da Pino Zuccaro. Nel dialogo figlia-padre scompare l’ordine gerarchico che aveva caratterizzato il rapporto con il padre nei primi due atti e viene messa in evidenza la grande difficoltà per la generazione degli anni cinquanta di svincolarsi dai precetti morali ereditati dai genitori.


Annamaria Pappalardi presenta lo spettacolo - © Grassi
La commedia riserva risvolti inaspettati che non hanno tuttavia un lieto fine. Alberto Stigliano - in scena Sergio Casareale, distintosi per la prova di grande recitazione mimica nel secondo atto in cui Alberto perde la parola a seguito di un forte colpo emotivo - si riavvicina alla famiglia, ammettendo il suo errore di giudizio nei confronti dei due figli, ma torna comunque dalla sua amante.

Alla fine dell’opera, i ruoli si capovolgono. Mentre, i figli riescono a trovare un’armonia in famiglia mostrando la loro maturità  (Beppe, in scena Andrea Leonetti, tornato da Parigi segue le orme del padre come conduttore radiofonico; la figlia Rosaria sposa Corrado nonostante i modi maneschi di lui), il capofamiglia, frustrato nelle sue aspettative e nei suoi desideri, esce di scena, rinunciando a qualsiasi responsabilità dapprima fingendo di essere muto, poi tornando dalla sua amante malgrado il suo riavvicinamento sentimentale ai figli ed alla moglie.


Il pubblico del Teatro Vida - © Grassi
Questo sottolinea l’equilibrio precario tra i valori tradizionali della famiglia patriarcale e quelli moderni della nuova generazione, sempre in bilico. I valori della famiglia Stigliano in cui prendono corpo atteggiamenti più liberi riflessi dall’indipendenza economica della moglie, Elena (in scena Elisabetta Rubini) che rappresenta la donna indipendente economicamente… la “Donna moderna” del  titolo della rivista su cui il giornalista Bugli, il paparazzo interpretato da Gianni Tucci, vuole metterla in copertina come donna esempio da seguire, ed i figli aspirano alla propria libertà.

Un plauso va senz’altro anche a Mariella Grisolia, Fedele Cappiello (genitori di Corrado); Debora Schinco (la cameriera Maria); Alessandro Parisi (Guidone); Vito Vicino (il tappezziere), che hanno contribuito nel delineare con la loro recitazione la famiglia patriarcale, fondata su una complessa struttura di gerarchie, ruoli, leggi e regolamenti che è lo specchio dei rapporti personali e sociali; un piccolo mondo in evoluzione, indebolito dai conflitti tra genitori e figli.

 


Il Teatro Vida di Gravina di Puglia - © Grassi
Il ricavato è stato devoluto in beneficenza
Il ricavato della vendita dei biglietti è stato devoluto al service Lions per la raccolta fondi da donare alla mensa dei poveri Perfetta Letizia per l’ampliamento della struttura. Mensa nata dall'idea di Padre Mario Marino, parroco della chiesa San Francesco, che si impegna nel dare un aiuto concreto alle famiglie bisognose che si scontrano quotidianamente con la povertà, il disagio, l’esclusione dalla società o dalla propria famiglia.
La cittadinanza ringrazia sentitamente l'intera compagnia “Colpi di Scena” che, dal 2008 sta garantendo uno slancio culturale non indifferente nella città di Gravina in Puglia (BA), offrendo ogni anno, al pubblico una stagione teatrale dai numerosi linguaggi artistici, iniziata quest’anno, anno 2013, con lo spettacolo “Caccia al tesoro” della compagnia “I piccoli… colpi di scena”, le nuove leve del teatro e che si chiuderà il 27 aprile con la messa in scena di “Vite in privato” della compagnia gravinese “Colpi di scena”.

 

I prossimi appuntamenti al Teatro Vida
E per chi volesse continuare a godersi il teatro, il prossimo weekend, 23 e 24 novembre, potrà essere spettatore dell’opera L’Orlando Furioso che vedrà in scena la compagnia “Calandra” di Tuglie (Le).

 


L'autore

Emanuela Grassi

Emanuela Grassi è nata ad Altamura (BA) nell’agosto del 1977. Laureata in lingue e letterature straniere nel marzo del 2004, è diventata giornalista pubblicista nel febbraio 2006 ed europrogettista nel 2013. La comunicazione ed il turismo sono i settori in cui si è specializzata sia nella sua città natale dove attualmente è tornata a vivere, Gravina in Puglia, che nella città in cui ha vissuto per dieci anni, Pescara. Varie le mansioni che ha ricoperto in questi due ambiti: da fotoreporter a giornalista di carta stampata, tv e radio; da giornalista di quotidiani on line, web tv e web radio ad addetto stampa di varie realtà culturali e sportive nonché moderatrice di dibattiti e presentazioni di libri e presentatrice di eventi culturali. Nel settore turistico è stata interprete e traduttrice, addetta al front office negli uffici di informazione e accoglienza turistica. Oggi, collabora saltuariamente con il gruppo Edilife di Dipalo Francesco, azienda che opera nel campo della comunicazione e del marketing sul web; è la responsabile dell’ufficio stampa del Teatro Vida, una delle realtà culturali gravinesi nata con l’intento di far conoscere alla gente i molteplici linguaggi artistici teatrali; è Direttore di testata del quotidiano radiofonico on line di musica, attualità, notizie e gossip Radio Studio A. Inoltre, è l’ideatrice e conduttrice del format Mi libr(ere)i in volo, con cui attraverso brevi interviste a scrittori affermati e non, si impegna nel diffondere la sensibilizzazione verso la lettura e l’amore per i libri.
Passione, determinazione ed intraprendenza sono le parole chiave della sua filosofia di vita. 
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