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La Compagnia delle frottole porta in scena il sorriso autentico

Il teatro: una forma d'arte speciale per persone speciali

di Nadia Macrì - 14 gennaio 2014
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Il loro logo è un capello di giullare, perché in fondo sono così: irrefrenabilmente festosi. Buffoni, ma di Corte. E all’interno dell’associazione I buffoni di Corte onlus, il gruppo teatrale La Compagnia delle Frottole da oltre 20 anni è impegnato nella rappresentazione di spettacoli che favoriscono l'integrazione e l'inserimento nel tessuto sociale di persone speciali.

 


Luca Argentero e il regista Luca Nicolino
Tra gli ospiti Luca Argentero
Grandi attori che lunedì 13 gennaio con passione e dedizione hanno riscaldato il Teatro Alfieri di Torino con l’esilarante commedia  La locanda del migrante che ha visto incrociarsi all’interno di un ristorante i destini di stravaganti personaggi, seguiti fino al perfezionismo dalla regia di Luca Nicolino e con le coreografie di Stefania Sburlati (e il suo tenerissimo pancione).
Grandi protagonisti sia i volontari che i 12 ragazzi affetti dalla sindrome di Down che, grazie alla  collaborazione con la onlus digitale 1 Caffè, hanno diviso il palco con Luca Argentero, sempre molto attento e sensibile alle buone cause, e anche molto emozionato per la presenza di colleghi speciali, tanto da affermare prima dell’esibizione: «spero di essere all’altezza!».

Corsi di canto dell'Ass. I buffoni di corte onlus
Fra gli attori anche Marianna Muro, in arte Mary, della Compagnia Clan dei Destini che lo scorso dicembre ha coinvolto alcuni giullari nella riproduzione di Sisters, sottolineando un’apertura dell’attività teatrale del capoluogo piemontese nel portare l’arte e lo spettacolo fra chi spesso ha limiti, ma considerando che il limite e la disabilità sta nella paura che la gente ha di fronte a queste persone speciali. “Abbiamo la pretesa di divertire chi ci guarda, anche a costo di farlo riflettere – sottolinea Luca Nicolino – Ci incontriamo ogni lunedì e sabato, però ci salutiamo sempre come se non ci vedessimo da una vita. Ci consideriamo dei buffoni perché recitiamo, balliamo e soprattutto perché sorridiamo. Non siamo professionisti, ma per l'impegno e l'entusiasmo ci sentiamo professionali. Qualcuno di noi ha i capelli ricci, qualcun altro ha la sindrome di Down, altri hanno gli occhi chiari...”

 


La locandina dello spettacolo
La locanda del migrante
Con questa immensa verità si presenta La Compagnia delle frottole, ma le frottole non sono bugie, l’unica bugia è quella di Ambrogio, il protagonista della commedia, che per essere accettato e inserito nella società di Acquanegra Cremonese, nel cuore della Padania, ha dovuto reinventarsi una nuova vita, cambiando nome e mentendo sulle proprie origini meridionali. Quando però i suoi genitori, desiderosi di vederlo e di presentargli la sua futura sposa, decidono di partire dal profondo sud per andare a trovarlo, le bugie di Ambrogio e le ipocrisie di un’intera comunità sono messe in discussione fra risate, divertenti equivoci e riflessioni profonde e appunto vere.

 

Nord e sud che si incontrano a teatro
A tavola, in una locanda o al bar con un caffè sospeso. L’usanza napoletana che ha adottato l’onlus 1 Caffè per donare fondi ad organizzazioni, e questa volta invece ha accettato di bere il caffè offerto da questi amici speciali.


Ass. I buffoni di corte onlus
Alla onlus infatti sono andati parte dei proventi, e ancora una volta l'arte si è posta al servizio della solidarietà.
E se a Napoli quando una persona paga un caffè al bar, qualche volta decide di offrirne un altro a chi viene dopo, senza sapere chi sia, a Torino La Compagnia delle frottole ha offerto tante risate ad un pubblico partecipe e vigile e la consapevolezza che nella società i ragazzi down sono un dono. E noi cosiddetti “normali” abbiamo tanto da imparare da loro che donano spesso senza ricevere nessun contraccambio da noi, ma donano ugualmente, perché loro sono fatti così e sono fatti bene!


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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