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"Come tre aringhe"

In scena la commedia del regista Marco Falaguasta

di Nadia Macrì - 5 febbraio 2014
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Falaguasta, Scornavacchi, Fiorini
A guardarli bene potrebbero essere il bello, il brutto e il cattivo e invece sono tre aringhe! No, sono "Come tre aringhe". Tre uomini in una notte romana, ma non è una notte al museo, anche se il Delfinarium lo potrebbe essere. Sono tre metronotte e il loro tesoro da custodire è un delfino bianco. Sono molto diversi fra loro e con molta probabilità se si fossero trovati in un bar non si sarebbero guardati neppure, però lo spazio che condividono è stretto e tanto disordinato da ridurre ancora la superficie a loro disposizione. Nico, Giorgio e Mariano stanno stretti nel tempo infinito di una notte qualunque. Di giorno la vita corre in fretta e tu nemmeno te ne accorgi, ma non la notte. La notte è sempre lunga. Le lancette dell’orologio sono come i corridori tagliato il traguardo… continuano a correre ma con la moviola inserita. Così fra il silenzio notturno e una televisione che funziona male, i tre uomini si raccontano.

 

Il cast e la regia

La regia è di Marco Falaguasta, autore della commedia in collaborazione con Mauro Graiani. Ma non sono gli unici Marco e Mauro, perché nel cast c’è Marco Fiorini, le scene sono di Mauro Paradiso, le luci di Marco Laudando e poi come un pesce, o meglio un delfino fuor d’acqua, c’è anche un nome diverso ed è Pietro Scornavacchi sul palcoscenico con Marco Falaguasta e Marco Fiorini.
Giorgio (Marco Fiorini) è alla sua prima di notte di lavoro, è nuovo del posto, ma la sua apparente felicità lo accompagna invece da tutta la vita. Nico (Pietro Scornovacchi) lavora perché qualcuno lo deve pur fare in famiglia e lui è marito, padre e quasi nonno… ma non ha mai fatto il padre e forse nemmeno il marito. Mariano (Marco Falaguasta) è un capo reparto che si ritrova a vigilare un delfino insieme ai suoi ideali.
Abbiamo raggiunto il regista e attore Marco Falaguasta, conosciuto anche dal pubblico televisivo per le sue partecipazioni a varie fiction, fra le ultime Il restauratore, Paura di amare e forse non a caso anche Come un delfino. A lui - che nel 1991 ha fondato la compagnia teatrale “Bonalaprima” - abbiamo chiesto perché venire a vedere la brillante commedia e ci ha risposto: “Si deve venire se si ha voglia di vedere una storia tenera, che per alcuni aspetti commuove e per altri fa molto ridere. Una storia che ricorda molto la vita di tutti noi. Solo che Come tre aringhe fa molto più ridere della vita”

 

Quando cala il buio della notte, tre uomini si raccontano


Locandina dello spettacolo
Perché tre uomini a confronto sono teneri, quando togli dai loro pensieri il calcio, i motori e le curve delle donne. Sì sono teneri e le storie delle vite che mai potresti immaginare sono colme di premure e tensioni, tanto che spesso ci si identifica in grandi filosofi per dare un senso a ciò che la vita ci riserva, a volte c’è anche la possibilità di inventarsi psicologi per risolvere i problemi oppure iniziare a mangiare, poco importa se una scatoletta di aringhe o del sushi, l’importante è trovare il coraggio di non rimandare l’appuntamento con se stessi anche se per farlo abbiamo bisogno degli altri.
La scenografia si arricchisce di una vasca sospesa a tutta parete, con dei pesci che ordinati scorrono in un’acqua cristallina. Un’immagine che si contrappone alla confusione della sala di controllo, una vasca pieni di pesci ma non c’è quel delfino dagli occhi turchesi, uno schermo in realtà, un grande schermo che si contrappone ancora una volta al piccolo schermo della tv che funziona male. Tante le metafore, tanti gli inviti, uno fra tutti è quello di dare valore al tempo, di dare vita ai giorni e giorni alla vita. “Chi ha tempo non aspetti tempo” e allora tutti a teatro il prima possibile!

 

Le prossime date dello spettacolo
In scena fino al 16 Febbraio al Teatro de’ Servi di Roma e poi a Milano, al Teatro Martinitt, dal 20 febbraio al 9 marzo. Un’occasione per ridere, ma anche per riflettere e magari commuoversi, e sceso il sipario quando lo spazio del teatro si riduce, magari si ha voglia di aprirsi e continuare l’opera teatrale con chi è seduto accanto a noi.

Perché nella vita è sempre “bonalaprima”!

 


Come tre aringhe
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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