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Alberto Fasulo, il suo Tir incanta il Festival di Roma

Vincitore del Marc’Aurelio d’oro per il miglior film

di Silvia Giacomini - 22 febbraio 2014
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Il 24 febbraio alle 21, in anteprima al Cinema Zero di Pordenone e dal 27 febbraio alle 20.30 anche nelle sale del Cinema Visionario a Udine, sarà protagonista il film vincitore del Festival del Cinema di Roma: “Tir”, del regista sanvitese (PN) Alberto Fasulo. In entrambe le date saranno presenti il regista, l’attore Branko Zavrsan e la produttrice Nadia Trevisan. Confermata la presenza del lungometraggio anche in alcuni festival: ad Aprile a Litz, a Giugno a Mosca e Vignus ed è stato richiesto anche a Londra.


Locandina del film Tir
“Tir non avrà molta pubblicità, ma è importante che venga visto da più persone possibile perché vorremmo che gli spettatori prendessero più confidenza con un cinema meno laccato e più fatto di realtà”. È il messaggio più importante che trasmettono Alberto Fasulo e Nadia Trevisan, di Nefertiti film, rivelandoci anche che: “per sostenere un film è necessario andare a vederlo durante il primo fine settimana in uscita, perché se avrà un numero accettabile di spettatori in Friuli verrà acquistato anche in altre regioni e così via, consentendone la visione al maggior numero possibile di persone. La nostra scommessa più grande sarà conquistare il nostro pubblico, anche quello che non ha confidenza con le sale cinematografiche – continua la Trevisan – alcuni dicono che non andrà nessuno a vedere questo film, che sarà un flop, ma le persone devono capire l’importanza di Tir, un film dove non sei spettatore passivo ma viene richiesta una tua partecipazione, una partecipazione emotiva e di coscienza oltre che conoscenza.”

 

“vogliamo cambiare questo sistema, superficiale e stereotipato, dove non c’è altro valore nell’espressione artistica, se non quello economico”


Alberto Fasulo e Branko Zavrsan
L’augurio più grande dei protagonisti di questa edizione del Festival dunque, è quello che la vittoria di Roma, possa riuscirà a scalfire il sistema italiano, e portare nelle sale un film come questo: “vogliamo cambiare questo sistema, questo modo di fare cinema, superficiale e stereotipato, dove gli ingredienti del successo sono studiati a tavolino, dove si vorrebbe e si riesce molto bene ad omologare gli spettatori e la qualità dell’arte prodotta, dove non c’è altro valore nell’espressione artistica, se non quello economico”, dichiara Alberto Fasulo. Tir verrà proiettato in lingua originale croato-sloveno-italiano “e ci ha dato la possibilità di dare un volto alle persone che ci permettono ogni giorno di vivere la nostra quotidianità – prosegue Nadia Trevisan – potendo disporre ad esempio degli oggetti di uso comune. Vorremmo si prendesse più consapevolmente il ruolo dei camion e dei camionisti, l’importanza di questi mezzi sulla strada più che il loro ingombro”. Tir racconta il paradosso dell’esperienza di chi deve stare lontano dai propri cari per poter lavorare anche per loro, non è dunque solo la storia di un camionista ma è in qualche modo la storia di tutti noi. “Spero che il paradosso che racconta il film possa permettere alle persone di essere più consapevoli rispetto alle proprie scelte lavorative” afferma ancora Fasulo.

 

“S.Vito al Tagliamento ha risposto in maniera eccezionale all’evento, come se tutto il paese avesse vinto un premio”


Alberto Fasulo al Festival del Cinema di Roma
Un film che divide, amato ed odiato, ma giudicato il miglior film in concorso a Roma, all’unanimità, da 7 registi indipendenti, una Giuria Internazionale, presieduta da James Gray e composta da Verónica Chen, Luca Guadagnino, Aleksei Guskov, Noémie Lvovsky, Amir Naderi e Zhang Yuan che, per la prima volta, ha assegnato il Marc’ Aurelio d’Oro a un film italiano. Alberto Fasulo e la Nefertiti Film ritornano da Roma anche con il premio Amc per il miglior montaggio a Johannes Yoshi Nakaijima: “è un premio assegnato da una giuria di montatori italiana, ed anche questa è stata una soddisfazione inaspettata – racconta Nadia Trevisan –  S.Vito al Tagliamento ha risposto in maniera eccezionale all’evento, la risposta del territorio è stata la più bella sorpresa – ci svela – All’asilo che frequenta la nostra bambina più piccola avevano preparato uno striscione che recitava: “Un Tir carico di complimenti”, nella scuola elementare della bimba più grande hanno fatto comporre ai bambini un dettato sul premio. Altri genitori e persone sconosciute ci fermavano complimentandosi, si respirava la sensazione che tutto il paese, ogni persona, avesse vinto un premio.”

 

"Una vittoria veramente inaspettata”


Alberto Fasulo, Nadia Trevisan, Branko Zavrsan
Nadia Trevisan racconta poi i momenti precedenti l’annuncio della vittoria così: “Tir è stato l’ultimo film in gara ad essere presentato, il venerdì. Dopo la proiezione siamo andati a cena, contavamo di tornare a casa, non avevamo previsto di fermarci più di due giorni, poi a mezzanotte circa, squilla il telefono. Era l’organizzazione del Festival che mi comunicava che avevamo vinto un premio, senza specificare quale. È stata la prima grande emozione, e poi l’attesa… Alle 15 del sabato abbiamo ricevuto il premio collaterale, al montaggio, poi Alberto è stato prelevato da alcune persone dello staff del Festival e letteralmente rinchiuso in una stanza dove avrebbe dovuto rispondere alle domande della stampa come se avesse vinto un premio importantissimo… senza sapere ancora quale. Durante la serata conclusiva della manifestazione ci hanno fatto accomodare in prima fila, come altri del resto, io previdente avevo messo in tasca a mio marito una bustina di zucchero, per ogni evenienza… mai stato tanto utile!”

Festival del Cinema di Roma: Zavrsan e Fasulo
“Sono fiero di come ho gestito l’emozione, se avessi saputo prima della vittoria avrei vissuto tutto con maggior ansia – aggiunge Alberto – Nessuno di noi si aspettava di vincere il premio più importante, è inevitabile che ci speri,  ma non si porta a termine un film per vincere un festival. Al momento dell’annuncio poi è stato molto buffo il fatto che ogni persona che ha partecipato alla realizzazione di Tir si trovava in luoghi diversi e ognuno di noi ha appreso la notizia nella maniera più disparata.”

 

“Nel scegliere il soggetto dei miei film cerco con la mia arte di dare un contributo alla riscoperta di valori che rischiano di essere perduti”

Alberto Fasulo nel 2008, dopo 7 anni lontano dal territorio friulano ritorna a casa, pronto, dopo la gavetta nei set cinematografici romani, per affrontare un lavoro personale; ed ecco Rumore Bianco. Un lungometraggio che racconta il fiume Tagliamento: “perché il Tagliamento in quel momento era talmente colpito dall’azione dell’uomo che rischiava di perdere il suo valore di elemento naturale – racconta il regista friulano – Rumore Bianco rappresentava un gesto di civiltà nei confronti del fiume e della natura, dove ho cercato di mettere vicino le esigenze della civiltà umana con il rispetto dell’elemento naturale. Con quel film credo di avere aiutato a far riflettere le persone, ora ci sono delle leggi che tutelano maggiormente il Tagliamento.”


Fasulo e Zavrsan sul set del film Tir
Questo film ha rappresentato per Fasulo la prima azione di ritorno verso casa, per riscoprire se stesso e far conoscere le proprie atmosfere, e i propri luoghi. “Non ho mai capito da dove arrivasse la convinzione di voler fare questo mestiere, e come per tutti i lavori, mi sono preso la responsabilità di portarlo avanti – prosegue – Ho lasciato l’università per fare prima l’obiettore di coscienza e poi la gavetta a Roma. L’esperienza nella capitale è stata un continuo laboratorio, accettavo qualsiasi ruolo nei vari settori che costituiscono l’impresa cinematografica, per apprendere il più possibile.”
Ora ritorna vincitore di un riconoscimento internazionale importante, conquistato “in casa” a Roma, per dimostrare che è possibile fare cinema con un altro spirito, con fiducia verso un popolo che può e deve riscoprire la propria cultura e i valori umani e con una significativa osservazione: “Non ti rendi conto di quello che offre la tua terra, del suo valore finche non la vivi da turista, finche non vai al di là di quello che vedi e senti nella quotidianità.”

Lo staff del film Tir al Festival del Cinema di Roma
Dopo 5 anni di sudore, nel senso letterario del termine, Alberto Fasulo porta a termine Tir. “Ho vissuto dentro ad un camion per due mesi consecutivi, 4 in totale se si considerano le varie pause. Io vivo con la camera la lavorazione di un film, è un lavoro fatto di osservazione, di ispirazione che solo in seguito si trasforma in immagine filmica – racconta – Inizialmente il progetto Tir prevedeva di raccontare la vera storia di un camionista, interprete di se stesso e della sua realtà. Questa persona però ad un certo punto non se l’è più sentita di proseguire così ho scelto un attore che potesse interpretare il reale protagonista della vicenda, mantenendo però totalmente intatta la storia originale. Un film che non è mai stato fatto da nessuno la presenza di un attore richiede solitamente una drammaturgia che in Tir non c’è, perché si racconta invece un’esperienza psicologica. Nello scegliere il soggetto dei miei film mi chiedo sempre quale sia l’elemento che in quel momento ha bisogno di essere analizzato e raccontato, per i suoi valori, perché non vengano perduti, e cerco con la mia arte di dare il mio contributo alla loro riscoperta” conclude Alberto Fasulo.


Tir - trailer
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L'autore

Silvia Giacomini

Silvia Giacomini, è nata il 23 settembre 1982 a San Vito al Tagliamento (PN). Dopo aver iniziato lo studio del pianoforte, si laurea al DAMS con indirizzo musicologico nel 2008. Due le grandi passioni che dichiara avere: la musica e la comunicazione. Infatti annovera diverse esperienze lavorative in festival musicali, in studi di registrazione, in una piccola produzione Rai, nella Full Time Movie come presentatrice e della realizzazione di video di eventi e manifestazioni, nel Gruppo Media Triveneto come tecnico radiofonico, speaker e conduttrice di un format televisivo. Attualmente lavora anche come animatrice ed educatrice per il “Progetto Giovani” di San Vito al Tragliamento dove ha avviato una web radio gestita dai giovani del territorio. Di se stessa dice: “Sono una persona curiosa, tenace e creativa, cerco sempre di trovare il tempo per leggere, viaggiare, cucinare, scrivere ed ascoltare”.
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