Oggi è ...

Fantasma materno

Viaggio attraverso le figure di Ecuba, Alcesti, Proserpina

di Enrico Ratti - 12 ottobre 2013
3364

La scrittrice palermitana Concetta Brancato, autrice di tre monologhi al femminile, ha rivisitato le figure di Ecuba, Alcesti e Proserpina. Tre monologhi che sono stati appresentati il 22 settembre, in occasione della "Settimana delle culture", al teatro Massimo di Palermo. 

 

Un trittico intorno alle figure mitologiche di tre grandi donne
Tre monologhi estremamente interessanti, un affresco intorno alla questione femminile che il mito e autori come Euripide ci hanno trasmesso. Naturalmente, attraverso queste tre figure, è passata anche una certa idea di donna. Un'idea, (o forse un pregiudizio), elaborata da autori come Europide e dal mito di Persefone. Ma è passato anche il concetto di famiglia che vigeva in Grecia in quel tempo. E come di certo saprete, gli dèi dell'Olimpo erano lo specchio della società del tempo. Una società che aveva un'idea della sessualità agli antipodi da quella che abbiamo noi oggi. In Grecia c'era la poligamia, gli adulti andavano con i giovinetti e lo scambio di coppia era all'ordine del giorno. E gli dèi si comportavano di conseguenza. Infatti Zeus, la rappresentazione del padre debole e cedevole, per portare a buon fine le sue innumerevoli conquiste amorose e per sfuggire all'attenzione della moglie, si trasformava in toro, in nuvola, in serpente.

 


Ecuba
Quale insegnamento Ecuba, Alcesti, Proserpina possono darci oggi? 
Prendiamo Ecuba. Diviene moglie di Priamo, ha rapporti erotici con un dio come Apollo (forse un bell'imbusto del tempo) e poi dopo essere diventata schiava di Ulisse si trasforma in cagna. Intanto Priamo, per assecondare il suo diletto sessuale, istituisce la poligamia. Ecuba è, dunque, una figura straordinaria di concubina. Una concubina che diviene la regina della casa di Priamo. Anche oggi, se non m'inganno, ci sono esempi straordinari di concubine che diventano regine della casa di qualche signorotto o di qualche politico. Ma, allora, la concubina che cosa è? È la madre non vergine. E i suoi figli che destino avranno? Un ben triste destino come ci racconta Euripide.
È possibile, quindi, che una casa, una famiglia,  si reggano  su una concubina? Questa tragedia ci narra come per una famiglia che si fondi su questa fantasia la rovina è certa. Anzi prescritta.


La morte di Alcesti
Veniamo ad Alcesti, la moglie di Admeto. Admeto è descritto da Euripide come un codardo che non vuole sacrificarsi, (forse uno sfaccendato alle dipendenze di mamma e papà come c'è ne sono tanti oggi). Nemmeno i genitori di lui vogliono sacrificarsi al posto del figlio incapace. Hanno altro a cui pensare. Magari erano degli imprenditori agricoli o forse commercianti da cui dipendeva il destino di una comunità. Sicuramente erano due rispettabili signori. E molto responsabili.
Al loro posto si sacrifica Alcesti, suicidandosi. Alcesti, dunque, è la donna che rinuncia al suo statuto intellettuale per farsi soggetto di un uomo incapace. Dopo un breve soggiorno nel regno dei morti (il regno del rimpianto e dei ricordi), Eracle la riporta sulla Terra nella casa di Admeto. Naturalmente, ciò che le rimane è il lutto perpetuo, la malinconia. Alcesti, infatti, non fa altro che compiangere se stessa. E qui Euripide si avvicina più alla satira che alla tragedia.

 


Bernini, Plutone e Proserpina - © Borghese Gallery
Su quali basi si edifica una famiglia?
Veniamo a Proserpina che è la versione romana della dea greca Persefone o Kore. Il ratto di Proserpina è un mito notissimo che appartiene alla tradizione pagana siciliana. Proserpina è una bellissima giovane. Un "tale" di nome Plutone, forse un rude contadino superstizioso e crudele, la vede aggirarsi nei paraggi di Enna. Se ne innamora e la rapisce. Plutone fa di Proserpina la regina della sua casa. Una casa particolare quella di Plutone, una casa senza tempo: la casa dei morti affaccendati. Proserpina diviene così regina di quell'inferno e per ricambiare tale onore rende la vita infernale a Plutone. I due litigano, si coprono di insulti, si battono. Esausti alla fine arrivano a un compromesso. Ogni sei mesi lei ritorna da mamma per rigenerarsi e lui può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Lungo il filo di questa mia particolare parodia del mito di Proserpina, allora mi chiedo e ti chiedo: quale famiglia si può costruire con una donna infernale, capricciosa e bizzarra? E quale il destino di questa famiglia?

Ecco, io credo che queste tre figure di donna siano una fantasia maschile intorno al tempo e all'Altro. Intorno all'idea di risparmiare e di economizzare il tempo e di padroneggiare l'Altro. Infatti questi tre tipi di donna rappresentano la  donna conosciuta. Una donna senza malinteso e senza enigma della differenza sessuale. Per quanto mi riguarda credo che oggi un'idea di famiglia passi attraverso l'impresa. Un'impresa dove il tempo interviene a scandire una giornata strutturata dei giochi e dalle invenzioni del narcisismo.

 


L'autore

Enrico Ratti

Enrico Ratti è nato a Mantova nel 1952, vive e lavora tra Mantova e Milano, è disegnatore, pittore, illustratore, scrittore e giornalista. Si forma nella Bologna intellettualmente molto vivace degli anni settanta e si laurea al Dams con una tesi sull'opera di Cesare Zavattini. Da allora l'unico interesse è per l'arte e la cultura. Diverse le mostre allestite, in Italia e all'estero. Come giornalista, dal 2000, incontra e intervista artisti, scrittori, intellettuali e dissidenti di tutto il pianeta.
Nel 2002 pubblica il romanzo "Delinquenti nati". Nel 2007 il poemetto "Canti di Cipada" e nel 2008 il libro di disegni "Manuale intellettuale". Nel 2010 pubblica "Manifesto per l'Europa". Un libro che ha suscitato commenti, interventi e scritti da parte delle maggiori personalità politiche e economiche d'Europa. Nel 2005 vince il premio letterario "Laurence Olivier e Vivien Leight".
Cerca
Letteratura - Ultime news...
10 ott 2018 | 367
19 feb 2018 | 880
21 mar 2017 | 934
15 mar 2017 | 796
12 mar 2017 | 876
15 feb 2017 | 1347
14 feb 2017 | 1035
31 gen 2017 | 1203
16 dic 2016 | 1544
11 nov 2016 | 1676
20 set 2016 | 1120
25 mag 2016 | 1456

Letteratura

Visualizza tutti gli articoli
Fratelli d'Arte Magazine - Testata giornalistica registrata - Reg. Trib. di L'Aquila n. 4/13
Direttore responsabile Silvia Valenti - Contatti: redazione@fratellidartemagazine.it 
© 2013 Fratelli d'Arte Associazione Nazionale - Tutti i diritti sono riservati - Realizzato da oasiWEB