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Perla, il desiderio e la colpa

Intervista all’autrice Sonia Rottichieri

di Veronica Cuni - 16 ottobre 2013
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Ha in tasca una tesi in psichiatria e si vede. Nel suo secondo libro Sonia Rottichieri, medico di famiglia della provincia di Bergamo, si cala negli anfratti della mente umana, esplorandone i lati più oscuri, celati spesso sotto spoglie non sospette.

Ma facciamo un passo indietro, poco più di un anno fa nelle librerie usciva “Sul mio corpo”, primo romanzo della dottoressa, edito da Aliberti Editore. Un successo clamoroso, il conferimento di svariati riconoscimenti letterari e la prova che la letteratura erotica di un certo livello non è solo un ricordo sfocato degli anni settanta ma continua ad essere apprezzata. Recentemente anche il Presidente del Rotary di Milano ha invitato l’autrice a parlare dello scottante tema della violenza sulle donne. Già, perché, come lei stessa sottolinea: “I miei libri sembrano maschilisti ma, se indagati con attenzione, sono proprio il contrario, sono saldamente contro la violenza sulle donne”.

 


Il romanzo "Perla, il desiderio e la colpa"
Perla, una donna alla ricerca di se stessa
Il sodalizio con Aliberti Editore è destinato a continuare ed ecco che, poco tempo dopo, e con un tempo di stesura durato solo due mesi, prende vita il secondo romanzo: “Perla, il desiderio e la colpa”. Lo scontro dentro la nostra anima, dove i desideri più profondi vengono vissuti spesso come un senso di colpa, poiché siamo stati educati in un certo modo e forse non ci conosciamo abbastanza a fondo.
Filo conduttore ancora una volta l’erotismo ma attenzione, come la Rottichieri stessa puntualizza: “Le scene di sesso sono presenti e sono essenziali, ma io volevo scrivere prima di tutto un buon libro di base, volevo comunicare qualcosa. La protagonista di questo libro e quella del primo (Alice, per i pochi che non l’avessero letto) sono due facce della stessa medaglia”. Abbiamo dunque a che fare ancora una volta con un’eroina femminile, Perla (non a caso ricchissima figlia di gioiellieri), una donna però molto fragile, la cui intera esistenza è soffocata dal troppo amore.

 


La scrittrice ad una presentazione
Un thriller intriso di taboo da affrontare
“Perla” è un romanzo che prende, pagina dopo pagina, il sapore di un thriller ben architettato, dall’intreccio avvincente. Di taboo il libro ne cita molti, dal potere che deriva anche dai soldi, che ti conferisce la possibilità di tenere dei segreti (“Basti pensare alla nostra politica!” esclama Sonia), allo scontro fra classi sociali, che nonostante viviamo nel 2013 si rivela ancora presente, a molti altri, più oscuri e attuali che però lasceremo al lettore il gusto di scoprire.  
“Troppo amore protettivo può bloccare lo sviluppo della persona, certi traumi vanno affrontati e superati, altrimenti prima o poi riemergeranno” afferma decisa Sonia, (come non pensare a Freud? D’altronde lei è un medico) e continua: “Un sottile ricatto in amore c’è sempre, perché per paura di non compiacere o offendere l’altro si finisce per schiacciare la propria volontà. Quando si ha paura di deludere chi ci ama, e si è così fragili alla fine non ci si chiede più cosa si pensa e cosa si vuole.” Sonia mi spiega quindi che il percorso doloroso di Perla è funzionale alla conoscenza piena di se stessa e qui non capisco più se a parlarmi è la dottoressa o la scrittrice..oppure, come ama definirsi lei: “Prima di tutto un medico e poi una lettrice che ama scrivere”. Per essere solo una passione le riesce molto bene, la scrittura è scorrevole, le descrizioni minuziose ed eccellente l’approfondimento sia visivo che psicologico di ciascun personaggio che, a modo suo, subisce un’evoluzione nel corso della narrazione.

 


La scrittrice Sonia Rottichieri
Le scene erotiche
Gli atti sessuali che costellano il romanzo sono scritti in modo molto crudo, dove la descrizione del corpo è fredda e distaccata, quasi anatomica. La Rottichieri mi spiega che quando ci si accinge a narrare una scena erotica è facilissimo scadere nel volgare oppure nel ridicolo, si riesce a bilanciarsi se si rimane invece in equilibrio sul linguaggio crudo e più oggettivo possibile. Sonia dichiara: “La sessualità è fondamentale per l’essere umano per capire meglio se stessi. Lasciarsi andare completamente, sia per l’uomo che per la donna, significa farsi vedere veramente per ciò che si è. Ma per fare ciò maschere e barriere devono essere abbassate, e non sempre ci si riesce.”
Il percorso non sarà facile, Perla riuscirà a sconfiggere i demoni di cui è vittima? Di certo, come dice la dedica finale del romanzo: le esperienze negative dovute a persone che ti fanno del male possono aiutarti a diventare una persona migliore.
Progetti futuri di Sonia? C’è un altro manoscritto nel cassetto, o meglio, un file nel computer? “Sì, un’idea iniziale c’è, ma questa volta non avrà a che fare con l’erotismo. Mi porterà invece negli orfanotrofi dell’India, una realtà estremamente dura e sconvolgente che mi è stata raccontata da una ragazza che l’ha esplorata: ci piacerebbe descrivere insieme la vita in questo mondo per noi inimmaginabile. I proventi della vendita dei libri saranno devoluti interamente all’orfanotrofio”.
Già, sotto le vesti dell’autrice batte prima di tutto un cuore di medico.

Per informazioni sull'edizione del libro clicca qui

 


L'autore

Veronica Cuni

Veronica Cuni, classe 1987. Dopo gli studi classici ha conseguito la laurea in Lettere Editoria e Produzione Multimediale. In seguito si è specializzata in Lettere e Metodi per la Comunicazione presso l’Università di Milano. Nel 2011 è entrata a far parte della redazione giornalistica televisiva di VideoBergamo, dopo aver svolto uno stage durante gli studi universitari. Da qui la passione per l’approfondimento della notizia, le interviste, il montaggio, la conduzione. Ha, inoltre, insegnato italiano, storia, geografia e latino presso una scuola media paritaria di Bergamo. Suona il pianoforte e nutre interesse per le lingue straniere, in particolare lo spagnolo. Amo leggere, scrivere, viaggiare. Di se stessa dice: “Sono d’indole curiosa e sognatrice, mi appassionano il cinema, il teatro, l’arte figurativa, la musica e la moda”.
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