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Andrea Bajani, racconta la vita “non in ordine alfabetico”

Storie brevi ricche di poesia coinvolgono il lettore dandogli del tu

di Silvia Valenti - 15 febbraio 2014
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Il caos dell’esistenza trova pace nell’ordine che imponiamo alla nostra vita, nello sforzo di trovare un senso a tutto, per sfuggire alla paura dell’ignoto, dell’indefinito. Vorremmo provare a mettere la vita in ordine alfabetico, ben catalogata in precise scatole, ognuna con la sua bella etichetta, comodamente impilate su uno scaffale. Ma in fondo lo sappiamo che purtroppo, ma per certi versi anche per fortuna, alla vita un ordinamento così le va stretto.

Andrea Bajani, con la delicatezza e la poesia che contraddistingue la sua scrittura, accende i riflettori sulla grande commedia umana e lo fa ritagliando fugaci squarci nel quotidiano, dove un gesto, una parola, un sentimento, un pensiero, possono diventare la chiave di lettura della realtà.
"Quando una persona fa un trasloco cerca di organizzare la sua vita dividendola in scatole, prova a razionalizzare e pensa che tutto possa entrare in quegli spazi - spiega Bajani - ma c'è sempre qualcosa che non si riesce a collocare. Così finisce in scatole miste, con le cose che non puoi catalogare. Dalla A alla Z è tutto in ordine, ma poi ti rendi conto che c'è qualche esperienza a cui non riesci a dare un senso così netto – prosegue l’autore – Quando ho pensato a questo libro, ho cercato di rappresentare un trasloco da una fase della vita ad un altra. Così ho preso l'alfabeto, questo strumento che fin da piccoli ci insegnano a usare per organizzare tutto, e l’ho scelto per raccontare la vita dalla nascita alla morte, in piccoli flash." conclude lo scrittore.

“Abbiamo solo ventuno lettere, ha detto il maestro. Con quelle dovremo fare tutto: ridere, piangere, consolare, amare, contraddirci. Dire quando siamo felici, non far capire quando non lo siamo più, ingoiare una parola che potrebbe ferire, tenercene una tra le mani come una cosa fragilissima e preziosa”

 

La scelta di dare del Tu al lettore
Tutti i racconti sono in seconda persona, una modalità molto complessa dal punto di vista letterario, una scelta stilistica che vuole porre il lettore in primo piano. La voce narrante dei racconti si rivolge, infatti, a soggetti indefiniti, a personaggi che insieme sono protagonisti del racconto e della lettura stessa. Bajani crea un senso di disorientamento nel lettore, che si sente chiamato direttamente in causa. Inizialmente, vorrebbe rispondere infastidito “no, non sono io che penso questo, non sono io che tradisco, non sono io che mento, non sono io che agisco così”; poi pagina dopo pagina inizia a distendersi e si immedesima nei pensieri, nelle parole, nei gesti narrati, si trova quasi comodo in quei panni cuciti addosso dall’autore. E non importa se di volta in volta il soggetto di questo “tu” è una donna, un uomo, un anziano, un bambino. Bajani accompagna in un viaggio attraverso la normalità del quotidiano, con originalità e attenzione ai particolari. Una realtà dentro la quale ognuno riesce a rispecchiarsi, fatta di momenti fugaci, frammenti improvvisi di voci e pensieri, che si rivelano vere epifanie. Ecco che allora la lettura di questi brevi scorci di vita diventa occasione per riflettere su se stessi.
"Si usa il Tu per apostrofare qualcuno - sottolinea Andrea Bajani - come per picchiettare sulla spalla per raccontargli qualcosa, perché sia complice, perché condivida. È uno stile che avevo già usato per il romanzo Se consideri le colpe: in quel caso era come un'invocazione alla madre scomparsa, una sorta di lettera aperta che ripercorre la vita cercando di darle un senso. Anche in Mi riconosci, libro omaggio a Tabucchi, si trova questo tentativo di rivolgersi a qualcuno che non c'è più – spiega l’autore – Il Tu è la dimensione dell'assenza. Serve per darle un volto, come se ci fosse una tensione metafisica che tenta di creare una relazione con chi non c'è più. In questo caso l’uso del Tu è differente, perché i racconti narrano di esperienze molto diverse tra loro, alcune tragiche, altre comiche, non c'è continuità" prosegue lo scrittore.
È la sintesi stessa della letteratura: c'è sempre un “io”, lo scrittore, e un “tu”, il lettore. Due persone abissalmente lontane, nel tempo e nello spazio, che si trovano e tra le quali si crea un legame: "abbiamo spesso la sensazione che il libro sia scritto proprio per noi. Ecco allora che l'ambiguità viene superata, coinvolgendo direttamente il lettore, creando complicità" conclude Andrea Bajani.

 

La vita in sospensione
Il racconto Ordigno, per esempio, inizia con "quindi tua madre ti ha insegnato a tenere un segreto". Per usare un termine sportivo, l’autore “entra a gamba tesa”, all’improvviso, nell’esistenza del personaggio, lo scuote, lo risveglia. In due o tre pagine Bajani dà corpo a dei flash, dei momenti netti e definiti. Poi la luce dei riflettori, che per un momento quasi abbaglia, si spegne e si sposta su un altro istante, su un altro sguardo, su un altro pensiero. Spesso senza lasciare il tempo al lettore di abituarsi alla situazione descritta, ai personaggi incontrati, alle sensazioni appena conosciute.
“La vita è sempre un continuo cambiamento di stato” dice Andrea Bajani. E la maggior parte delle volte, non ti accorgi che la metamorfosi è già in atto.

 

Di seguito tre racconti letti dall'autore durante la presentazione del libro a Milano presso la libreria del Mondo Offeso.


Andrea Bajani legge Nudità, da La vita non è in ordine alfabetico
1
Andrea Bajani legge Ordigno, da La vita non è in ordine alfabetico
2
Andrea Bajani legge Quindici, da La vita non è in ordine alfabetico
3
L'autore

Silvia Valenti

Silvia Valenti è nata a Bergamo nel 1984.
Laureata in Comunicazione Politica e Sociale presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, è giornalista professionista dal 2012.
E’ corrispondente per Repubblica TV, coordinatrice di Benessere.com Tv e direttrice della rivista BMag Bergamo Magazine e del giornale online Fratelli d'Arte Magazine.
Nel 2013 ha collaborato all'organizzazione del “Concerto di Primavera”, evento musicale di beneficenza con 10 grandi interpreti della canzone italiana, che ha visto al Teatro Donizetti di Bergamo il gemellaggio tra la banda dell’Accademia della Guardia di Finanza e la Sanremo Festival Orchestra.
Dal 2010 al 2012 è stata giornalista, reporter e conduttrice presso l’emittente televisiva locale Videobergamo.
Dal 2011 al 2012 ha collaborato come freelance per il mensile economico finanziario Credit Magazine.
Nel 2010 ha lavorato come addetta stampa e organizzatrice di eventi per Legambiente Bergamo Onlus.
Dal 2007 al 2010 ha collaborato con la rivista di approfondimento culturale Dedalus.
E’ appassionata di fotografia, letteratura e nuove tecnologie.
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