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Ilenia Speranza e il mondo delle fiabe

"Raccontare storie è il mio mestiere"

di Nadia Macrì - 15 ottobre 2014
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Il suo mestiere è raccontare storie. A bambini, ragazzi, e anche adulti! Si chiama Ilenia Speranza e con lei hai l'impressione di aver fatto un lungo viaggio anche se sei rimasto in un teatro o in una piazza. Ti trasporta fuori dal tempo e sono gli applausi finali a riportarti nel tuo mondo. Stropicci gli occhi, ti guardi intorno e comprendi che una storia ha la capacità di farti vedere allo specchio e inizialmente nemmeno ti riconosci, ma sbatti le ciglia e ti ritrovi in quell'attore anche se con una faccia diversa.


Ilenia Speranza e Diego Casale
Storie, dove i ladroni sono solo 40 e tu invece sei abituato a combattere con molti di più. Storie, dove il bene vince sul male e forse inizi a crederci, prima di gettare la spugna, che quel lieto fine può esserci anche per te. Storie che iniziano fra i banchi di scuola: in quei libri che sono antologie ma che fra insegnamenti e qualche regola di grammatica accendono il motore della fantasia. Abbiamo conosciuto Ilenia Speranza da una pagina di un libro scolastico per la Scuola Media A TUTTO TONDO – Edizioni Il Capitello nella sezione “Dalla lettura al teatro”, e da quella pagina siamo arrivati a teatro e anche nel suo camerino scoprendo una grandissima donna.

 

Attrice, lettrice, scrittrice... qual è la tua vera anima artistica?
Amo dire che Raccontare Storie è il mio mestiere. Che sia un personaggio da recitare sul palcoscenico, le pagine di un libro, oppure un pezzo scritto da me, non fa differenza. Recitare, leggere e scrivere sono le tre anime del mio Raccontar Storie!

 

Hai esordito anche nei libri scolastici con un racconto per ragazzi, e molti tuoi lavori sono indirizzati a loro: una scelta mirata o si scrive per i ragazzi perché possano comprendere anche gli adulti?
La mia vita professionale sul palcoscenico è nata proprio nell’ambito del teatro ragazzi, ma credo che la scelta del pubblico più giovane sia sempre stata dentro di me. Credo profondamente nel mondo delle fiabe e delle storie. Non credo ci siano racconti solo per i piccoli o solo per gli adulti. Credo invece nel potere incantatore delle storie a qualsiasi età.

 

Infatti nei tuoi laboratori, c’è sempre un’incantevole atmosfera, in cui prevale quel meraviglioso stupore dei bambini: ma fra le varie domande che ti hanno posto, c’è qualcuna che ti ritorna in mente spesso?
Spesso i bambini mi chiedono perché quel tale personaggio, la strega piuttosto che l’orco, è cattivo. Loro non riescono proprio a capire perché si comporti in modo malvagio e perché faccia del male. E, sinceramente, nemmeno io. Ecco, quando un bambino mi rivolge una domanda del genere, capisco perché adoro raccontare storie. “Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono. Questo i bambini lo sanno già. Le fiabe insegnano che i draghi si possono sconfiggere!”

 

Leggendo e raccontando i libri ti accompagni da scenografie e costumi, allo stesso modo quanto è importante l'aspetto visivo dei libri?
Amo il travestimento e il costume teatrale in tutte le sue forme! Da piccola era il mio gioco preferito: aprivo l’armadio della mamma e indossavo i suoi vestiti. Ancora adesso gioco a essere ciò che voglio! Mi piace pensare che, attraverso un costume, una buona scenografia e l’immedesimazione nel personaggio, il teatro sia il luogo che ti permette, ancora oggi, di sognare!

 

A me è capitato di doppiare un libro indirizzato a ragazzi che avevano delle difficoltà di lettura, tu hai mai pensato di produrre quello che fai in un cd, capovolgendo un po’ quello che spesso si trova in commercio: non un cd allegato, ma un libro allegato ad una storia raccontata?
Tutto ciò che è Racconto, è per me di grande interesse! Sarebbe bellissimo. Perché no? In effetti sto lavorando a un progetto editoriale che prevede proprio questo: una storia in parole, immagini e suono!

 

E ci puoi dare qualche notizia sui tuoi prossimi progetti?
Molte sono le iniziative e gli spettacoli in previsione. In particolare, però, vorrei segnalare il prossimo spettacolo che andrà in scena tutti i week-end dalla fine di novembre fino all’Epifania. È uno spettacolo a base di cioccolata e farà parte de “Il magico paese di Natale“ di Govone.

 

Nel mondo musicale, anche grandi cantautori ci propongono spesso interpretazioni di cover, quasi ci fosse una crisi di creatività tra gli autori, nell’editoria si sente questa crisi o sono ancora tante le parole mai scritte?
Devo dire che l’editoria per ragazzi ha vissuto negli ultimi anni una grande esplosione. Credo che siano ancora molte le parole da scrivere e raccontare, e allo stesso tempo che una fiaba non smetta mai di stupire, nonostante la sua età. Quante volte mi sento dire appena finita la storia: “Ancora!” e allora si riapre il libro e/o il sipario e ...si ricomincia!

 

Immagina un jukebox che racconta libri: hai una moneta nella tua mano... quale libro che ha accompagnato la tua vita, fai partire?
Se devo proprio scegliere, dico: “La fabbrica di cioccolato” di Roal Dahl. Adoro quella storia! Adoro Willy Wonka! Adoro le sue invenzioni a base di cioccolata!

 

La fabbrica di cioccolato direi che va a braccetto con la tua Briciole di pane: un libro, uno spettacolo e una fetta di pane e nutella!
Sicuramente! Per me raccontare è come mangiare, e Briciole di pane è lo spettacolo teatrale, con la regia di Diego Casale, dove ho il grande onore di avere con me sul palco mio fratello Andrea.

 

Generalmente intervisto cantanti e la mia domanda finale è sempre la stessa: qual è la nota musicale preferita e perché, oltre alla melodia e al suono, come risponde una scrittrice a questa domanda semi-seria?
Non ci avevo mai pensato ...Esiste quella che accompagna: C’era una volta?! Si? Allora è il si! Sì, come Si comincia!


Ilenia Speranza
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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