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Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini si raccontano

Per la rassegna “Incontri con l’autore” i due scrittori al Forum Monzani

di Matteo Franzoni - 10 febbraio 2016
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Un’accoppiata inedita e spassosissima al Forum Monzani di Modena che ha accolto martedì 2 febbraio Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini, amici da anni, uniti dalla passione per la scrittura, oltre che da un innato senso dell’umorismo e da un grande feeling che mostrano immediatamente ai tanti presenti con una serie di divertenti botta e risposta sulle loro ultime fatiche letterarie.

 Ammaniti è infatti presente a Modena per condividere con il pubblico che lo ama e lo segue da anni l’esperienza narrativa che lo ha portato a scrivere “Anna”, il suo ultimo romanzo. L’idea di narrare questa storia è nata a Creta, dove il suo editore lo aveva invitato per una settimana di vacanza. Di quei giorni Niccolò ricorda in particolare il caldo pazzesco che faceva. Un giorno, mentre era in spiaggia, ha notato un gruppo di ragazzini che avevano tra i 10 e i 13 anni che lo hanno incuriosito, portandolo a domandarsi tra sé e sé…se i bambini rientrassero a casa e non trovassero più gli adulti? Il mondo dei grandi potrebbe essere a misura anche dei bambini? L’idea è rimasta in un cassetto per anni perché allo scrittore mancava l’ambientazione, che è riuscito a trovare in un successivo viaggio in Sicilia, che si prestava perfettamente grazie al mare e al suo entroterra brullo e arso dal sole. Ecco, la protagonista femminile della storia, la tredicenne Anna, avrebbe vissuto le sue esperienze nella calda terra siciliana. Ammaniti ha immaginato Anna come la ragazzina della quale si sarebbe potuto innamorare lui da dodicenne, impulsiva e cocciuta, una che sbaglia spesso ma si confronta con il mondo esterno continuamente e cresce trovandosi in questa apocalisse dove gli adulti sono stati tutti sterminati da un virus. Anna è la paladina del romanzo, l’eroina positiva che grazie al quaderno che mamma le ha donato con tutti i suggerimenti su come sopravvivere, riesce a tirare avanti in questo mondo insieme al fratello più piccolo nonostante la presenza dei bambini blu, che sono i cattivi di questa storia, riuscendo addirittura a scrivere le ultime pagine bianche del libro. La stesura di questo avvincente romanzo non è stata semplice per Ammaniti che a un certo punto ammette di aver perso fiducia nel libro nel momento in cui si è accorto che non si stava più divertendo nello scriverlo. Per ovviare a questo inconveniente ha chiamato l’amico Antonio al quale ha proposto di scrivere qualche pagina del romanzo insieme. Alla prima occasione utili i due scrittori si sono incontrati e si sono lanciati nella scrittura a quattro mani di 5-6 pagine, sufficienti a sbloccare Ammaniti, che è riuscito a ripartire nel racconto e a terminarlo con soddisfazione.

Dopo questa felice parentesi i due hanno deciso di continuare a scrivere insieme dedicandosi a qualche racconto, oltre alla scrittura del film “Il siero delle vanità”, che non ha riscontrato un grande successo di pubblico, ma che ha consolidato il loro rapporto d’amicizia, chiaramente visibile ai presenti al Forum Monzani grazie a un continuo interagire e stuzzicarsi durante l’intera presentazione del romanzo “Anna”. In chiusura di serata Niccolò e Antonio hanno deliziato il pubblico modenese con un inaspettato e divertente reading dell’ultimo loro racconto scritto a quattro mani, la storia di un giornalista romano, vicino alla sessantina, durante un sabato sera trascorso con gli amici a cena. La lettura è piacevole e dissacrante, i due scrittori catapultano i presenti sul balcone romano dove si sta tenendo la cena, il ritmo è incalzante e le battute davvero penetranti. Una storia incentrata sul narcisismo e superficialità dell’epoca che stiamo vivendo dove contano le auto di lusso e dove su ogni tavola non manca mai lo smartphone, dove per un’avventura con una ragazzotta giovane e leggera si è disposti a mettere in gioco tutto, famiglia, reputazione, addirittura la propria vita.

Dietro all’ironia del racconto si nasconde una forte e dissacrante critica a questo modo di vivere che porta ad un finale inaspettato e doloroso, che stupisce il pubblico del Monzani, pronto ad applaudire Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini per la piacevole serata trascorsa insieme, tra sogno e realtà.


L'autore

Matteo Franzoni

Matteo nasce nel settembre del 1970. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per l’arte e la comunicazione. 
Grazie a questa passione si iscrive alla scuola di grafica e arti visive di Bologna, dove sviluppa e affina le sue qualità artistiche. Diplomato nel 1992 si getta anima e corpo nel mondo della grafica, lavorando per varie aziende della provincia bolognese.
Nel 2000 si trasferisce a Fiorano e nel modenese conosce la differenza tra la grafica pubblicitaria e la grafica ceramica, data la specializzazione nel settore ceramico dell’intero distretto.
Negli anni a venire approfondisce la sua passione per la fotografia, facendola diventare parte integrante del suo mestiere. Spazia dai reportage di matrimonio alle foto di eventi e concerti.
Nell'ultimo anno amplia le sue competenze e grazie all'esperienza accumulata negli anni a livello comunicativo decide di intraprendere, unitamente a grafica e fotografia, anche la la professione di giornalista. Scrive e collabora con varie riviste on line come Omnibus e Giornalisti On Line.
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