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Dandini – Sorrentino, una coppia di successo

Al Forum Monzani di Modena ennesimo tutto esaurito per la rassegna “Incontri con gli autori”

di Matteo Franzoni - 14 febbraio 2017
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Un altro appuntamento di successo al Forum Monzani di Modena dove si è registrato l’ennesimo tutto esaurito per la rassegna “Incontri con gli autori” per la presentazione dei due libri scritti da Serena Dandini, “Avremo sempre Parigi” edito da Rizzoli e Paolo Sorrentino, “Gli aspetti irrilevanti” edito da Mondadori. Idea innovativa quella di presentarsi insieme sul palco, i due infatti sono amici e hanno colto l’occasione di parlare e confrontarsi con il pubblico modenese che li ha accolti con un calore davvero unico. La conversazione si è rivelata da subito spontanea e molto allegra con i due sempre pronti a stuzzicarsi e ridere insieme. Per Serena “Avremo sempre Parigi” è un libro che vuole essere una promessa di felicità, un libro che è insieme una guida, un contenuto di arte e soprattutto dettagli perché sono proprio i dettagli apparentemente insignificanti ad essere centrali nelle nostre vite in quanto capaci di differenziarci dalle cose che contano, che spesso si somigliano nelle nostre vite. A proposito di dettagli interviene Sorrentino definendosi un privilegiato perché ha la possibilità di scuriosare e passeggiare per Roma godendosi i particolari e le magnificenze che la città offre, una città che ama tanto, anche se la “sua” città del cuore rimane Napoli. Il suo libro “Gli aspetti irrilevanti” non è autobiografico ed è composto da una serie di racconti che narrano in modo tragicomico le avventure di vari personaggi che un fotografo di sua fiducia, Jacopo Benassi, ha ritratto per lui. Sorrentino dichiara scherzando di sentirsi ovunque fuoriposto e di sentirsi a proprio agio solo in casa propria e con la famiglia e che nessun uomo è a proprio agio e quando dice di esserlo in realtà sta fingendo, racconta di essere un fumatore di sigaro solo per evitare le sigarette , un appassionato di calcio e del Napoli calcio, oltre che di figurine. Serena invece si dichiara una dark lady perché ama vestirsi di nero, un colore che le dona forza, è come una divisa che le infonde sicurezza. Dopo questi aspetti personali che hanno permesso al pubblico di conoscere dettagli dei due personaggi Serena riprende a parlare del suo libro su Parigi dicendo che i bistrot per i francesi sono una filosofia di vita, una specie di camera iperbarica dove gustarsi un momento d’amicizia, per questo gli attentati dello scorso anno sono stati ancora più meschini per i francesi, perché i bistrot sono per loro luoghi fondamentali e parecchi parigini durante le celebrazioni e i funerali stringevano tra le mani un libro di Hemingway “Festa mobile” per mantenere vivo lo spirito. Altro tema caro è il viaggio e qui Serena svela che da ragazzina preferiva Londra grazie ai Beatles e ai Rolling Stones considerando Parigi una città vecchia e ammuffita. Dall’Inghilterra dovette andare a Parigi ad accompagnare un amico e conosciuta la città se ne è innamorata cambiando radicalmente idea grazie alla sua infinita bellezza. Per Sorrentino non c’è un vero viaggio del cuore ma ricorda divertito il primo viaggio in aereo a Londra a 14 anni, quando ha ripetuto più volte una battuta orribile “mettete la sicura” che non fece ridere nessuno. Si definiscono entrambi pigri e riservati e la loro amicizia è nata in trasmissione da lei, anche se nessuno dei due ricorda quale (e scoppia una fragorosa risata). Un episodio che ha facilitato la nascita del loro rapporto è stato quando Serena, dopo aver visto il film di Paolo “Le conseguenze dell’amore” ha ospitato in studio Matt Damon e Brad Pitt e ha fatto dire ad entrambi che il film di Sorrentino era un film bellissimo. Il dialogo verte poi sui personaggi creati da Sorrentino nel suo libro, da Eleonora Battello, che da grande diverrà una escort digitale, ritratta nella foto con un tutù da danzatrice per l’ossessione delle mamme di far diventare ballerine le proprie figlie, ad Alfonso Malato, ex milionario truffato, un fiorentino che non si decide tra omosessualità ed eterosessualità fino a quando non scappa in Sudamerica con una donna e capisce di preferire gli uomini, rientrando a Firenze in tutta fretta.

L’idea di questi personaggi è nata al buio, come quando al ristorante si carpisce una frase dai vicini e ci si estranea pensando al resto della storia. Ora è il turno di Serena che parte a parlare delle grandi seduttrici, presenti nel suo volume perché per le donne, nell’ottocento, non era facile vivere perché non era concesso loro granchè, mentre queste seduttrici, capaci di far innamorare e impazzire uomini miliardari riuscivano ad avere denaro, a essere indipendenti e all’avanguardia. Si torna poi sui racconti di Sorrentino, con la sua scrittura tipicamente maschile ma con una disamina feroce sugli uomini capace di entrare nell’animo maschile facendolo a pezzi, come per Girolamo Ponzo Sant’Agata, un uomo che ha commesso un omicidio ma nessuno va ad arrestarlo, cosa che lo manda nei matti e in crisi di identità. Oppure il politico di Benevento, un nullafacente che neppure il padre sopporta ma che riesce ad introdursi nella politica, e cosa dire di Valerio Affabile, camorrista ergastolano con la grande passione della canzone melodica napoletana o Emma, la vice portiera più cattiva di Napoli perché non essere titolari di un ruolo causa frustrazione in lei rendendola sgarbata, viziosa, sporca e cattiva.

In chiusura la foto di Sorrentino a dimostrazione di quanto si è divertito a scrivere questo libro perché aveva voglia e necessità di evadere. A fine intervento Paolo sposta le chiacchiere sul suo lavoro di regista dicendo che in passato ha avuto la fortuna di avere in sala a vedere i suoi film registi del calibro di Risi, Monicelli e Rosi che gli hanno dato grandi consigli e grandi verità, alcune anche dolorose ma necessarie a migliorarsi mentre la Dandini scherza su Parigi, definendolo un sogno lontano e alla domanda se avesse potuto scrivere lo stesso libro su Roma chiude dicendo “è come scrivere un libro sul proprio marito… meglio scrivere dell’amante!” e salutano il pubblico tra gli applausi scroscianti.


L'autore

Matteo Franzoni

Matteo nasce nel settembre del 1970. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per l’arte e la comunicazione. 
Grazie a questa passione si iscrive alla scuola di grafica e arti visive di Bologna, dove sviluppa e affina le sue qualità artistiche. Diplomato nel 1992 si getta anima e corpo nel mondo della grafica, lavorando per varie aziende della provincia bolognese.
Nel 2000 si trasferisce a Fiorano e nel modenese conosce la differenza tra la grafica pubblicitaria e la grafica ceramica, data la specializzazione nel settore ceramico dell’intero distretto.
Negli anni a venire approfondisce la sua passione per la fotografia, facendola diventare parte integrante del suo mestiere. Spazia dai reportage di matrimonio alle foto di eventi e concerti.
Nell'ultimo anno amplia le sue competenze e grazie all'esperienza accumulata negli anni a livello comunicativo decide di intraprendere, unitamente a grafica e fotografia, anche la la professione di giornalista. Scrive e collabora con varie riviste on line come Omnibus e Giornalisti On Line.
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