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L’angelo custode
di Francesco Gessi

Presentazione del restauro della tela a Castelfranco Emilia

di Matteo Franzoni - 23 dicembre 2015
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Un emozionato Don Remigio Ricci ha accolto i suoi parrocchiani e i tanti appassionati d’arte che si sono presentati domenica pomeriggio presso la Collegiata di Santa Maria Assunta di Castelfranco Emilia per lo svelamento dell’opera “L’angelo custode”, dipinta da Francesco Gessi, ritornata agli antichi splendori dopo il sapiente restauro eseguito dalla restauratrice Daniela Bursi, che ha ridato luce alla preziosa tela che ha per soggetto un amorevole angelo custode dedito a proteggere e indicare la retta via ad una giovane anima. Il restauro è stato finanziato dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Castelfranco Emilia ed è stato condotto sotto l’alta Sorveglianza del Dott. Marcello Toffanello della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Il ripristino dell’opera è stato realizzato dalla restauratrice Bursi la quale ha potuto avvalersi della collaborazione della Diagnostica Fabbri per le indagini radiografiche, a infrarossi e ultraviolette. La presentazione della tela è stata allietata da intervalli musicali, a scandire gli stacchi tra gli interventi della Prof.ssa Cavicchioli e della restauratrice Bursi i maestri Fabio Cremonini al violino e Giuseppe Donnici alla chitarra.

Dopo un veloce intervento del Dott. Toffanello che ha ringraziato i presenti e lodato il lavoro svolto dalla restauratrice è il momento della Prof.ssa Sonia Cavicchioli dell’Alma Mater Studiorum di Bologna che ha tenuto una relazione storico artistica per presentare l’artista Francesco Gessi, allievo preferito di Guido Reni, dotato di uno splendido talento, che in alcune commissioni ha addirittura sostituito il maestro. Ha lavorato a Ravenna, ma anche fuori regione, a Mantova, Firenze e Napoli.

L’opera appartenente alla Collegiata di Santa Maria Assunta è fra le migliori dell’artista. Il tratto deciso del disegno rivela l’originalità del pittore che volle più tardi staccarsi dalle dipendenze di Guido Reni aprendo una bottega tutta sua pur portando con se l’esperienza maturata con il maestro. La Prof.ssa Cavicchioli fa un excursus storico dell’angelo custode spiegando che era tipico proprio del Seicento e della zona emiliano-romagnola. L’opera è intrisa di un gusto equilibrato e classicistico grazie alla composizione costruita fra le due figure dell’angelo e del bimbo, che rappresenta l’anima umana, fragile e bisognosa di una guida. Notevole di questo dipinto è la veduta paesaggistica rappresentata da una splendida marina realizzata con maestria da velature cromatiche eccezionali. L’evidente qualità dell’opera ha reso necessario il restauro che ne ha messo in luce sia affinità con Reni che le distanze e l’autonomia presa da Gessi nei confronti del maestro. Un quadro di grandi dimensioni che regala forti emozioni, da vedere e gustare in ogni piccolo particolare.

Segue un altro intermezzo musicale che introduce l’intervento di Daniela Bursi che svela i molti segreti della tela. Un’attenta analisi dimostra che già in passato la tela era stata restaurata, inoltre soffriva di un forte oscuramento causato dalle polveri e i fumi. Durante il restauro sono stati rilevati strappi e cedimenti. Sono stati eseguiti i test di Feller per poter scegliere il livello di pulitura ottimale. Il retro della tela è stato pulito con un bisturi, con carte abrasive e aspiratori a bassa pressione, per poi essere disinfettato dagli attacchi di antiche muffe. Le lacerazioni sono state ricucite dove è stato possibile unendo i fili della tela e dove era troppo malmessa si è usata una tela simile all’originale. Molte altre cure sono state realizzate sia sul fronte che sul retro, cure così particolari e attente da rendere il risultato finale un capolavoro.

Gli esami ai raggi x e infrarossi hanno rivelato interessanti e curiosi ripensamenti dell’artista in corso d’opera come l’allungamento della veste dell’angelo e viceversa l’accorciamento del vestito del bimbo. Anche il braccio del bimbo era in origine in posizione differente rispetto a quella visibile a occhio nudo. L’esame tecnico realizzato da Daniela Bursi ha ridato vita alle pennellate veloci e sicure di Gessi facendo rivivere tutto lo spirito deciso e forte dell’artista bolognese.

Un’opera che emoziona sia per il significato che per la dolcezza del bimbo con l’angelo che evidenzia il carattere dell’artista espresso con decisione in questo quadro da Gessi. Merita la visita alla chiesa di Santa Maria Assunta di Castelfranco Emilia perché vedere questo dipinto è come osservare la scuola di Guido Reni e del suo discepolo Gessi, con la sua battaglia interiore per imporre il proprio stile pittorico cercando la giusta via per staccarsi dal maestro senza però mai troncare definitivamente con gli insegnamenti avuti in gioventù nella bottega di Reni.


L'autore

Matteo Franzoni

Matteo nasce nel settembre del 1970. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per l’arte e la comunicazione. 
Grazie a questa passione si iscrive alla scuola di grafica e arti visive di Bologna, dove sviluppa e affina le sue qualità artistiche. Diplomato nel 1992 si getta anima e corpo nel mondo della grafica, lavorando per varie aziende della provincia bolognese.
Nel 2000 si trasferisce a Fiorano e nel modenese conosce la differenza tra la grafica pubblicitaria e la grafica ceramica, data la specializzazione nel settore ceramico dell’intero distretto.
Negli anni a venire approfondisce la sua passione per la fotografia, facendola diventare parte integrante del suo mestiere. Spazia dai reportage di matrimonio alle foto di eventi e concerti.
Nell'ultimo anno amplia le sue competenze e grazie all'esperienza accumulata negli anni a livello comunicativo decide di intraprendere, unitamente a grafica e fotografia, anche la la professione di giornalista. Scrive e collabora con varie riviste on line come Omnibus e Giornalisti On Line.
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