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Expo 2015, un viaggio con solo il "bagaglio a mente"

Il giro del mondo tra cibo, cultura e tradizioni in un giorno

di Matteo Franzoni - 24 agosto 2015
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Expo 2015, cibo, cultura e tradizioni hanno assunto ancora più valore nella giornata in cui si celebra la Giornata Umanitaria Mondiale, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare la strage avvenuta nel 2003 nel quartier generale ONU a Baghdad per sensibilizzare i visitatori e non solo sulle crisi umanitarie della terra, guerre, cambiamenti climatici, carenza di cibo e acqua. Abiti tradizionali e culture diverse hanno fatto si che Expo assumesse ancor più significato grazie alle parole unità, dignità, impegno, salvaguardia della vita, compassione, imparzialità.

La fila alle 9.15 la dice lunga sul grande numero di persone che anche oggi hanno deciso di visitare a Milano l’Expo 2015. All’entrata bisogna superare i controlli di rito che garantiscono la sicurezza ai visitatori e non appena varcato il tornello di entrata la prima impressione che si ha è quella di essere stati catapultati in un mondo onirico con enormi statue "arciboldiane" composte da alimenti (frutta, pane, carni...) che danno il benvenuto assieme a belle esposizioni di ogni genere di vivande. Il visitatore si trova quasi spaesato immerso in un’architettura multicolore e dalle infinite forme differenti. Sembra quasi un aspetto ludico, ma quando si inizia a visitare uno stand dopo l’altro si capisce che tutte le forme e colori variegati sono come gli ingredienti per realizzare una buona pietanza e tutta la diversità se ben miscelata rende piacevole e curiosa la visita.

Tutti i paesi hanno voluto far bella presenza mettendo in mostra i propri prodotti, usi e costumi, all’unisono hanno cercato di comunicare che il cibo non è solo alimentazione, ma è anche nutrimento dell’anima, tradizione e cultura. Chi lo ha fatto tramite fotografie, videoinstallazioni, ologrammi in tre dimensioni… chi in modo semplice e diretto è riuscito a colpire occhi e cuore utilizzando le materie prime (chicchi di caffè, semi e spezie) per realizzare disegni e far interagire il pubblico permettendo di utilizzare le materie prime per disegnare o scrivere il proprio nome.


La biodiversità e le risorse del pianeta Terra non sono infinite

Altro tema caldo e sentito da parte di tutti gli espositori è il preservare la natura stando attenti a non sprecare sostanze ed energie inseguendo solamente una logica di puro guadagno. In concertazione ci avvertono che la ricerca spasmodica della ricchezza non solo porta alla prevaricazione dell’uomo sull’uomo, ma ci avvia all’autodistruzione perché esagerando nei consumi la Terra non potrà più continuare a soddisfare le nostre esigenze.


Girovagando tra alcuni paesi del mondo

Irlanda
Al suo interno tutti i muri trasudano di videoinstallazioni che ci rimandano ai freschi pascoli irlandesi e raccontano la loro tradizione di pastori e prodotti caseari.

Angola
Come ci racconta l’addetto stampa in inglese, sono lieti di farsi conoscere al pubblico per mostrare ai visitatori il lungo processo di conversione dal mercato dei diamanti, spesso sinonimo di sfruttamento di vite umane, all’agricoltura. Lo stand mostra altre forme di sviluppo e sostentamento come l’ittica e la manifattura legata alle loro tradizioni e cultura che permettono all’Angola di dare il proprio contributo alla Carta di Milano.

Vietnam
Nello stand vietnamita i visitatori vengono rapiti dalle dolci note emesse da strumenti magistralmente suonati da belle ragazze vestite in modo tradizionale. Il pubblico si siede a terra godendo di queste sonorità provenienti da tanto lontano mentre al piano superiore si trova l’esposizione degli oggetti folkloristici del paese asiatico e sul retro il ristorante dove poter apprezzare i loro piatti caratteristici.

Moldova
Stand semplice che presenta varie poltrone per potersi sedere e ammirare i filmati girati per mostrare la loro agricoltura e la loro natura, oltre ai loro vigneti, fiore all’occhiello del paese che esibisce ai visitatori i vari tipi di vino prodotti.

Cina
Lo stand cinese si mostra sin dalla prima mattina con grandi code per visitarlo, in quanto è la prima volta che il paese partecipa ad un’esposizione mondiale. Principio cardine dello stand è mostrarsi grati e rispettosi nei confronti della Terra che nutre l’uomo, oltre alla speranza per il futuro affinchè ci sia cibo a sufficienza per tutti.

Colombia
Stand molto attrattivo esternamente, la cui visita risulta davvero gradevole. Il paese punta a farsi conoscere al grande pubblico mostrando la propria peculiarità maggiore, quella dell’estensione del clima, in quanto si passa dal mare alla capitale Bogotà che è a 2640mt per passare alle catene montuose che raggiungono quasi i 6000mt di altitudine.

Argentina
Curioso stand formato da svariati silos allineati ai quali accedere attraverso una lunga scala che porta i visitatori all’interno dove con grandi led wall viene mostrata la lavorazione delle terre argentine con la produzione di cereali, carne e frutta, mentre al piano terra è presente un affollatissimo ristorante con le loro prelibatezze più conosciute.

I paesi produttori di cacao Ghana, Gabon, Cuba, Costa d’Avorio, Cameron, Sao Tomè e Principe
Qui colpiscono i colori e l’orgoglio di queste popolazioni che in quasi tutti i piccoli stand hanno la foto del loro capo di stato. Il legno e la sua lavorazione la fanno da padroni. All’uscita di questi padiglioni si può gustare il prodotto lavorato e finito sotto forma di cioccolato o sotto l’aspetto di un gustoso gelato assaporando le svariate sfumature di cacao.

I paesi produttori di caffè Kenya, Etiopia, Burundi, El Salvador, Ruanda, Uganda, Yemen e Repubblica Dominicana
I visitatori rimangono colpiti dall’inteso aroma di caffè che emanano questi stand dove si possono assaggiare le differenti qualità di caffè interagendo con l’elemento assaggiato. Con i chicchi infatti si possono fare scritte e disegni lasciando così un segno del proprio passaggio che la futura ondata di ospiti sfalderà per creane di nuovi, come dire che il caffè rende veramente attivi. La coltivazione di cacao e caffè è realizzata nella maggior parte dei casi da piccoli contadini locali che spesso non risultano essere i raffinatori del raccolto.

Corea
Lo stand ha lo scopo di far conoscere la filosofia del sapersi nutrire in maniera equilibrata e consapevole, concetto in linea con tutto l’Expo, infatti fin dalla coda di entrata ci sono installazioni che sembrano provenire dall’interno del padiglione progettato a forma di anfora, oggetto ricorrente in tutto il percorso della Corea. Paese attento agli sprechi, ecologico e tradizionale, ma allo stesso tempo all’avanguardia tecnologica, infatti due braccia robotizzate mostrano come sono attenti a nutrirsi con cibi di stagione colorati e benefici, spesso fermentati in una giara. I tavolini bassi imbanditi di tante ciotole comuni mostrano che per i coreani è importante la condivisione e il contatto con la natura.

Polonia
Entrando nello stand polacco si viene catapultati in un giardino di erbe e piante che donano serenità grazie alle melodie di un bravo pianista che delizia i presenti con la sua musica. Al piano inferiore i visitatori possono apprezzare un filmato in 3d che presenta la storia del paese spesso tormentata da violenti conflitti ma il finale è tutto rivolto alla speranza di pace e prosperità. Per la gioia di tutti è presente un grande plastico con un trenino di cioccolata che emana un profumo dolce e invitante oltre ad uno shop con i prodotti tipici polacchi.

Regno Unito
Scopo del Regno Unito fare monito a non rovinare la grande ricchezza che la Terra ci dona. Lo stand è costruito come un grande alveare per sensibilizzare i visitatori sulla forte e preoccupante diminuzione delle api a causa dei pesticidi e dell’inquinamento globale. L’eventuale estinzione delle api potrebbe significare l’estinzione dell’uomo perché verrebbe compromessa la catena alimentare rendendo difficile o economicamente problematica la prosecuzione della vita in quanto verrebbe a mancare l’impollinazione di molte colture orto-frutticole e sementiere. Per questa motivazione bisogna deve correre ai ripari.

Ungheria
Stand semplice ma efficace dove vengono esposti per la vendita i prodotti tipici unitamente a tante sedie dove potersi sedere per ascoltare concerti di musica classica in estemporanea e dove ammirare attraverso grandi televisori immagini della loro natura incontaminata oltre a capaci maestri dell’intaglio del legno, all’opera all’esterno dello stand per i più curiosi.

Romania
Altro stand molto semplice dove sono presenti grandi led wall dove ammirare le loro meraviglie naturali oltre ad una piccola galleria d’arte dove sono esposte opere di autori rumeni contemporanei.

Turchia
Lo stand si presenta all’aperto, non esiste un unico padiglione come per tanti altri stati. La passeggiata porta il visitatore a conoscere le spezie da loro coltivate che catturano lo sguardo grazie alla vivacità dei colori e a fine percorso è presente una grande scultura con tante mani che offrono ai visitatori semi da poter prendere in quanto la condivisione è fondamentale.
Piantare e coltivare diventano simbolo della condivisione del cibo. Sono presenti nello stand anche un piccolo angolo di ristorazione e una moschea dove poter pregare.

Russia
Struttura imponente e forte con un ingresso che in alto riporta uno specchio gigante dove i visitatori si vedono incuriositi dall’alto al basso. Non appena entrati ci si trova all’interno di una enorme distilleria con un alambicco a rappresentare la produzione di vodka, poi segue una zona assaggi dei loro cibi caratteristici. Si salgono le scale dove sono visibili le bellissime grafiche che inneggiano il lavoro contadino per arrivare alla sala dove sono esposte quadri di artisti russi e alla terrazza dove è possibile gustare una vodka ghiacciata.

Piazza Italia
In Piazza Italia è presente la Coldiretti che all'ora di cena ha distribuito risotto ai visitatori donando un clima di festa contadina con musica e balli tipici del nostro mondo rurale. Sono presenti vari brand italiani famosi nel mondo chi per la produzione di latticini, chi per la produzione di bevande, chi per la qualità dei propri aperitivi, fino allo stand del vino, peculiarità che rende l’Italia il top in fatto di qualità e ampiezza d’offerta, permettendo ai visitatori un giro tra le colline, i monti e i mari italiani attraverso i rossi, i rosè e i bianchi che ci rendono così attrattivi agli occhi del mondo.

Palazzo Italia
L’Italia all’interno del suo enorme palazzo ha inebriato lo spettatore con un gioco di specchi continuo esibendo le tante bellezze naturali dalle Alpi al mare. Desidera mostrare tutta la ricchezza artistica e orgogliosamente mette in risalto le grandi personalità italiane. Non nasconde le ferite ancora aperte, mostrando la distruzione causata dai terremoti. Si finisce col trovarsi in alto all’albero della vita e partendo dal genio italiano tutto può ripartire, la bontà dei prodotti, l’arte, qualità italiana, ma perché tutta questa bellezza si realizzi e sopravviva bisogna passare dal vivaio Italia, stanza simbolica con tutte le varietà di piante presenti nel lungo stivale. In realtà il nostro vivaio sono le generazioni future alle quali noi presenti abbiamo lasciato la Carta di Milano, di cui riportiamo di seguito il preambolo:

“Noi donne e uomini, cittadini di questo pianeta, sottoscriviamo questo documento, denominato Carta di Milano, per assumerci impegni precisi in relazione al diritto al cibo che riteniamo debba essere considerato un diritto umano fondamentale. Consideriamo infatti una violazione della dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita ed energia. Riteniamo che solo la nostra azione collettiva in quanto cittadine e cittadini, assieme alla società civile, alle imprese e alle istituzioni locali, nazionali e internazionali potrà consentire di vincere le grandi sfide connesse al cibo: combattere la denutrizione e la malnutrizione, promuovere un equo accesso alle risorse naturali, garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi.” 

Di seguito per chi volesse leggere il link: http://carta.milano.it/it/ 

Così si chiude il giro del mondo in una giornata che rimarrà nella memoria come esperienza viva, curiosa, colorata ed entusiasmante che consigliamo a tutti.


L'autore

Matteo Franzoni

Matteo nasce nel settembre del 1970. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per l’arte e la comunicazione. 
Grazie a questa passione si iscrive alla scuola di grafica e arti visive di Bologna, dove sviluppa e affina le sue qualità artistiche. Diplomato nel 1992 si getta anima e corpo nel mondo della grafica, lavorando per varie aziende della provincia bolognese.
Nel 2000 si trasferisce a Fiorano e nel modenese conosce la differenza tra la grafica pubblicitaria e la grafica ceramica, data la specializzazione nel settore ceramico dell’intero distretto.
Negli anni a venire approfondisce la sua passione per la fotografia, facendola diventare parte integrante del suo mestiere. Spazia dai reportage di matrimonio alle foto di eventi e concerti.
Nell'ultimo anno amplia le sue competenze e grazie all'esperienza accumulata negli anni a livello comunicativo decide di intraprendere, unitamente a grafica e fotografia, anche la la professione di giornalista. Scrive e collabora con varie riviste on line come Omnibus e Giornalisti On Line.
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