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Modena Motor Gallery alla terza edizione

Quando il ruggito delle auto e moto storiche diventa il protagonista

di Matteo Franzoni - 1 ottobre 2015
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I numeri della terza edizione di Modena Motor Gallery sono da record: 327 espositori, 380 auto e moto storiche, 7 mostre e 5 raduni di auto e moto, 15 tra Club, Registri Storici e musei, oltre agli eventi collaterali, tra i quali la grande mostra sullo storico Aerautodromo di Modena, il cui scopo è stato far conoscere e raccontare  le avventure, le capacità e l’ingegno di grandi uomini strettamente legati a Modena e al suo autodromo che l’ha resa famosa nel mondo. Altro evento di rilievo, a vent’anni dalla sua scomparsa, una mostra in ricordo Juan Manuel Fangio, indimenticato pilota argentino capace di vincere ben cinque campionati del mondo.

Appena varcata la soglia di ingresso 50 bellissime Giordani a pedali ricordano che in queste zone i bambini vengono cresciuti con il culto dell’automobile che da gioco può diventare una vera passione fino a trasformarsi in un lavoro.  Giordani da sempre rappresenta per gli amanti del settore una garanzia di qualità e varietà dei prodotti, dai più popolari a quelli di lusso, tutti ampiamente ricercati nel mondo del collezionismo.

Le macchinine Giordani sono circondate da moto e vetture stupende che farebbero perdere la testa a chiunque. Troviamo microcar d’epoca provenienti dal museo A.M.E.S. (Auto Moto d’Epoca Sassuolo), la cui collezione parte dal 1920 fino al 1980 circa. Sono impressionanti le forme e i colori tanto quanto i restauri, una microcar esposta sembra quasi un aereo perchè l’abitacolo imita la carlinga di un velivolo, questo perché molte aziende e disegnatori dopo la guerra si sono riconvertiti ad usi civili utilizzando colori pastello molto lucenti e vivi. Erano mezzi molto ben visti perché all’epoca fino alla cilindrata 125 non serviva patente alcuna. Proprio da queste antenate derivano le moderne microcar.

Tante le imprese presenti del territorio modenese a cui l’esposizione ha dedicato la “Strada degli artigiani”, una via ricca di meccanici, tappezzieri, carrozzai, restauratori per valorizzare la lunga e inimitabile storia modenese che lega la città ai motori rendendo onore al grande patrimonio che essi costituiscono. Gli appassionati hanno potuto apprezzare pezzi d’epoca Ferrari, Porsche, Jaguar, Rolls Royce ma anche Fiat 500, Abarth, Lancia, Alfa, un esempio fra tanti Zucchi di Finale Emilia che orgogliosamente ha presentato la sua Lancia 1300 del 1973  seconda serie con la novità delle 5 marce che all’epoca erano un’innovazione.

Partecipa anche la SNC, Società Carrozzai Nonantola, restauratori d’auto d’epoca che con amore e pazienza hanno restaurato una Lamborghini Miura del 1965 forgiando la carrozzeria completamente a mano, un lavoro lungo tre anni per realizzare il restauro della vettura donandole un ulteriore valore aggiunto.

Presente al Modena Motor Gallery anche Fabio Lamborghini che ha rilasciato una breve intervista dove ha annunciato l’apertura del nuovo museo Ferruccio Lamborghini a Funo di Argelato, sorto dalla ex fabbrica Lamborghini di ben 5000 metri quadrati dove è esposta tutta la storia industriale del noto marchio bolognese, simbolo dell’eccellenza made in Italy.

Ha poi mostrato i nuovi brand di lusso con il marchio Tonino Lamborghini (dagli occhiali ai profumi, dal fashion ai libri…) per arrivare alle city car con il marchio Town Life,vetture che si guidano già all’età di 14 anni come uno scooter e hanno una motorizzazione diesel o elettrica, con grande cura all’estetica (fiore all’occhiello della produzione italiana) e con un occhio di riguardo alla sicurezza e all’alta tecnologia avanzata.

Oltre agli spazi per le aziende e per l’indotto ad esse collegato è stata istituita anche la “Piazza dei Privati” dove è stata offerta la possibilità di scambiare e vendere le proprie auto e moto storiche.

Modena Motor Gallery, un percorso che fa sognare gli appassionati, un orgoglio italiano che mostra la qualità e l’ingegno che hanno portato l’Italia a rappresentare il meglio in fatto di classe e velocità, un viaggio che porta i presenti dalle automobili a pedali, alle prime microcar per finire ai bolidi che ogni bambino sogna di guidare, che siano a due o quattro ruote.


L'autore

Matteo Franzoni

Matteo nasce nel settembre del 1970. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per l’arte e la comunicazione. 
Grazie a questa passione si iscrive alla scuola di grafica e arti visive di Bologna, dove sviluppa e affina le sue qualità artistiche. Diplomato nel 1992 si getta anima e corpo nel mondo della grafica, lavorando per varie aziende della provincia bolognese.
Nel 2000 si trasferisce a Fiorano e nel modenese conosce la differenza tra la grafica pubblicitaria e la grafica ceramica, data la specializzazione nel settore ceramico dell’intero distretto.
Negli anni a venire approfondisce la sua passione per la fotografia, facendola diventare parte integrante del suo mestiere. Spazia dai reportage di matrimonio alle foto di eventi e concerti.
Nell'ultimo anno amplia le sue competenze e grazie all'esperienza accumulata negli anni a livello comunicativo decide di intraprendere, unitamente a grafica e fotografia, anche la la professione di giornalista. Scrive e collabora con varie riviste on line come Omnibus e Giornalisti On Line.
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