Oggi è ...

Brasile-Italia: viaggi e ritorni infiniti

Un convegno sul costume e la società di un Paese che sembrava ai vertici dell'economia e che invece sta ridimensionando la sua portata.

di Redazione - 11 maggio 2016
1040

Una due giorni di confronti, dibattiti, memoria e speranze nel futuro. Cinque tavole rotonde, con ospiti italiani e brasiliani, per parlare di temi eterni e sempre attuali, che riguardano la storia del Brasile e la percezione spesso distorta che noi abbiamo delle dinamiche che interessano il colosso sudamericano. Del resto per questo è nata l’associazione che organizza l’evento: Jacarandá – Associazione Interdisciplinare Brasilianisti Italiani – fondata da sette tra docenti e ricercatori che fanno capo all’Università di Genova, di Brescia e di Venezia, e provenienti da discipline diverse si propone di contribuire ad abbattere i tanti pregiudizi che riguardano “o país maravilhoso”.

«L’obiettivo per la nostra associazione, e anche del convegno che noi abbiamo organizzato, è quello di far conoscere aspetti del Brasile che non sono quelli prettamente all’ordine del giorno, ovvero una certa letteratura o  una certa musica tropicalista che rimanda ad un orizzonte arcaico, tradizionale. Il Brasile viaggia a diverse velocità – dichiara il professore antropologo Bruno Barba, socio fondatore di Jacarndá -  è un Paese per certi versi post moderno, nel senso che strutture come quelle che viviamo e verifichiamo a San Paolo sono assolutamente di stampo e modello occidentale ed europeo, ed è una velocità che si contrappone alla piatta immobilità a cui noi siamo soliti conoscere di un certo Brasile, che per esempio l’immagine della favelas ci trasmette. Il Brasile – continua il professore Barba - è un modello umano particolare, e mi sento di dire che potrebbe essere assolutamente interessantissimo osservarlo. Mi riferisco al tema del beneficiato culturale che è un tema tabù in occidente, e non vedo quale altra soluzione ci sia per il mondo che quello di abbracciare il modello di tipo brasiliano, cioè che amalgama, che trasforma e reinterpreta in salsa brasiliana, flussi di pensiero, provenienze, tratti culturali e li fa propri. Questo non vuol dire non avere personalità, ma non porre barriere, così le culture diventano permeabili. L’impermeabilità non ha mai portato a niente, solo a guerre».

Ecco allora che l’evento Brasile-Italia: andata e ritorno. Storia, cultura, società, in programma il 12-13 maggio 2016 a Genova, alla Biblioteca Universitaria, è un’occasione  per verificare quanto questi scopi siano sentiti, tanto più ora che il Brasile vive un momento tanto difficile.  Si comincia, dopo il saluto delle autorità, giovedì alle 10 con la storia dell’emigrazione italiana in Brasile, nel dibattito Persone e idee in movimento, moderato da Chiara Vangelista. Sempre giovedì alle 14.30, Amina Di Munno presiederà la tavola rotonda su Dialoghi e scambi tra lingue e letterature, mentre alle 15.45 spetterà a Roberto Francavilla l’onore di introdurre il tema Spazi, testi, visioni che vivrà l’apoteosi alla 17.30 con la performance della brillante cantante Barbara Casini, che ovviamente proporrà il suo ricco repertorio basato sulla musica brasiliana d’ogni tempo. Venerdì mattina è la volta dell’antropologia – Luisa Faldini coordina alle 9.30 la tavola rotonda Volti e realtà tra Brasile e Italia - e  della Magia do futebol brasileiro, dibattito delle 11.45, presieduto da Bruno Barba e che vedrà la partecipazione del grande campione José Altafini.


Cerca
Reportage - Ultime news...
5 nov 2018 | 745
8 mag 2018 | 428
6 apr 2018 | 481
10 gen 2018 | 1144
13 nov 2017 | 867
16 ott 2017 | 738
19 set 2017 | 639
3 set 2017 | 515
28 giu 2017 | 791
5 mag 2017 | 9235
29 nov 2016 | 1467
3 set 2016 | 3573

Reportage

Visualizza tutti gli articoli
Fratelli d'Arte Magazine - Testata giornalistica registrata - Reg. Trib. di L'Aquila n. 4/13
Direttore responsabile Silvia Valenti - Contatti: redazione@fratellidartemagazine.it 
© 2013 Fratelli d'Arte Associazione Nazionale - Tutti i diritti sono riservati - Realizzato da oasiWEB