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Paolo Di Sabatino: il jazz fra i tasti neri e bianchi

Sarà sul palco del Festival di Sanremo con Grazia Di Michele e Platinette

di Nadia Macrì - 25 gennaio 2015
1995

Artista poliedrico del panorama musicale italiano e internazionale, Paolo Di Sabatino parteciperà al 65° Festival di Sanremo  accompagnando come pianista e arrangiatore, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi in gara con il brano Io sono una finestra che sarà inserito all’interno dell’album Il mio blu, il nuovo lavoro discografico di Grazia Di Michele, dove Paolo appare come pianista, arrangiatore e produttore.
La forza di Paolo Di Sabatino è l’assoluta cantabilità delle sue composizioni, peculiarità che, unite alla prolificità compositiva, lo rendono unico nel suo campo.
Tra gli ultimi lavori di Paolo c’è Trace Elements, album uscito lo scorso settembre.
Numerose le collaborazioni con artisti del panorama musicale tra cui: Mario Biondi, Enrico Rava, Fabio Concato e Antonella Ruggiero, ma è anche docente e coordinatore del Dipartimento di jazz presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila.
Lo raggiungiamo al telefono in questi ultimi giorni pieni di prove prima del Festival e troviamo una persona molto solare, propositiva, piena di musica e pentagrammi da riempire.

Partiamo da lontano, ci racconti perché da bambino ti sei avvicinato proprio allo studio del pianoforte come strumento musicale?
Perché mio padre è pianista, e quindi a sei anni sono stato catapultato sul pianoforte. Non è che fossi felicissimo, come tutti i bambini amavo giocare piuttosto che avere degli impegni e lo studio del pianoforte è un grande impegno, però poi fortunatamente crescendo ho imparato ad amare lo studio della musica fino a farne la mia professione.

E infatti dallo studio della musica alla tua professione, da interprete pianista a compositore: cosa è scattato quando hai sentito la necessità di riempire il pentagramma con i tuoi suoni?
Quello è accaduto abbastanza presto, verso gli 11/12 anni ricordo che avevo proprio questa esigenza e chiedevo a mio padre le prime nozioni del jazz, nonostante lui suonasse prevalentemente pianoforte classico. Diciamo che è stata quindi un'esigenza espressiva che si è rivelata abbastanza presto.

E nonostante tu sia giovanissimo hai un curriculum chilometrico e oltre le tue composizioni, il tuo nome compare in tantissimi lavori di tanti artisti: da Grazia DI Michele, ma di lei parleremo dopo, a Linda Valori, Mario Biondi, Fabio Concato, Antonella Ruggiero. Ciascun artista ha i propri suoni e suscita particolari emozioni, ma l'approccio del pianista è diverso per ogni artista?
Io ho avuto la fortuna di poter scegliere sempre i miei collaboratori e di essere chiamato da persone che stimavo, e per me è fondamentale questo aspetto, e infatti solo quando sono sicuro di poter dare un apporto reale all'intero progetto musicale accetto la collaborazione.

Arriviamo al Festival di Sanremo e quindi alla tua presenza quest'anno sul palco dell'Ariston con Grazia Di Michele e Platinette, e come anticipavi tu non sei solo un semplice pianista, ma anche l'arrangiatore e produttore del brano, possiamo quindi dire parafrasando il titolo della canzone in gara che sei una sorta di finestra per lei. Chiuso il portone si è aperta una finestra, è così?
Direi che Grazia ogni volta che parla di me spende sempre parole di grande affetto e di grande elogio, perché in effetti dal primo lavoro che abbiamo fatto insieme - io l'ho chiamata per scrivere una canzone insieme, che è il brano Francesco, brano che ho dedicato a Mike Francis ed è inserito nel mio album Voices - e da quel lavoro lì Grazia non mi ha mollato più. E' stata talmente contenta nel mio modo di trattare la musica che mi ha chiamata come suo produttore e arrangiatore del cd Giverny, uscito tre anni fa per Rai Trade, e ora per questo nuovo lavoro che si intitola In Blu, e in questo lavoro è inserito anche Io sono una finestra che è il brano che porterà a Sanremo insieme a Mauro Coruzzi.

E tu su quel palco c'eri già stato con Antonella Ruggiero nel 2007. Pensi sia cambiato negli anni quel palco, anche nell'avvicinamento con i musicisti o alla fine Sanremo è sempre Sanremo?
Io ho un profondo rispetto per quel palco, non faccio parte di quella schiera di musicisti un po' snob che magari non lo guardano e magari ti criticano se partecipi. Io l'ho sempre seguito da ragazzo e adesso a maggior ragione lo seguo, proprio perché ho il piacere di seguirlo con l'occhio, o meglio con l'orecchio, degli addetti ai lavori che ascolta le nuove canzone, i nuovi autori, le Nuove Proposte; quindi io sono molto contento di andare per la seconda volta a Sanremo, e quest'anno in una veste diversa perché all'epoca con Antonella ero solamente il pianista, adesso sono invece partecipe di questo progetto.

Quindi anche una maggiore responsabilità?
Sì perché, alla maniera del jazz, il brano ha anche un assolo di pianoforte che è una cosa abbastanza nuova, inusuale, che dà gioia, ma anche una bella responsabilità.

Avrai allora giustamente anche le telecamere puntate su di te per l'assolo e noi aspettiamo quei suoni! Ma esiste per un pianista un luogo del cassetto dove ti piacerebbe suonare e ancora non hai suonato?
Diciamo che sono quei luoghi come la Carnegie di New York, quei luoghi che fanno parte dell'immaginario di ogni musicista quando inizia a fare musica. Ovviamente io mi auguro di poterci arrivare!

E te lo auguriamo anche noi! Una curiosità: nella tua biografia ho letto "Dal 2008 incide in esclusiva per il Giappone per l’etichetta giapponese Atelier Sawano, con la quale ha inciso 5 album". Come mai questa esclusiva per un paese così lontano, ci sono suoni che sono in sintonia solo con determinati Paesi o è solo una questione commerciale?
Io quando parlo del Giappone lo paragono un po' al Paese dei Balocchi di Pinocchio! Sono delle persone che amano tantissimo la musica e comprano i cd. Loro non tollerano gli mp3, per loro sono cose aberranti. Nel 2008 questa etichetta discografica mi ha contattato e da allora collaboro con loro. Quando sono andato a Tokyo, a Osaka, ho trovato i miei cd e queste sono belle emozioni, soprattutto nella realtà attuale del mercato discografico.

In realtà anch'io ho bisogno di toccarli i cd...
E' bellissima questa cosa. Anch'io quando un cd mi piace, mi compro l'originale! Ma perchè ho bisogno di vedere dove è stato registrato, leggere i credits, sapere chi lo ha arrangiato, di leggere il nome del fonico. ll cd ha un proprio fascino e... spero ritorni.

In chiusura la mia solita domanda semi-seria con la quale concludo le interviste, che in questo caso sembra però pensata proprio per i musicisti come te: qual è la tua nota musicale preferita?
La mia nota preferita è il FA, sia perchè al pianoforte la mia tonalità preferita è il FA maggiore e poi perché si presta a molte battute spiritose, quando iniziamo a provare magari diciamo: Fa fa... fa come ti pare! 


Paolo di Sabatino feat. Grazia di Michele - FRANCESCO
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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