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Stefano Disegni: per vivere uso la matita, per passione la musica

Mi disegnano come cattivo

di Nadia Macrì - 2 marzo 2015
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Stefano Disegni è un vignettista satirico, uno di quelli che usa la matita per raccontare la politica, l'economia, lo sport, la società. Uno di quelli senza peli sulla mina! Vincitore del Premio Satira Politica di Forte dei Marmi, autore televisivo - ha anche interpretato il suo dott. Asl (parodia del Dr. House) all’interno del programma Tintoria su rai tre - ha pubblicato libri per Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, collabora con varie testate giornalistiche, è musicista e capitano della rock band La Ruggine (Claudio Maria Batelli, Alberto Zimmari, Enrico Innocenzi e Paolo Di Orazio) con la quale ha appena pubblicato il singolo 24.000 amici (su etichetta Riserva Sonora). Rock duro e puro per un brano ironico che sottolinea l’amarezza di una vita sociale che ormai si riduce ai commenti e condivisioni sul web. Lo raggiungo in un pomeriggio romano con una matita in mano - che fa anche da finto microfono - per scrutare diverse sfaccettature dell'arte, fra la musica e il disegno.

Nelle note biografiche sul sito de Il Fatto Quotidiano, con cui collabora, c’è scritto "occasionalmente armonicista blues". Mi spiega un po’ quell’occasionalmente: sta per al bisogno? La musica è una necessità?
No, è il contrario. Occasionalmente perché io non vivo di musica, ma vivo facendo quello che ho fatto fin'ora: il fumettista, il disegnatore. Io però ho sempre suonato, da quando ero ragazzo, e adesso è diventata una cosa un po' più più seria, sempre fatta giocosamente, però con impegno. Facciamo concerti, serate in giro, abbiamo fatto video... è diventata una cosa più robusta. Occasionalmente nel senso per vivere uso la matita - e per vivere intendo guadagno denaro - e per il piacere faccio musica.

E tra l'altro il suo ultimo singolo 24000 amici alla fine è una vignetta in musica, è così?
Sì alla fine le due cose non sono così lontane, perché riverso nella musica anche quel quoziente di satira sociale, di ironia che poi uso anche nei fumetti. Sono però accompagnato da musicisti molto bravi, quindi pare che il pacchetto funzioni molto.

Infatti rispetto al testo di 24000 amici c'è stata una sua vignetta parallela pubblicata qualche giorno fa sempre su Il Fatto Quotidiano, che ha avuto molto successo: Realbook. Ora io sono andata sulla sua pagina Facebook e al momento ha 4999 contatti. Se le dicessi che vorrei essere sua amica, mi accetterebbe?
Sì, sì l'accetto volentieri perché siamo sotto i 5000 e quindi lei è quell'uno che completa. E poi c'è l'official page dove non ci sono limiti e siamo oltre i 7000 e quindi anche lì l'accetto molto volentieri!

Ci sono, ci sono già nella pagina ufficiale! Ma mi dica, nelle sue strisce di vignette ha trattato diversi temi: tutto può essere riportato su un foglio?
Sì, perché la realtà, grazie al cielo, si presta ad essere vista con occhio divertito e si spera divertente in ogni sua angolazione. C'è chi ha scherzato persino sulle proprie tragedie personali, che è stato un grandissimo disegnatore francese - si chiamava Jean-Marc Reiser - che ha scherzato addirittura sul cancro che poi lo ha portato via. E forse è proprio sintomo di salute mentale riuscire a prendere quella distanza dalle cose e farci dell'umorismo sopra.

Oltre 20 anni fa ha pubblicato un fumetto multimediale, intitolato Razzi amari, con una musicassetta allegata da ascoltare durante la lettura… all’epoca è stata un’idea geniale e innovativa,  adesso avrebbe ancora senso allegare ad un libro una pennetta?
Secondo me sì, anche se non ci sarebbe bisogno del libro, si farebbe una pennetta dove dentro c'è il file del libro che si può leggere e allo stesso tempo si può ascoltare musica. Io penso che la multimedialità non appartenga a nessun epoca, è semplicemente un modo di comunicare il più completo possibile. Quando abbiamo fatto Razzi amari c'era la carta, secondo me ancora oggi c'è la carta, magari in futuro non sarà così.

Ma intanto nel suo futuro più prossimo c'è anche un disco di inediti?
Un cd già esiste, lo abbiamo auto prodotto e lo suoniamo ai concerti, si chiama Buon Sangue ed è su iTunes. I singoli che facciamo stiamo pensando di riunirli in un prossimo cd quando ci sentiremo pronti e avremo sufficiente materiale, questo può avvenire secondo me per la fine dell'anno più o meno.

Bene! Sul suo sito la biografia porta la firma di sua madre che ad un certo punto dice: "Ha scritto tre libri per bambini, uno è stato adottato dal ministero della Pubblica Istruzione e io mi sono commossa"...
Mi piaceva, mi divertiva scrivere storie per bambini e per una volta non essere io a disegnarle, le disegna infatti un mio collega molto bravo che si chiama Alberto Ruggieri. Le storie sono state pubblicate, sono state molto lette e una in particolare è stata scelta, come è scritto, dal ministero della Pubblica Istruzione fra i testi da consigliare agli insegnanti. Questa cosa ovviamente mi ha riempito d'orgoglio perché mi piace fare storie con un linguaggio che sia comprensibile soprattutto da loro, lo sforzo da parte di me che scrivo è parlare la loro lingua, che è la cosa più divertente, perché torno bambino pure io!

E invece con il Dottor Asl è diventato cattivo?
C'è chi dice che me lo hanno fatto fare perché sono già cattivo! Così mi disegnano, faccio satira e sanno che un pizzico di cinismo ci vuole. In realtà la scelta di farmi fare Asl fu dovuta al fatto che gli rassomiglio un po', e questa cosa da una parte mi fece piacere dall'altra parte dissi: "mi scegliete solo perché gli rassomiglio e non perché sono capace di recitare". Comunque abbiamo preso un Premio a Forte dei Marmi per il Dottor Asl ed è stata una bella soddisfazione.

E sempre sul sito, molto bella l'idea architettonica della piantina. Io sono andata in cucina e direttamente nel bidone della spazzatura... c'è anche Antonello Venditti nel bidone?
Sì perchè artisticamente, con tutto il rispetto, non mi piace proprio! Ma non c'è solo lui!

C'è infatti nel bidone anche il Festiva di Sanremo... non le sfiora l'idea di salire su quel palco?
L'idea di salire su quel palco non ce l'ho, almeno che non sia fatta con una robusta dose di ironia. Credo che Sanremo - e quest'anno in particolare - sia una vetrina di quello che è stato superato da tempo nel mondo della musica internazionale, e per quello andrebbe, se non chiuso, almeno ripensato seriamente, però è anche vero che Sanremo non è fatto per me o per quelli come me, è fatto per persone con altri gusti, è stato anche premiato dai numeri per cui che dire... non me lo vedo e basta!

In chiusura la mia solita domanda conclusiva semi-seria: qual è la sua nota musicale preferita e perchè?
Ah! Diciamo che preferisco il MI perchè quando ci vado a suonare l'armonica blues, che viene suonata tre accordi sopra all'accordo che fa la chitarra, allora quando la chitarra fa il MI io posso suonare il LA che è la nota migliore, più morbida e più piacevole da suonare con l'armonica!


Dr Asl
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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