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Zois: una stella contraria nel cielo infinito

Intensa performance del gruppo a Casa Sanremo durante la presentazione del libro Mango, tutte le poesie.

di Nadia Macrì - 22 febbraio 2016
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Il Festival di Sanremo offre oltre alla kermesse, anche eventi collaterali, spesso banali e riempitivi, a volte però emozionanti e poetici. A Casa Sanremo, nella sala Mango venerdì 12 febbraio, Laura Valente ha presentato il libro di poesie che Mango aveva completato prima del suo viaggio verso l'infinito e quel momento ricco di ricordi, di musica, di  parole, di cuore ha avuto una cornice delicata, ma nello stesso tempo forte come la musica di un gruppo che a Mango piaceva tanto. Zois: Valentina Gerometta e Stefano di Chio.

Acustico o elettrico, legno o transistor: il loro personale linguaggio musicale mescola con leggerezza generi apparentemente distanti e una solida base rock, pulsazioni dance e canzone d'autore, tempi dispari e melodie accattivanti, battito funk e orizzonti dilatati. La voce spesso viene usata come uno strumento per costruire trame vocali, che si inseriscono nell'arrangiamento quasi fossero archi, fiati o percussioni.

Questo lavoro di studio e ricerca si è concretizzato nel loro primo album pubblicato il 19 giugno 2015. La produzione di quest'album ha dato a Zois la grande opportunità di collaborare con l'artista Mango, sia per la realizzazione di una cover del suo brano Oro, sia per la composizione di un nuovo brano inedito, scritto a due mani.
Li ho incontrati subito dopo la presentazione del libro, cogliendo tutta la loro emozione, e la loro gratitudine alla musica, oro prezioso della vita di un musicista. Zois, una stella contraria di un Festival pieno di star spente.

Facciamo un passo indietro, come nasce il vostro amore per la musica?
Abbiamo tutti storie diverse, ma credo che la musica ci abbia accompagnato da sempre. Prima di diventare quello che volevamo fare nella vita, era già un modo naturale di comunicare, che ci è appartenuto fin da piccoli.

Zois è vita. La vostra vita come è cambiato dopo la pubblicazione dell’album?
Di sicuro aver potuto finalmente condividere con il pubblico la nostra musica è stato un passo importante, una grande soddisfazione. E poi artisticamente ci permette di prendere le misure con noi stessi, di capire come viene percepito il nostro sound dagli altri e quindi di avere mille stimoli per fare sempre meglio.

 In Italia la strada per i giovani artisti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Vorrei rispondere speranze, ma sono sicuramente più le paure. Forse questo è il periodo più nero per chi si affaccia in questo mondo. Ma la musica ha il potere di darti sempre la carica sufficiente ad affrontare tutte le difficoltà, anche quelle che sembrano insormontabili. Alla fine su quella strada ci arrivi con le spalle molto larghe e sei in grado di portare avanti il tuo lavoro, nonostante tutto.

Perché la vostra musica può piacere? A chi si rivolge?
La nostra musica può piacere a tutti perché è semplice e ricca allo stesso tempo. Non nasce dalla volontà di stupire, ma semplicemente dalle emozioni che si esprimono in ogni canzone e dalla melodie, che non hanno bisogno di essere capite. Contemporaneamente, abbiamo curato e vestito queste canzoni cercando di attingere il più possibile dai nostri universi musicali, creando un sound molto vario.

Nel vostro cd d’esordio un padrino straordinario. Un ricordo di Mango?
Un ricordo bellissimo. Trovare qualcuno che ti dà la sua attenzione, ti apprezza e ti sostiene è la cosa più rara. Mango ha fatto tutto questo con grande generosità, stupendoci per l'affetto con il quale si è avvicinato a noi e al nostro lavoro. Ci ha insegnato che l'integrità artistica e morale è la cosa più importante che un musicista ha e deve preservare.

Come vivete la canzone che ha scritto per e con voi ora che non c’è più?
Il testo di Stella Contraria è nato molto prima che Mango ci lasciasse, è un testo che parla dello smarrimento che ha volte si prova nella vita, quando i punti di riferimento vengono a mancare. Chiaramente poi si è caricato di altri nuovi significati, molto intensi, ed è diventata una canzone speciale, che ci emoziona molto suonare.

E fra le sue canzoni, perché la scelta di Oro come vostra cover da pubblicare nell’album?
E' stata una scelta molto irrazionale. La stavamo ascoltando insieme e improvvisamente ha iniziato a suonarci in testa l'arrangiamento che poi abbiamo realizzato. Sicuramente Oro è stata una canzone sperimentale, innovativa per il tempo, e la stavamo considerando anche per questo. Ma la scelta finale è stata tutta di stomaco.

 Gli artisti che ci lasciano improvvisamente si portano sempre un po’ di noi, vi è rimasta una domanda nel cassetto che avreste voluto fargli?
Mille domande, consigli che avremmo voluto chiedergli, sopratutto artistici. Ma più di tutto ci sarebbe piaciuto suonare con lui. La domanda sarebbe stata: ci facciamo un concerto insieme?

Quali sono i vostri impegni attuali e i progetti futuri?
Stiamo per partire con il tour promozionale e stiamo lavorando parecchio in studio. Abbiamo molte idee e ci piacerebbe poter mettere subito mano ad un secondo album.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
La mia nota preferita è quella nota che in una frase musicale arriva inaspettata, che mi spiazza, che per un secondo cambia il colore di una canzone. Mi piace perché mi stupisce. Mi rallegro ogni volta che da quelle sette note, che sono sempre le stesse, sento nascere una cosa nuova.

Tutto questo proprio nella Sala Mango del Palafiori dove il pubblico presente ha assistito alla presentazione del libro che Mango aveva appena ultimato e stava per consegnare alle stampe. Il libro è stato pubblicato, curato dai figli e dalla moglie che con sensibilità e delicatezza lo sta presentando al pubblico in queste settimane e ha voluto lì, ad aprire e chiudere quel momento molto intimo e vero, proprio la musica degli Zois, perchè Mango prima di essere un artista straordinario, è stato un uomo, un marito, un padre, un amico e anche un geniale talent scout senza la necessità di passare da una scatola televisiva. E anche da lassù ci regala emozioni, voci, incontri.


Zois - Oro ft. Mango
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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