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Gregor Ferretti ci racconta le sue "impressioni di marzo" con la PFM

"Per me la musica, come la vita, come l'amore, va fatta, vissuta di pancia"

di Loredana Lanzoni - 18 marzo 2016
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Dopo aver toccato vari paesi un po' in tutto il mondo la Premiata Forneria Marconi è tornata in Italia con un tour che registra già il tutto esaurito. La prima tappa del tour italiano “All the best” si è tenuta a Bologna il 10 marzo al teatro “Il Celebrazioni” dove una delle band italiane più conosciute nel mondo ha messo in scena uno spettacolo che attraversa il meglio di quarantacinque anni di carriera PFM, uno spettacolo carico di energia e adrenalina. L'onore di aprire questo tour è toccato al poeta cantautore ravennate Gregor Ferretti. Alla fine dello spettacolo abbiamo condiviso con Gregor le sue impressioni ed emozioni.


Ciao Gregor, ti vedo emozionato e soddisfatto. Avresti mai pensato di esibirti qui, sul palco del teatro “Il Celebrazioni” nella tua Bologna per aprire il concerto della PFM?
No, non pensavo proprio che un giorno avrei fatto quello che ho fatto prima, esibirmi e annunciare al pubblico: “E adesso, tra qualche minuto, Premiata Forneria Marconi”. E' tutta una sorpresa, una matriosca di sorprese una dentro l'altra. Qui a Bologna mi sento come a casa ed è stato bellissimo e soprattutto inaspettato il calore e la risposta del pubblico in quanto il pubblico di PFM, è un pubblico attento ed esigente. “Il Celebrazioni” ha ospitato tanti grandi della musica, del teatro, e io sono veramente lusingato di essere qui e di replicare l'apertura di PFM il 19 marzo al Teatro Galleria di Legnano (Mi).

Se dovessi scegliere un brano della PFM da interpretare quale sarebbe e perché?
Le canzoni di PFM sono veramente tante, Impressioni di settembre, La carrozza di Hans… Quello che sto per dire può sembrare piuttosto banale, ma ha motivazioni profonde, se io dovessi cantare una canzone sarebbe Impressioni di settembre, sono un allievo diretto della penna di Mogol, quel testo porta anche la sua firma e come tutte le sue canzoni un po' mi appartiene. Inoltre è una canzone della mia infanzia che parla del mondo dell'equitazione, una mia grandissima passione, di viaggi a cavallo, di natura, di campagna, ma non solo. A casa, lo scorso inverno ho inciso per me stesso Impressioni di settembre, ma non dirlo a Premiata (ride ndr.).

Premiata Forneria Marconi prende il nome da una pasticceria frequentata da un ex componente del gruppo Mauro Pagani, anche tu hai un posto a cui sei particolarmente legato?
Un posto magico per me è un luogo che si chiama le Dune di Greg. Sono le dune della mia infanzia dove ricordo mio padre quando mi teneva appoggiato al petto e le onde mi ci sbattevano contro e lui mi alzava al cielo facendomi fare i cavalloni. E' il posto dove ancora, dopo tanti anni, vado al mare, un pezzo di spiaggia libera che prosegue divenendo pineta e successivamente proseguendo come campi. Un luogo che viene avvolto come in un abbraccio “stritolante” dal braccio incredibile della Ravenna industriale.

La PFM festeggia 45 anni di carriera e il loro tour italiano parte proprio qui da Bologna. Bologna con la via Emilia ha visto nascere grandi nomi del panorama musicale italiano, pensi che a volte questo venga un po' dimenticato?
Prima di tutto vorrei dire una cosa, sono molto contento della vittoria degli Stadio a Sanremo. La loro vittoria quest'anno è stata sicuramente molto importante e spero che questo possa restituire a Bologna la dignità di città della musica, perché non solo Milano e Roma lo sono. Lucio Dalla ha investito qui veramente molto e non solo lui e spesso lo si dimentica. Bologna è una grande città della musica e di conseguenza sono onorato di aprire la prima data del tour di PFM qui a Bologna. Per me è un sogno che si realizza e posso dire che veramente mi sento tanto tanto onorato.

PFM è una delle band italiane più conosciute al mondo e ha tradotto molti dei suoi pezzi in inglese. Pensi che questa lingua possa esprimere anche le tue canzoni o sei legato alla lingua italiana?
Premetto che quando io parlo in inglese sembro un po' Alberto Sordi in un Americano a Roma per capirci. Ho anche questa “s” romagnola di cui mi devo sbarazzare nella dizione in italiano dunque è meglio che eviti l'inglese. Premesso ciò devo dirti che sono comunque vicino a questa lingua per un semplice motivo, la scuola che ho fatto, quella di Mogol, mi ha insegnato a scrivere in italiano attraverso una scansione metrica di inglese maccheronico, un finto inglese che viene scalzato da sillabe tronche, piane, ecc. della lingua italiana, in quanto c'è una certa corrispondenza fonetica fra la trasposizione del testo in inglese con quello in italiano chiaramente con alcune difficoltà. Una lingua che mi affascina moltissimo è il francese, patria forse più felice per i cantautori.

I tempi sono notevolmente cambiati da quando è nata la PFM, pensi che i giovani abbiano più possibilità adesso o ne avessero di più in passato?
Bisogna chiedersi che cosa si intende per possibilità, è qualcosa che determina un momento o una carriera? Non è una domanda alla Marzullo eh… Mi spiego meglio, non ho nulla contro i reality, creo che sia importante parlare la lingua della gente, quindi, sono una buona possibilità, a patto che si rimanga se stessi. Reality e tv però sono pericolosi, perché, spesso quando non "funziona qualcosa" la carriera dell'artista ne risente profondamente, in alcuni casi irrimediabilmente. La parola chiave in questo caso credo sia: carriera. Personalmente credo sia meglio costruirsi una carriera attraverso il palco, i concerti e serate come questa, con il sudore del palco. Ho un grande timore reverenziale verso la televisione. La tv è, come diceva Umberto Eco, uno strumento che può essere anche molto pericoloso, dove un giorno sei a colori e un altro giorno sei in bianco e nero. Bisogna stare molto attenti, bisogna avere idee molto chiare. Non ambisco al successo di un giorno, ad essere una meteora, desidero costruire una carriera, per me questo è avere una possibilità.

Dunque ti ci vedi bene nei panni di un artista degli anni '70 con solo vinile e tour?
Tantissimo, basta vedere come mi vesto, sono profondamente legato a quel periodo musicale, non lo dico mai, ma sono cresciuto a PFM, Lucio Battisti, Ivan Graziani, Rino Gaetano, Lucio Dalla a tutta una leva di cantautori di un certo tipo anche se con tutte le differenze del caso. Quindi essere qui, a Bologna, e aprire PFM, per me è davvero un onore.

Cosa consiglieresti ad un giovane oggi che avresti consigliato anche a un giovane del passato che abbia il desiderio di iniziare una carriera musicale?
Io non sono nessuno per poter consigliare qualcosa a qualcuno, però credo e condivido le parole del poeta Rainer Maria Rilke in risposta al giovane Kappus alla domanda se pensava lui fosse un poeta… Leggetele se vi va.

Condivido anche io questo pensiero e mi sono permessa di riportare il testo tratto da “Lettere di un giovane poeta” di Rilke. Rilke alla domanda risponde: “Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v'è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell'ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza”.
Per me la musica è questo, come la vita, come l'amore, va fatta, vissuta di pancia, non posso aggiungere altro.

Il 19 marzo ti vedremo aprire un altro concerto della PFM al Teatro Galleria di Legnano (M), ma quando potremo vedere un tuo spettacolo?
Il 29 marzo a Parco Nord Bologna porterò "MALEDETTO CHANSONNIER!": Gregor Ferretti in #LaDivisione aritmeticaTour all'interno dello Psychiatric Circus. Per quell'occasione ci sarà un circo vero e proprio e non solo il mio piccolo circo itinerante che porto in giro insieme a Olindo l'elefante, al naso rosso e alle bolle di sapone. Ci saranno cose straordinarie, personaggi incredibili, invito tutti a venirle a vedere. Ne sono felice. Vi aspetto!


L'autore

Loredana Lanzoni

Nasce a S. Benedetto Val di Sambro (BO) nel 1972. Nel 2011 consegue la Laurea Magistrale in Economia e Management delle Imprese Cooperative e delle ONP.
Ha sempre lavorato in ambito amministrativo-contabile ma fin da piccola nutre la passione per lettura e la scrittura. Le piace ascoltare musica soprattutto italiana.
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