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Ritrovando il nome di Giacomo Triglia

"Per fare questo lavoro occorra serenità, a Cosenza l'ho trovata, grazie a un territorio attento, una cerchia di amici validi e alle patate mpacchiuse"

di Nadia Macrì - 21 novembre 2016
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Come regista debutta nel 2004 e da allora ha realizzato diversi corto e medio metraggi, premiati e menzionati in festival italiani ed esteri fino al Kansk Video Festival di Mosca.

Nel 2008 realizza i primi video musicali e lascia il suo bigliettino da visita con quelli di Brunori Sas (Come stai, Guardia 82, Rosa) e di Ettore Giuradei (La repubblica del sole, Strega). Non sono i classici video musicali, sono innovativi, freschi e colorati. Sono gli anni in cui la scena indipendente italiana diventa non solo la valida alternativa alla centrifuga musicale dei talent, ma l’unica possibile, e quindi la musica che ti piace non solo l’ascolti, ma cerchi anche di vederla.

Lui è Giacomo Triglia, filmmaker indipendente, laureato in arti visive all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria dove è stato anche docente di “Digital Video”. I suo video musicali raccontano storie oltre le note, con i particolari che spesso fanno da trama; diversi tra loro, eppure riconosci il suo stile. Ritrovi la sua firma in video di tanti artisti del nuovo giovane cantautorato italiano, bellissimo: Colapesce, Dimartino (tra cui quello realizzato con una innovativa tecnica di ripresa che vede protagonista il sensore di profondità Kinect della Xbox), Maria Antonietta, Joe Barbieri, Nicolò Carnesi.

Ma non solo, ha lavorato anche per Irene Grandi, Afterhours, Eugenio Finardi, Francesco Sarcina, Cristina Donà, Marina Rei, Simone Cristicchi, Simona Molinari, Gilberto Gil, recentemente ha firmato inoltre gli ultimi video degli Zero Assoluto, di Francesca Michielin e anche Qui si campa d’aria di Peppe Voltarelli che si è aggiudicato la Targa Tenco 2016 come miglior interprete di canzoni degli altri con l’Opera Voltarelli canta Profazio (quante eccellenze calabresi!).


Partiamo da lontano. Se negli anni '90 qualcuno ti avesse chiesto: ti piacerebbe fare il regista?
Negli anni '90 avevo 9 anni, giravo in bmx, giocavo a calcio 5 ore al giorno e guardavo l'Italia perdere ai rigori con l'Argentina, però dai primi anni del 2000 era già quello che volevo fare e mi dilettavo a girare cortometraggi con la mia prima videocamera comprata dai miei cari genitori che mi hanno sempre supportato in questo nonostante fossero semplici operai.

E come sei arrivato a fare questo mestiere?
Io credo che la passione mi sia venuta grazie a Enrico Ghezzi, ovviamente un minimo di predisposizione presumo ci debba essere, ma è grazie al suo “fuori orario” con il quale mi ritrovavo a svegliarmi di notte che è scattata la scintilla, senza internet era complicato riuscire a entrare in contatto con certi film, lui è stato il mio eroe di gioventù. Nel 2004 sono stato selezionato al Torino Film Festival con un cortometraggio fuori di testa la cui trama era “un ragazzo che suona la chitarra, suona il piano, balla il tip tap e alla fine tenta di suicidarsi”, ero il più giovane dei selezionati (nella mia categoria c'era Isabella Rossellini tra i tanti) e la cosa mi ha dato una carica enorme, da lì ho realizzato altri cortometraggi e partecipato a diversi festival (25ora di la7, Roma Film Festival etc), un giorno poi ho realizzato un video musicale per un mio caro amico, John Merrick, e ho capito che lavorare accostando musica e immagini era una cosa che adoravo, trasferitomi a Cosenza nel 2009 ho proposto a Dario Brunori, conosciuto quell'estate a un festival fotografico organizzato da me in provincia di Reggio Calabria, di realizzare un video per il suo nuovo progetto musicale, Brunori Sas, abbiamo fatto il video di Come Stai, da lì per me è partito tutto in fretta ed in modo automatico, ho iniziato ad avere richieste da altri artisti e non mi sono più fermato.

Hai lavorato fra gli altri con Irene Grandi, Francesca Michielin, Afterhours, Brunori Sas, Zero Assoluto, Eugenio Finardi, Francesco Sarcina, Simone Cristicchi, Simona Molinari, Gilberto Gil, Joe Barbieri: sul set i cantanti riescono tutti a diventare attori?
Chi più chi meno (sorride ndr.), ma comunque si tratta di artisti abituati a lavorare con la propria immagine quindi non ho mai avuto difficoltà.

Sarebbe stato un problema per te la difficoltà di qualche artista di calarsi in un ruolo specifico?
Io sono molto pratico, avrei di sicuro trovato al volo una soluzione alternativa.

E tu quanto ti lasci ispirare dalla musica?
Beh diciamo sarebbe abbastanza grave se non mi ispirassi totalmente alla musica quando scrivo un nuovo video, ne ascolto anche tanta, è un lavoro nato dalla passione quindi per me è un processo del tutto naturale.

C’è una colonna sonora che potrebbe essere perfetta per il film della tua vita?
A me piace l'unione di diversi generi musicali distanti anni luce tra di loro, e sono le cose che ascolto d'altronde, se mai dovessi realizzare un lungometraggio credo mi piacerebbe accostare i Suicide con Viola Valentino, i Can con Gino Paoli ad esempio.

Nei tuoi lavori spesso c’è la collaborazione anche dell’arte preziosa di Mirella Nania, tua moglie. La forza dell’amore o dell’illustrazioni?
Beh sul lavoro sono abbastanza rompiballe ed esigente, quindi se collaboro con lei è per pura meritocrazia, non ci sono conflitti di interesse (sorride ndr.).

Viviamo nel tempo della velocità e i classici principi azzurri hanno perso smalto nelle versioni cinematografiche, eppure spesso basta il tempo di una canzone per raccontare intere storie d’amore, è così?
Le rare storie d'amore nei miei lavori sono abbastanza strane a dire il vero, però sì, il video musicale ti permette di raccontare tanto in poco tempo e per uno che ha tanta fame di esprimersi è il top.

Per i tuoi video è quasi normale ormai superare un milione di visualizzazione. Che effetto fa?
Ovviamente è merito degli artisti per i quali i video li realizzo, è abbastanza facile raggiungere milioni di visualizzazioni se gli artisti sono major quindi è relativamente normale diciamo, però ovviamente vedere alcuni video raggiungere 30 milioni di views come quelli della Michielin non può farmi che piacere.

Quanto c’è ancora da fare però per dare il giusto riconoscimento ai registi dei video musicali come accade nei film cinematografici?
Per assurdo credo sia più facile dare merito ai registi dei video musicali rispetto a quelli cinematografici esordienti, lavorando con la musica hai già un pubblico legato all'artista pronto a vedere quello che hai realizzato, giri il web, vai in tv, con il cinema è diverso, salvo tu non riesca a fare il botto il pubblico dei festival è un pubblico di nicchia e decisamente minore rispetto a quello del mainstream musicale, ovviamente il sogno è il cinema come non ammetterlo!

Spesso nei video che realizzi c’è anche un valore aggiunto: la tua (la nostra) terra, la Calabria. Se ne sono accorti i nostri governanti di questa forma di vera promozione del territorio?
Sì dai, fin dall'inizio i miei interlocutori si sono dimostrati super disponibili quando ho chiesto permessi per location etc., cosa da non sottovalutare perché non è così immediata come si pensi nel resto d'Italia.

E perché hai deciso di restare? Non era più semplice avere per te uno studio nei palazzi musicali di Milano per esempio?
Con il tempo che impiego per spostarmi in macchina a Milano faccio prima a prendere un aereo da Lamezia, l'aeroporto è il mio secondo ufficio oramai... Scherzi a parte credo che per fare questo lavoro occorra serenità, a Cosenza l'ho trovata, grazie a un territorio attento, una cerchia di amici validi e alle patate mpacchiuse, poi considerando che non mi fermo da tre anni il solo pensiero di lavorare di più vivendo a Milano mi terrorizza.

In chiusura una domanda semi-seria, sappiamo che con Brunori ti lega anche una bella amicizia, glielo dici tu che non vediamo lìora che esca il suo nuovo disco?
Il disco di Brunori è già bello pronto ed è meraviglioso! Siamo già all'opera per delle sorprese!


Afterhours - Non Voglio Ritrovare Il Tuo Nome
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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