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Intervista | Maria Totaro, produttrice dell'etichetta discografica MM LINE PRODUCTION RECORDS

"Oggi tutti cantano e tutti vogliono il successo, non si dovrebbe pensare ad una meta così alta".

di Nadia Macrì - 2 febbraio 2017
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Maria Totaro è Project Manager e Produttrice discografica della nota casa di produzione MM LINE PRODUCTION RECORDS, che non è soltanto un’etichetta, ma soprattutto un’accademia ad alta formazione per lo spettacolo che si avvale della grande esperienza e creatività di professionisti del settore, da Anthony e Vittorio Conte a Fulvio Tomaino, noto vocal coach, corista RAI e Direttore del circuito scuole “La Voce”.

Gli allievi attraverso un percorso formativo di laboratori incentrati sul “Song Writing” per la scrittura della musica e del testo e i laboratori di “Stile e Tecnica Vocale” arrivano a concretizzare un proprio progetto autentico che la MM LINE fa ascoltare ai dirigenti delle più importanti Major discografiche e ai direttori artistici delle radio più importanti a livello nazionale.

Abbiamo raggiunto Maria Totaro, che si è raccontata esponendo questa bella realtà che permette ai giovani di confrontarsi col mondo musicale muovendo i primi passi nella discografia.


Lei ha coniugato la discografia con l’accademia. Ci racconta come è nata di questa idea che sembra geniale?
Questa idea è nata tre anni fa insieme al mio collega, il grande produttore Piero Calabrese scomparso nove mesi fa,  l'idea del connubio ci sembrava un'idea geniale per preparare i nostri artisti/allievi alla discografia.
Dalla presenza scenica allo studio e tecnica, della voce con il vocal coach  Fulvio Tomaino, alla scrittura dei propri inediti nostro punto di forza.
Mi arrivano tantissimi ragazzi molto impreparati e con lacune nella scrittura. Questa è l'unione che si è voluta fare, anche se molti si spaventano quando sentono la parola didattica.

Ma da sempre ha avuto un'attenzione particolare verso quel delicato e anche rischioso settore degli emergenti?
Sì da sempre da quando ero ragazza fino a diventare madre e crescere mio figlio, un artista emergente. La difficoltà avuta con lui mi ha portato a riflettere e decidere di  voler seguire e produrre solo ed esclusivamente gli artisti emergente.
Devo dire che non è rischioso come può sembrare, forse incosciente è la parola giusta, bisogna essere un po' folli e incoscienti nel senso buono, il coraggio è la chiave di tutto.

Qual è lo scoglio più grande per un giovane cantante?
Se stessi. Lo scoglio più grande sono se stessi. Oggi tutti cantano e tutti vogliono il successo, non si dovrebbe pensare ad una meta così alta.
Dovrebbero incamminarsi, privarsi di un iPhone 7 e pagarsi gli studi. Dovrebbero studiare di più e non cercare disperatamente di arrivare ad un talent senza fondamenta solo perché si ha un inedito, un video e vinto mille concorsi. Non funziona così.

Il nostro Paese è in crisi da anni ormai e l'arte ne ha risentito parecchio, ma esiste parallelamente una crisi anche negli artisti che privilegiano album di cover alla sperimentazione. Ci sarà una forza nuova che darà linfa alla discografia italiana o anche la discografia dipenderà dai talent?
Per adesso per come la penso io le cose cambieranno, non c'entra la crisi nel nostro paese con la musica, la musica c'è sempre stata crisi o non crisi. Privilegiare le cover alla sperimentazione, io credo sia un giocare facile.
I talent per ora sono una vetrina importante. È stato sempre difficile anche quando non esistevano i talent diciamocela. I ragazzi di oggi non lo sanno ma io che ci sono passata non era per nulla facile farsi ascoltare ed emergere. Non è cambiato nulla. Bisogna essere originali, non seguire la massa e osare di più perché non si ha nulla da perdere e la musica ti da sempre una seconda o addirittura una terza opportunità.

Ma il mondo della musica, fatto di palchi, di festival e anche di programma televisivi, per chi lo vive da dentro, con le mani in pasta, ha quello stesso fascino che ha per chi la musica l’ascolta e basta?
Forse anche di più. Chi come me sceglie di fare questo lavoro lo fa soprattutto per passione. Un palco visto da dietro le quinte è meraviglioso. Vedere il proprio artista in tv è emozionante. Non è tutto rose e fiori, ma io non potrei fare a meno di tutto questo.

E c'è una canzone chiave nella sua vita, quella che la rispecchia e la racconta un po'?
Ci sono tante canzoni che mi raccontano che mi hanno portata a voler fare questo lavoro che mi hanno seguita fin da ragazza.
Canzoni che raccontano tragedie e gioie. Ho sempre amato la musica straniera da Alan Parson agli Spandau Ballet, fino a che conobbi un gruppo emergente italiano.
La mia canzone: Amore nei ricordi della bottega dell'arte. Ora i miei ragazzi mi prenderanno in giro ma va bene!

Invece fra gli artisti della sua etichetta chi ci suggerisce di ascoltare?
Visto che è in tv nel programma di AMICI suggerisco di ascoltare Thomas. Ma ho tanti emergenti molto bravi che sto cercando di far uscire allo scoperto. Ce la farò!

Ma ripaga il suo lavoro? O costa soprattutto una grande dose di coraggio?
Ripaga… un parolone. Ci vuole tanto coraggio.

Io intervisto generalmente cantanti e concludo le mie interviste con sempre la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita e perché... posso fare questa domanda anche ad una Project Manager e Produttrice discografica?
Ahaha questa è proprio difficile, ci provo!
Il LA perché è in tutte le canzoni che ho nel mio cuore.


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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