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Bruno Santori, il maestro d'orchestra che riduce le distanze

L'album Jazz&Remo Il Festival è un omaggio alla grande tradizione musicale sanremese in chiave jazz

di Nadia Macrì - 24 aprile 2017
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La redazione di Fratelli d'Arte Magazine è in festa per aver raggiunto un traguardo importante con ben un milione di visite al giornale, e non c'è modo più significativo che festeggiare dando la parola al nostro presidente onorario Bruno Santori. Musicista, pianista, direttore d’orchestra, arrangiatore e compositore italiano. È stato il direttore stabile e artistico dell’“Orchestra Sinfonica di Sanremo”, della “Sanremo Festival Orchestra”, direttore artistico di “Area Sanremo” e direttore artistico di “Omnia Orchestra”, oltre che direttore di numerose e importanti orchestre nazionali e internazionali. Nel 2009 viene nominato Direttore Musicale della 59° edizione del Festival di Sanremo, a fianco di Paolo Bonolis. Attualmente è direttore artistico dell’“Orchestra Filarmonica Italiana. Evolution” e direttore musicale di “Radio Italia Live: il concerto”. Dopo la recente performance del 17 marzo 2017 al Mediterranean Conference Centre di Malta in occasione del Mediterranean Tourism Gala Awards, il ministro del turismo dell’isola, Dr. Edward Zammit Lewis, gli ha conferito il titolo di “Tourism Anbassador of Malta”.

Creatività e genialità sono gli elementi di ogni suo progetto, presenti anche nell'ultimo progetto discografico Jazz&Remo il Festival, nato dalla volontà di accorciare le distanze tra due generi musicali (jazz e pop).
Questa la tracklist del disco che rielabora in chiave jazz i più grandi successi della kermesse: E non finisce mica il cielo; Quello che le donne non dicono; E poi; Cambiare; Ancora; Adesso tu; Luce; Vacanze Romane; Il cuore è uno zingaro; Volare; Le mille bolle blu.

Prodotto da Bruno Santori e Zenart, pubblicato da Solomusicaitaliana (etichetta discografica di Radio Italia) e distribuito da Sony Music, il disco vede la partecipazione di Fabio Crespiatico (basso elettrico), docente di basso elettrico ad indirizzo pop presso il conservatorio "A. Boito" di Parma; Stefano Bertoli (batteria) che ha suonato tra gli altri con Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia ed è docente di batteria jazz presso il conservatorio "L. Marenzio" di Brescia e Giulia Pugliese (voce) giovane scoperta che nel 2015 ha partecipato a “The Voice of Italy”.

Bruno Santori presenterà live Jazz&Remo il Festival nel corso del Kaz Jazz Fest 2017 che si terrà tra il 7 e il 17 settembre a Bodrum (Turchia) e il 14 ottobre durante il Candle Festival di Birgu a Malta.


Partiamo dall’album Jazz&Remo Il Festival. Un omaggio alla grande tradizione musicale sanremese alla quale sei molto legato?
Inutile negare che il Festival sia stato l'elemento di maggiore visibilità della mia carriera musicale e professionale, anche se in realtà io sono un musicista classico che da sempre fa il direttore e arrangiatore anche nella musica pop. In questo caso il Festival lo prendo in prestito per trasportarlo nelle sonorità jazz.

Con quali criteri sono state scelte le canzoni?
I brani con i quali sono partito sono almeno una quarantina, ma poi la scelta si è composta da sé, nel senso che gli undici che fanno parte del disco sono quelli che in fine ci sono sembrati i migliori da mettere in chiave jazz.

Negli arrangiamenti dell'album il jazz strizza l'occhio al pop o è il contrario?
Più che altro ho tenuto sempre alto il valore della canzone originale, ovvero mi sono profondamente impegnato affinché questa non perdesse l'aspetto popolare e di popolarità che ognuno di questi grandi brani porta in sé.

Ma tornando al tuo Festival con Paolo Bonolis, pensi che ci potrebbe essere un ritorno?
Onestamente non ci penso, se dovesse comunque avvenire proverei a non ripetermi e cercherei nuove sfide e nuove frontiere da raggiungere ma non dimentichiamoci che il Festival non lo faccio io e nel caso sarei sempre e solo parte di un progetto che al momento neppure posso immaginare.

Intanto stai lavorando a due importanti appuntamenti con Radio Italia Live: il concerto. I cantanti come vivono il Live con l'orchestra?
Il Live spaventa sempre tutti me compreso, ma è anche molto coinvolgente ed eccitante in ogni sua forma ed espressione. Gli artisti nella fase della prova sono sempre molto attenti ed esigenti ma noi ormai siamo rodati e ben organizzati e anche se le prove avvengono in piazza e i tempi sono strettissimi la macchina anche quest'anno è pronta per far sentire il rombo dei suoi potenti motori.  

E dalla tua esperienza, gli artisti quanto conoscono invece la musica?
Onestamente l'artista viene per esprimere la musica a suo modo e chi deve conoscere bene la musica siamo noi che ci poniamo al suo servizio provando a comprenderne subito le esigenze e parlando tra di noi con il linguaggio della musica che se condiviso rende subito risolvibili anche i problemi più grandi evitando tensioni che non possiamo permetterci in questo evento così complesso e articolato.

Considerando le poche nuove belle proposte che trovano spazio e riconoscimenti sembra che si soffra ormai in modo cronico di un calo costante di nuovi cantautori, è così?
Il cantautore fa parte di un'epoca che ricordiamo con affetto e nostalgia, ma penso che attualmente i nuovi cantautori siano i rapper per cui poniamoci in questa nuova ottica e forse di un problema ne faremo un'occasione.

Che ruolo possono avere i direttori d'orchestra nel panorama musicale italiano?
Prima di parlare del direttore d'orchestra va capito cosa questo deve realizzare nella sua posizione e di cosa si deve occupare.
Per quanto riguarda la musica pop di certo è più importante l'aspetto dell'arrangiatore, che si pone di fronte all'orchestra richiedendo che le sonorità della scrittura musicale del brano siano realizzate e rispettate. Poi si aggiunge la mansione del direttore d'orchestra che dovrebbe porre il proprio gesto e la propria conoscenza, della partitura e della strumentazione nonché delle specifiche sezioni orchestrali ,al servizio del migliore risultato di esecuzione.

E allargando lo sguardo oltre l'Italia il quadro cambia?
Il quadro cambia per ogni nazione, ma attualmente la rete sta dando spazio anche in questa nostra musica verso una unificazione dei suoni e dei modi di realizzarla.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita?
Il SI perché sono e resto una persona positiva, oltre che ancora carica di grandi e buone speranze.


JAZZ&REMO IL FESTIVAL - Live Dalmine
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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