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Eugenio Bennato: il fisico della musica

"La musica è un elemento di comunicazione, un elemento che avvicina etnie diverse, e questa è la mia musica, è un elemento che supera barriere"

di Nadia Macrì - 13 settembre 2017
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Siamo in Calabria, precisamente a Taurianova, paese del reggino sobbalzato la settimana scorsa sui vari telegiornali per il gravissimo attentato dinamitardo che ha distrutto l'auto di famiglia del sindaco del paese. Siamo nella piazza centrale di Taurianova nei giorni della festa patronale. Siamo con quella Calabria che non lascia solo il sindaco Fabio Scionti, ma si arrotola le maniche e si impegna per costruire nella legalità un futuro migliore. In questo contesto che ci scuote e ci interroga si mescola e ci cattura il concerto di Eugenio Bennato, artista della scuola di cantautori napoletana assieme ai due fratelli Edoardo e Giorgio, a Pino Daniele, a Tony Esposito. Artista che ha raccontato la storia del nostro Paese e di tutto il Mediterraneo attraverso la Nuova Compagnia di Canto Popolare, i Musicanova e il movimento Taranta Power. Ritmica trascinante, ricchezza di suoni che traggono spunto dalla tradizione popolare e portano non solo alla necessità di muoversi, ma alla voglia di vivere, di comunicare, di abbattere le barriere geografiche e culturali. Un palco carico di artisti e musicisti. Sorrisi veri, lingue diverse. Tante le corde, strumenti di oggi e di ieri, quasi ad unire non solo la musica con le parole, non solo la tradizione con l'attualità, ma il battito del ritmo col battito del cuore. Canzoni da cantare e da ballare, aspettando il nuovo album previsto ad autunno.

E' appena iniziata la scuola e i liceali avrebbero potuto averlo come prof. di fisica, ma Eugenio Bennato ha scelto una formula vincente ed il risultato è un pubblico che non smette di applaudire e ringraziare.


Partiamo da lontano. Tre fratelli d'Arte, il talento è nel dna, ma quando hai pensato per la prima volta che il tuo futuro sarebbe stato nella musica?
Quando ho scritto la mia prima colonna sonora, perché era un lavoro su commissione che ha un aspetto di mestiere e di professionalità che va al di là del salire sul palco ed essere personaggio che attira pubblico, perché salire sul palco è un'attività rischiosa e tanti miei colleghi hanno avuto momenti di grande successo ma brevi, invece scrivere musica per immagini è un vero lavoro artigianale. Io feci lo sceneggiato televisivo L'eredità della priora  (ambientato in Basilicata durante il periodo del brigantaggio postunitario, andato in onda su Rai Uno nel 1980 ndr.) in cui insieme a Carlo D'Angiò scrivemmo Brigante se more,  il riscontro fu molto forte e quindi pensai che forse avrei potuto passare la mia vita facendo il musicista per professione.
Pensa che io sono laureato in fisica e avrei potuto fare l'insegnate di fisica o il ricercatore, faccio il ricercatore nel campo dell'arte. 

Abbiamo il titolo dell'intervista! Il fisico della musica. In effetti hai ricercato tanto e sperimentato, a partire da Musicanova. Come guardi adesso quell'esperienza che hai condiviso con tanti artisti oggi pilastri della musica di qualità.
Io vorrei aggiungere una cosa. Al di là dei componenti che sono Teresa De Sio, Tony Esposito, Gigi De Rienzo, Bob Fix e Pippo Cerciello, mi ricordo che il nostro più accanito seguace era Pino Daniele il quale veniva silenziosamente dietro al palco e ascoltava. E devo dire che nella prima produzione del grande Pino c'è un'influenza di Musicanova.
Quindi oggi rivedo quel percorso come il percorso di alcuni ragazzi che stavano avanti una ventina di anni. Oggi invece quell'esperienza è il punto di partenza di tutta un'esplosione di un mondo che coinvolge il sud d'Italia e tutta l'Italia.

Ma cosa manca alla taranta per rappresentare la nostra cultura come fa il flamenco in Spagna?
Non manca nulla, necessitano gli artisti. Il flamenco è esploso perché è un mondo straordinario, così come è un mondo straordinario la tarantella calabrese o il canto a dispetto o la pizzica o la tammurriata, ma per vivere hanno bisogno di grandi interpreti, grandi artisti. Il flamenco è esploso perché ha avuto grandi interpreti, ma grandi interpreti a livello di creatività e tecnica. Potrei dire che in Calabria passano ancora inosservati o non ricevano i meriti che gli spettano Francesco Loccisano, che è il più grande chitarrista di chitarra battente, Mujura, Fabio Macagnino. Personaggi che stanno andando nel futuro con questa musica.

Hai citato Mujura che ha vinto l'anno scorso il concorso Musica contro le Mafie (il nuovo bando qui: www.musicacontrolemafie.it/8edizione). Taurianova ha vissuto un momento molto difficile e triste qualche giorno fa, secondo te la musica può dare un contributo contro la cultura mafiosa?
La musica può come il teatro, come la capacità di abnegazione che si contrappone all'appiattimento televisivo, però non vorrei fare discorsi retorici. La mafia è una piaga e va fronteggiata con tanti mezzi, ma sicuramente la musica è un elemento di comunicazione, un elemento che avvicina etnie diverse, e questa è la mia musica, è un elemento che supera barriere, però più di tanto non può fare se non creare aggregazione. Indubbiamente Woodstock  ha segnato una tappa nella storia del mondo.

Tornando alla tua musica spesso c'è una bella contrapposizione tra la ritmica e la melodia con cui vesti le sonorità e poi in questo crescendo di suoni fai entrare le parole giuste. Qual è il tuo rapporto con le parole e con il loro peso specifico di simbolo?
E' una domanda molto tecnica, ma evitando di atteggiarmi troppoi ti rispondo in maniera tecnica.
E' la musicalità delle parole.
Faccio un esempio. Quando io dico "ommo se nasce brigante se more" dico delle parole che sono scoppiettanti, un'immagine forte che nasce con la musicalità, perché sono parole musicali e alla fine ti ritrovi un significato forte.
Te ne dico un'altra. "Che il Meditteraneo sia", si poteva dire "evviva il Mediterraneo di pace", invece dico "che il Meditterraneo sia" perché mi colpisce la musicalità di questo verso, di questa metrica.
Ti faccio ancora un altro esempio. Devo parlare di un brigante, devo raccontare il ritratto, la storia di un brigante. Potrei citare Carmine Crocco, però Carmine Crocco è difficile da dire, mentre invece se dico Ninco Nanco arriva immediatamente. Ninco Nanco è il nome di un personaggio di un musical, "Ninco Nanco deve morire" è la frase vincente.
Bisogna sempre partire dalla musicalità delle parole, poi si dice il resto.

In chiusura la mia solita domanda semi-seria con la quale concludo le interviste. Hai una nota musicale preferita?
Non mi ha mai fatto nessuno questa domanda! La mia nota musicale preferita è il SI naturale.

Ci dici il perché?
Perché partendo dalla nota fondamentale che è il DO, il SIb insieme al DO va a formare un accordo che si chiama DO7  - DO MI SOL SIb che va a sconvolgere le regole di una certa armonia e ci porta nel Sud America, nel Brasile e loro hanno inventato le trasgressioni, le dissonanze. Il SIb è la prima trasgressione del DO che ti porta quella capacità dell'armonia di esprimere sospensione, mistero e futuro.


Ed ecco che torna la fisica in questa risposta! Musica Maestro e che il Mediterraneo sia!


Eugenio Bennato - Eugenia e Hajar (Official Video)
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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