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Album: Togliamoci la voglia
Artista: Giulia Luzi

Una recensione oltre il tempo, e non solo di un CD.

di Nadia Macrì - 1 febbraio 2018
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Togliamoci la voglia è il titolo del nuovo album di Giulia Luzi pubblicato il 10 febbraio 2017, per Madli Records, in contemporanea alla 67esima edizione del Festival di Sanremo che l’ha vista in gara tra i Campioni insieme a Raige con l’omonimo brano.

Realizzare questo disco è stata una delle esperienze più coinvolgenti avute finora – spiega Giulia-. Era tanto che desideravo farlo e tutte quelle ore in sala d’incisione sono servite a capire come la mia voce in questi anni sia maturata insieme a me. Ho cercato di “dar retta alla pancia” più che pensare alla tecnica, concentrandomi tanto su quello che stavo raccontando... ammetto che non è stato difficile! Tutti i pezzi mi rappresentano, anche quelli che non ho scritto personalmente, perché raccontano, a modo loro, un lato della mia personalità e della Giulia che sono oggi.”

Il giornalismo è fatto di notizie del giorno che già la sera sono scadute, al contrario della musica che resta eterna oltre la durata di un cd, però non posso partire per la 68esima edizione del Festival senza avere scritto di un album dell’anno scorso che è stato per lungo tempo sulla mia scrivania, che mi ha accompagnato durante molti viaggi, ma che non iniziavo mai a recensire perché quando racconti la musica, racconti te stessa attraverso le canzoni, ed io per un po' ho preferito tacere. A meno che non si faccia uno studio tecnico le recensioni sono opinioni personali cariche di emozioni che non possono essere ostaggio di voti e numeri. Una canzone non ti lascia sempre allo stesso punto, se lo fa è perchè tu sei fermo allo stesso punto e allora eccomi a scrivere di questo album nella sezione del Magazine in cui presentiamo ai lettori di Fratelli d’Arte i lavori discografici che ci hanno affascinato, esaminando le atmosfere che i pezzi creano, rapportandole ad altre forme artistiche e non con una sorta del gioco “se fosse”…sicuri che la musica è!


Artista: Giulia Luzi. Doppiatrice, attrice di fiction e protagonista dello spettacolo “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo” di David Zard e a pochi giorni della sua morte non posso che ricordarlo.

Titolo: Togliamoci la voglia.

Copertina:  Uno scatto, uno sguardo. È lei nonostante qualche ciocca di capelli bionda di troppo. È lei ed la dimensione del carattere con cui è scritto il suo nome sottolinea che più che mai c’è Giulia in questo lavoro discografico.

Provo a raccontarvelo traccia per traccia, sapendo che la musica che scelgo è quella che alla fine racconta anche me, meglio di un vecchio diario segreto...

Togliamoci la voglia feat. Reige«Di capire che la casa è qualcuno che ti aspetta». Apre l’album la  titletrack composta dallo stesso rapper piemontese con Zibba, Antonio Iammarino e Luca Chiaravalli e le varie firme si mescolano in un testo che chiaramente racconta la voglia di sesso, ma nasconde fra versi carichi di impetuosità, la dolcezza che diventa quell'atto quando non è sesso, ma è fare l’amore. Tra pop, rap ed elettronica le voci si sovrappongono perfettamente mantenendo ciascuna il proprio colore. Un bel gioco di voci, ma per sentire la voce di Giulia bisogna andare avanti col disco. E se fosse stata in un Sanremo senza eliminazioni?

Un abbraccio al sole. «Ma la vita che cos'è / un abbraccio al sole / ogni istante lascerà segni sulla pelle / e in un attimo ci sfugge / catturiamola in quel battito di eterno fra di noi». Primo singolo dell’album pubblicato a giugno del 2016, un brano dalle sonorità elettro-pop che vede Giulia in veste di autrice oltre che di interprete. Un ritornello molto forte, che cantato da Emma o forse anche Francesca Michielin avrebbe conquistato tutti, non perché lo avrebbero cantato meglio, ma solo perché le radio l’avrebbero trasmesso molto di più. Se fosse un oggetto sarebbe una clessidra.

Paracadute. «Tu che parlavi mentre io sceglievo ogni parola». Quarto singolo dai ritmi più morbidi in cui, quasi in una dimensione cinematografica, Giulia canta quella bella ostinazione che dopo le sofferenze fa rialzare. Ciò che ci ha ferito diventa la nostra forza. C’è un desiderio di libertà, di volo…in caduta libera, perché capita che chi avrebbe dovuto amarci invece di liberarci ci ha imprigionato, ci ha paralizzato ed è in quel momento che dobbiamo usare quella caduta per volare, un po’ come quando si fa un passo indietro ma solo per prendere la rincorsa. Se fosse una strada sarebbe dentro le cose.

N.D.M. (Non disseti mai) feat. Clementino. «E di certo non so dirti quello che non so / se ti vedo poi mi aspetto che non sbagli, no / già a siconda puntata, passa n'ata jurnata...». La preziosa collaborazione di Clementino regala un rap più caldo e perfino partenopeo fra mancanza, assenza. Lasciarsi amare non è semplice, ma bisogna recuperare sempre un contatto col presente. E se fosse stato questo il duetto di Sanremo?

Viversi in un attimo. «Sarebbe facile dimenticare / forse è più facile dimenticarsi / fermare il tempo non è possibile / ma ad ogni passo resti immobile». Secondo singolo pubblicato nel novembre 2016 e torna l’elettro-pop e la sensualità. Marcatamente elettro-pop, marcatamente sensuale. Perché? Se fosse una stagione sarebbe l’autunno che sa di primavera.

Chi c’è. «Anche il dolore non brucerà e sembrerà un raggio di sole se un vecchio amore ritornerà». Una ballat fra un crescendo di musica e rabbia. Acuti con un filo di voce perché la speranza non fa urlare, esplode poi invece la consapevolezza che alle nostre domande non sempre c’è una risposta, non sempre c’è un nome. Se fosse un aggettivo sarebbe possessivo.

Mi perdo spesso. «A volte non ci serve avere un tempo per sbagliare / un giorno per ricominciare e per lasciarsi andare / io che a lasciarmi andare non ho provato mai». Un brano che fa apprezzare la vocalità, la grinta e la dolcezza di Giulia in questa confessione pop, sincera e matura.  A volte basterebbe solo una carezza, una flessibilità assolutamente necessaria eppure noi ci affezioniamo alle nostre sintesi, grigie. Perché non è tutto nero il dolore. Se fosse un messaggio su whatsApp non avrebbe le spunte blu.

Come la neve. «A volte sai la confusione rimette tutto in ordine / perché l'amore forse è tutto qui / ma non lo so spiegare». Un brano che stuzzica la club music racconta le paure mascherate degli errori. A volte. Ritorna spesso nelle varie canzoni questo a volte, questa voglia di raccontarsi, ma poi farsi coprire dalla neve.  Se fosse una distanza sarebbe quella di un abbraccio.

C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rollings Stones feat. Raige. «Cantava viva la libertà ma ricevette una lettera». Un brano di Morandi per quella che era la serata delle cover dell’ultimo Festival targato Conti, anche se poi, per colpa di un amaro ballottaggio, ci è toccato ascoltarlo solo nel cd.  Una versione completamente stravolta nella struttura e nell’arrangiamento rispetto all’originale, che mette in risalto sia le qualità vocali di Giulia, allo stesso tempo delicate e graffianti, ma anche le doti autorali di Raige. Se fosse una parola sarebbe tataratatata.

La notte (Stimola i sensi). «Ma resta il vuoto di ogni giorno che ho passato ad aspettare le parole che non ho saputo dire». Torna l’amore che non è sempre sinonimo di felicità, torna fra i tasti bianchi e neri di un pianoforte che consola e poi si confonde come i pensieri, i profumi, le parole. Se fosse una città sarebbe Praga, custode di pregiate architetture e di innumerevoli piazzette romantiche, il sogno di pietra, eppure non lontanissima da Verona.

Cullami. «E ancora domani ci proverò ancora / rialzarmi e cadere rialzarmi e capire / che forse non serve fuggire lontano / se viaggi col cuore legata ad un uomo». Una richiesta,  quasi un dolce imperativo che racchiude con delicatezza ciò che si è patito, ma che ora dà le parole per raccontarsi con una meravigliosa fragilità e una chiusura dolcemente disarmante. Se fosse un colore sarebbe il giallo, giallo amore.

Non Je Ne Regrette Rien. «Balayé les amours avec leurs trémolos / balayé pour toujours / Je reparts à zéro» (Rimossi gli amori e tutti i loro tremoli dimenticati per sempre. Riparto da zero).Un brano che ha un valore aggiunto perché canta Giulia, non imitando Édith Piaf. Brano del 1956 eppure una perfetta sintesi dell’album. L’imitazione dell'artista francese durante la fortunata partecipazione di Giulia Luzi alla trasmissione televisiva “Tale e Quale Show” ha fatto commuovere molta gente per la pronuncia perfetta, il vibrato e il controllo della voce, la sua interpretazione molta di più. Una chiusura dell’album che è un omaggio, un ricordo, un regalo, anche a noi. Se fosse... no, la musica è.


Tracklist: 

  1. Togliamoci la voglia feat. Reige
  2. Un abbraccio al sole
  3. Paracadute
  4. N.D.M. (Non disseti mai) feat. Clementino
  5. Viversi in un attimo
  6. Chi c’è
  7. Mi perdo spesso
  8. Come la neve
  9. C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rollings Stones feat. Raige
  10. La notte (Stimola i sensi)
  11. Cullami
  12. Non Je ne Regrette Rien

Pubblicazione:  10 febbraio 2017.

Label: Madli Records e distribuito da Believe Digital.


... e se fosse un disco? La produzione artistica è di Roberto Cardelli, già al fianco, tra gli altri, di Emma, Moro, Ferro, Meta, Amoroso, Ferreri, Nesli, Patty Pravo e… Luzi. Che anche se dopo già 330 repliche e una tournée internazionale di 3 anni, riprenderà le vesti di Giuletta, è lei. Giulia.


Giulia Luzi - Paracadute (Official Video)
1
Giulia Luzi - Un Abbraccio Al Sole (Official video)
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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