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AscoltanDoSi.
Fra il Do dei Neodea e il Si di Carolina da Siena

Il sesto appuntamento vede un confronto tra forza, poesia e lingua italiana

di Alessia Vanìa - 7 settembre 2015
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Il mondo di AscoltanDoSi apre le porte ad un confronto “strong” tra suoni e musica all’insegna del rock!
Chi si confronta a suon di ascolti e parole sono i Neodea la “band di Seattle nata in Italia” e Carolina da Siena cantautrice pugliese fresca vincitrice della sesta edizione del Festival Lucano “Frequenze Mediterranee”.
Sono proprio le sonorità e un modo di intendere e concepire le parole all’interno dei brani che ci hanno colpito e spinto a questo confronto che trova punti in comune nel suono mai scontato e una capacità indubbia che appartiene ad entrambi, nel saper ben suonare e ben creare con spirito ed inventiva.
La band lombarda ci riporta al rock ben realizzato dove regnano riff eleganti e sezioni ritmiche potenti i cui testi si sposano con attenzione e cura dei particolari all’interno del tappeto musicale.
In Carolina da Siena c’è un’interiorità esplosiva che colpisce per l’attenzione dei testi sempre ricercati ed evocativi che si alternano ora a momenti di musica scarna e rabbiosa ora a sonorità più dolci e malinconiche.
I Neodea e Carolina da Siena scrivono i loro testi in italiano, una scelta vincente che permette di cogliere sfumature di linguaggi ricercati e mai banali.
Le tematiche rappresentate in musica traggono ispirazione dalla realtà quotidiana: scrivo ciò che “sento” e suono ciò che vedo.


Carolina da Siena intervista i Neodea

Ciao ragazzi, qui Carolina! Innanzitutto complimenti per il vostro progetto e le vostre canzoni che ho ascoltato con molto piacere. Ho captato molteplici influenze nella parte musicale (io ci ho sentito, per dire, anche un po' di Metallica e Alice in Chains) che rendono i brani particolari, e quindi mi domandavo quanto dei vostri gusti musicali ci fosse nei vostri pezzi.
Ciao! Grazie mille per il complimento! Di sicuro hai buon orecchio! Diciamo che hai inquadrato molto bene (per non dire alla perfezione) il nostro background. Come per la maggior parte delle band, il nostro sound si rifà tanto a quello che maggiormente ci ha colpito e ci è piaciuto nel panorama musicale. Amiamo il rock in tutte le sue sfaccettature e gli anni novanta sono un trait d'union che ci lega e ci ha accompagnato in tutti questi anni. Di certo crescendo si evolve, ma le radici rimangono ben salde.

C'è un qualche fil rouge a legare le vostre canzoni?
Ogni canzone racconta quello che siamo e quello che viviamo. Sono il nostro semplice punto di vista, espresso in musica e parole, su quella che è la quotidianità. Quello che ci capita o che ci colpisce viene riportato nei nostri testi e nelle nostre musiche seguendo i nostri stati d'animo.

Nei vostri videoclip più cliccati è ricorrente la figura femminile. Simbologia?
La donna viene vista come una musa, come un esempio di perfezione da dover seguire. Non a caso il nostro nome cita al suo interno la parola Dea. Una dea reale e non impalpabile e nuova perché sempre in grado di rinnovarsi e rafforzare il suo ruolo indispensabile nel mondo.

Ho apprezzato molto la scelta dell'italiano nella parte testuale, anche perché in inglese sarebbe stato tutto più semplice e meno ricercato. Come reagiscono gli ascoltatori? È un vostro punto di forza?
Di certo nel genere che proponiamo è inusuale l'uso dell'italiano, ma è stata una condizione fortemente voluta per esprimere al meglio ciò che vogliamo trasmettere. E poi siamo convinti che anche nell'italiano ci sia una sorta di musicalità rock. Il pubblico a questo reagisce bene, soprattutto perché parte da una naturale diffidenza iniziale. Nella nostra esperienza negli Stati Uniti abbiamo avuto la conferma di tutto questo: vedere il pubblico venire a chiederci, nel post concerto, il significato dei testi e rimanere impressionato dalle nostre tematiche è stata un'emozione impagabile.

Ultima domanda: com'è la situazione musicale su a Milano? Vengono dati i giusti spazi alle realtà indipendenti?
Purtroppo credo che il problema sia generalizzato in tutto il nostro paese. Gli spazi sono sempre meno e l'essere indipendenti non da possibilità di avere grossi spazi a disposizione. Per fortuna ci sono persone che, come noi artisti crediamo nei nostri progetti, credono che si possa ricreare una sorta di underground musicale che deve crescere, diventare sempre più forte al fine di ridare ossigeno alla cultura musicale. E questo da modo a tutti noi di avere il coraggio di andare avanti!


Luca, voce dei Neodea intervista Carolina

Ho apprezzato tantissimo l'uso di un linguaggio molto colto nei tuoi testi, poco incline all'uso di termini facili e scontati come quelli presenti nella musica dei giorni nostri. Questa è una scelta stilistica o il puro modo di valorizzare i tuoi sentimenti nella tua musica?
Eccoci qui! Questa osservazione mi fa molto onore, grazie! Mi piace molto la nostra lingua e quando ho deciso di scrivere qualcosa di mio ho pensato di volerlo fare prestandoci attenzione, coccolandola in alcuni casi, giocandoci, ma anche sfruttandone l'immenso potere che un'arma come la parola possiede. Un po' tutte e due quindi: scelte stilistiche fini a valorizzare ciò che voglio dire in musica, a me stessa e a chi ha voglia di ascoltare.

Ho trovato molta vita reale all'interno dei tuoi testi, come nascono e come si interfacciano con i suoni che li accompagnano?
E' bello osservare ciò che abbiamo intorno, scavare tra le piccole cose e scoprire che sono poi quelle a farci grandi. La quotidianità, l'immediatezza, la verità. In Klotho, il mio album d'esordio, ho voluto esaltare tutto questo utilizzando anche il suono come mezzo ed è per questo che ho deciso di non registrare i brani in studio di registrazione per questa volta, ma per lo più per strada o comunque in altre stanze. Uno dei brani l'ho registrato nell'abitacolo della mia automobile, in piena notte, in presa diretta, microfoni che entravano dai finestrini ed io e la chitarra incastonate tra manubrio e leva del cambio. Ecco, più o meno così!

Quale evento/momento musicale ha cambiato la tua vita, scaturendo in te la necessità di fare musica?
Un giorno di tanto tempo fa ho aperto un armadio e dentro ci ho trovato una chitarra classica che giaceva lì, inutilizzata da chissà quanto. Hai presente quando ti gettano in mare proprio quando tu hai dimenticato come si nuota e poi qualcuno ti lancia un provvidenziale salvagente? Ecco, una volta avvinghiatami a quella chitarra non l'ho più lasciata andare.

Guardando i tuoi video non ho potuto fare a meno di notare la tua mimica. Interpreti i testi parola dopo parola. Una sorta di fisicità musicale! Come vivi i tuoi live, sia nel rapporto col palco che con il pubblico?
Anche in questo caso son contentissima che tu abbia apprezzato questi particolari! È vero, mi piace che ogni singola parola abbia il giusto peso e sto attenta a non perderle strada facendo. Quando sono sul palco per me è un momento bellissimo ogni volta, è come essere a casa mia e invitare gente. Che siano mille o dieci questi invitati poco importa, ognuno di loro è fondamentale.

Mettiti a nudo: raccontami quello che provi alla fine di una tua esibizione Complimenti ancora! Hai un carisma enorme e una capacità compositiva invidiabile! È' stato un vero piacere poterti scoprire!
Se devo essere sincera, alla fine di ogni live ho così tanta adrenalina da smaltire che generalmente non mangio. Mi si chiude lo stomaco e se ne parla il giorno dopo. Forse è perché ho la pancia piena di musica, non lo so, ma è bellissimo.

Complimenti a voi, ragazzi, è stato un grandissimo piacere avervi scoperti e spero tanto di potervi ascoltare dal vivo un giorno! Buon tutto!


Carolina da Siena - BRUCIA
1
Neodea - SETA
2
L'autore

Alessia Vanìa

Passione musica ed altri malanni. Sempre alla ricerca di nuove sonorità e nuove voci si dedica con particolare attenzione alla musica emergente e al cantautorato italiano. Scrivere è la sua passione e il suo mondo ideale è una stanza colorata piena di libri e parole sui muri con colonna sonora in sottofondo a fare da compagnia. Se poi unite il suo studio per il mondo social e le nuove tecnologie, la troverete aggrappata ad un grafico sonoro decantando versi in 4/4.
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