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Fra il Do di Dalise e il Si di Dinastia

Il nono appuntamento vede un confronto fra vincitori di concorsi... ma basta?

di Nadia Macrž - 25 gennaio 2016
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Il Do e il Si, questa volta si incontrano su un pentagramma triplo colmo di note, pause e legature. Ed è melodia quella di Dalise (Maria Teresa D'Alise) e Dinastia (Maurizio Musumeci). Diversi, eppure capaci di ascoltarsi.
Entrambi hanno ottenendo un premio musicale importante, entrambi hanno scelto la strada dei concorsi. Dalise ha vinto il Festival di Castrocaro con il brano Nuvole nella testa e Dinastia il premio Musiche contro le Mafie con il brano Chi gliel'ha fatta fare. Entrambi hanno partecipato ad un talent: Dinastia a The Voice 2015 nel team di zio Ax, Dalise qualche anno prima a X Factor nella squadra di Mara Maionchi.
Due nomi d'arte per due artisti ad ampio raggio, non solo cantanti. Lei ha appena pubblicato anche un libro di poesie "In rima col cuore" (Viola Editrice), lui ha iniziato ad esprimere la sua arte attraverso i murales che poi ha tradotto in rap, ma non solo... ha scritto anche per Marco Mengoni e sta lavorando al suo album con l'etichetta Riserva Sonora.
Artisti che hanno qualcosa da dire, e lo fanno con l'arte in tutte le sue forme. Certo forse pensando l'irrefrenabile creatività di un writer rapper non si può immaginare lo schermo stretto di un talent televisivo, dove chi decide se puoi continuare quel percorso, a volte quel percorso lo ha fatto al contrario. Concorsi in cui i giudici sono principi, modelli, opinionisti. Se va bene sono cantanti, ma raramente supportano i talenti.
Diversi ma si sono ascoltati, fra note e parole. Fra il Do e il Si c'è una scala infinita quando ci mettiamo in ascolto di quello che musica vuole dirci, vuole darci.


Dalise intervista Dinastia

Leggere la biografia di un artista è come diventare la sua ombra per qualche minuto. Ogni percorso creativo produce e distrugge contemporaneamente. Come hai vissuto il rapporto con i tuoi collaboratori e membri dei tuoi progetti che sono andati e venuti in questi anni?
Ogni personaggio mi ha lasciato qualcosa dentro. Da ogni collega ho imparato a confrontarmi e a superare i miei limiti, da Fio Zanotti ho imparato come si comporta un professionista in studio, dalla mia band, gli “ultimi”, ho imparato come si crea una canzone tutti insieme.

Il tuo paese di origine , il sud e la sua cultura quanto hanno frenato il tuo percorso e quanto incoraggiato?
Io credo che chi ti dica che qui è difficile fare musica più di qualsiasi altro posto sia come la volpe che dice acerba l’uva che non raggiunge. È difficile ovunque, il punto sta quanto credi in ciò che fai per spingerti fino a sembrare folle delle volte. Il mio paese come qualunque altro paese ha delle gabbie mentali con cui chiunque si approcci alla musica o semplicemente all’arte in generale avrà almeno una volta a che fare. Ma sono gabbie da cui possiamo liberarci se vogliamo e se riusciamo a trasformare in un punto di forza quello che altri pensano sia uno svantaggio.

Cosa ha significato per te metterci la faccia in TV? Come sei arrivato a decidere di partecipare alle audizioni di "The Voice"?
Ho fatto “The Voice” senza avere paura di una ritorsione da parte dei puristi del genere con cui mi esprimo, il rap, perché ho portato su quel palco me stesso, con le mie brutture, con i miei discorsi, la mia ironia di sempre. Non era certo nei miei piani passare da un talent, in un paese normale, un artista la gavetta la fa passando dai locali, le radio di paese, i demo per gli addetti ai lavori e infine arrivare a un contratto discografico. Ma siamo in Italia!

La vittoria al concorso "Musica contro le Mafie" è stata più una soddisfazione artistica o un orgoglio personale (faccio riferimento al concerto in onore di Falcone e Borsellino)?
La settimana che siamo arrivati in finale il paese veniva additato come l’ennesimo paese meridionale che si inchina al boss di turno, quindi direi che la soddisfazione artistica c’è stata tanto quanto l’orgoglio personale.

Dove nasce e cosa alimenta la tua coerenza e la tua costanza per la produzione artistica?
La mia è esigenza di scrivere, non c’è sole che cali al tramonto senza che io abbia almeno scritto qualcosa su un pezzo di carta, taccuino, diario di bordo. La penna sul foglio alimenta la mia creatività. La musica mi sta dando il modo per comunicare i miei pensieri e quello che osservo. Mi piace osservare e fare delle fotografie musicali.


Dinastia intervista Dalise

Leggendo la tua biografia ho potuto notare alti e bassi nel tuo percorso e mi sono chiesto quante volte la parola “costanza” si è incontrata con la parola “soddisfazione” nella tua vita.
La  La parola costanza è una costante nella mia vita. Non ho mai lasciato nulla di incompleto alle mie spalle e questo è una lati del mio carattere che a volte può drammaticamente sfociare in testardaggine. Poche volte le due parole combaciano, ma quello che reputo davvero interessante della vita di un artista è il percorso che fa piuttosto che gli obiettivi raggiunti, anche perché , detto fra di noi, raggiunto un traguardo si guarda già al prossimo.

Hai accostato la musica alla comicità, che trovo fantastico e assai stimolante per la creatività artistica di una persona, in che modo ha arricchito il tuo bagaglio culturale stare vicino a un Battista o un Cirilli?
Condividere il palco con Maurizio Battista e Gabriele Cirilli è stato divertente prima di tutto e poi mi ha insegnato la spontaneità e ad essere vigile a ciò che accade in scena, sia che sia un imprevisto che si tratti di servire o rispondere ad una battuta. Mi ha insegnato anche ad essere "costantemente" concentrata. E poi... quanto mi fanno ridere! Maurizio una volta è riuscito quasi a farmi sentire male, e avevo appena pronunciato la prima frase del brano che dovevo cantare. Eravamo in teatro a Roma e in platea c'era Carmen Russo con il suo cagnolino George, che Maurizio aveva appena salutato. La band parte con l'intro Georgia in my mind di Ray Charles e io intercetto lo sguardo di Maurizio che mi fa un cenno col capo e io capisco e canto..."Georgia , oh.....George".

Hai scritto e composto insieme a Stefano Zanchetti. Quando si scrive un brano a 2 o più mani, bisogna che ci sia veramente tanta sintonia tra chi compone, specie quando si raccontano emozioni. Da questo punto di vista come hai vissuto la stesura delle tue canzoni?
Stefano Zanchetti è la parte migliore di me! Per me è il mentore! Quando la mia testa cerca di divagare e inserire argomenti o atmosfere che servono principalmente a me, per risolvere miei malumori o tristezze, lui mi prende per la coda e mi riporta ad essere focalizzata sul messaggio è il mondo che si vuole raccontare in un brano. Tra l'altro, lavorare sulle melodie con lui, è una delle cose più divertenti e formative che abbia mai fatto. Direi che la stesura delle mie canzoni l'ho vissuta bene. Peccato che quest'armonia non si trova con tutti gli autori che collaborano ai tuoi brani.

Hai vinto 2 premi con il brano Nuvole nella testa, possiamo dire che adesso c’è un bel sole nella testa di Dalise?
Sono state due grandi belle soddisfazioni e sì, c'è un bel sole giallo nella mia testa, ed è il mio colore preferito tra l'altro, insieme al fucsia.

Arrivare in rai e vincere a Castrocaro, e successivamente a New York, ripaga degli alti e bassi che questo mestiere/passione ti ha fatto vivere…è una sorta di “rivincita”. A cosa punta adesso Dalise?
Più che rivincita mi piace pensare che se le cose non sono arrivate prima è perché ho lavorato sulle cose sbagliate e con le persone sbagliate. Ora mi sento centrata e il team con cui lavoro guarda nella mia stessa direzione. Ho appena pubblicato un libro di poesie "In rima col cuore" con in allegato un album di cover e inediti con Viola Editrice di Roma e spero che il mio prossimo lavoro possa vedere la luce con il sole dell'estate. Qui non si si ferma mai... è una questione di costanza!


Canzone contro la Mafia - Chi gliel'ha fatto fare
1
Dalise, 58į Festival di Castrocaro - Nuvole nella testa
2
L'autore

Nadia Macrž

Nadia Macrž, Ť nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre cittŗ italiane, isole comprese.
Non Ť chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciÚ che Ť alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual Ť la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia Ť a metŗ. Tra terra e cieloĒ.
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