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Intervista | Miele addolcisce Sanremo

Da Area Sanremo al palco del Festival

di Nadia Macrì - 28 gennaio 2016
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In questi giorni sempre più vicini al vortice musicale (e/o televisivo) della kermesse sanremese abbiamo raggiunto i giovani che calcheranno l'Ariston e proposto loro un'intervista con le stesse domande, per confrontare i loro pensieri, le attese e i sogni. Dopo Chiara Dello Iacovo Cecile, è la volta di un'altra donna: Manuela Paruzzo in arte Miele, in gara alla 66ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con il brano Mentre ti parlo. Brano che ha vinto Area Sanremo e farà parte del suo album d'esordio dal titolo Occhi che uscirà nella settimana sanremese per Maciste Dischi e conterrà altri 6 brani, tra cui anche una cover di Lucio Dalla e un brano che porta la firma di Eugenio Sournia, autore e leader della band Siberia, che Miele ha incontrato proprio durante il percorso delle selezioni per Sanremo Giovani.

Sul palco dell'Ariston sarà accompagnata dal maestro Massino Zanotti che dirigerà per lei l'orchestra. Lì su quel palco avremo la possibilità di farci coccolare e addolcire da una cantautrice che senza urlare canta piano Mentre ti parlo.


Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
Entrambe le cose.Secondo me è come una stazione dei treni: tu sei lì, o perchè sei arrivato, o perchè stai partendo, ma sei lì in quel momento preciso e per un motivo preciso. Tu sai quale.

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Certo li ho ascoltati tutti. Tra tutti mi incuriosisce Ermal Meta perchè ha scritto davvero una bellissima canzone, semplice, ma per niente banale e perché penso abbia un gran carisma.

E se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Wow mi sarebbe piaciuto tantissimo duettare con Lady Gaga o con Niccoló Fabi.

Manca pochissimo al Festival: cosa non potrà mancare nella tua valigia?
Assolutamente i miei stivaletti.

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
Ho iniziato a cantare per gioco quando ero più piccola e non ho mai ricevuto pressioni particolari da parte della mia famiglia. Verso i 18 anni ho cominciato a prendere lezioni di canto ma durante un festival a cui partecipavo, ho avuto l'occasione di esibirmi accompagnata da un'orchestra dal vivo. L'effetto è stato particolarmente strano: osservavo i musicisti che suonavano con tanta passione e determinazione e facevano della musica anche il loro mestiere. In quel preciso istante ho capito che volevo essere come loro, così ho deciso di trasferirmi a Milano e studiare musica perché era diventata una vera necessità quotidiana.

In Italia la strada per i giovani artisti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Direi che in Italia per nessun giovane la strada  è semplice, musicisti o avvocati o qualsiasi altro mestiere essi facciano. Speranze e paure sono collegate, sono pensieri che convivono dentro di noi, secondo me, e sono inevitabili. Io nutro la speranza di potermi svegliare ogni giorno sapendo di riconoscermi in ciò che faccio, dico e penso, sempre.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
La mia nota preferita è il SI bemolle... ovviamente non poteva che essere una nota dal colore nero!


Miele - Mentre ti parlo
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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