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Intervista | Ermal Meta, una metafora a Sanremo

Autore di grandi successi arriva sul palco del Festival col microfono in mano

di Nadia Macrì - 4 febbraio 2016
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Dopo Chiara Dello IacovoCecile e Miele, raggiungiamo un altro artista in gara alla 66ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Si chiama Ermal Meta e si presenta con il brano Odio Le Favole, il singolo che inaugura l’album in uscita durante la settimana festivaliera, il suo primo album da solista dopo i tre album pubblicati con la band La Fame di Camilla (La Fame di Camilla del 2009, Buio e Luce nel 2010 e Attesa nel 2012), di cui è voce e autore di tutte le canzoni, approdando al Festival di Sanremo nell’edizione del 2010.

Un palco quindi che ha già assaporato nelle versione band, ma anche come autore. Ermal Meta è infatti una delle firme più eleganti del pop, ma non solo. Ha scritto per  Marco Mengoni (Io ti aspetto, Pronto a correre, ecc), per Francesco Renga (Era una vita che ti stavo aspettando), Emma Marrone (Occhi profondi, Arriverà l’amore), Annalisa Scarrone (Non so ballare, La prima volta, ecc), Chiara Galiazzo (Straordinario, Vieni con me, Il meglio che puoi dare, ecc), Patty Pravo con cui duetta in Non mi interessa, Clementino (Sotto le stelle), Francesco Sarcina (Femmina, Un miracolo, ecc) al cui disco ha lavorato anche in qualità di produttore & arrangiatore, Lorenzo Fragola (La nostra vita è oggi e Resta dove sei) e recentemente ha firmato le musiche di 21 Grammi, la nuova hit di Fedez.


Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
Sicuramente una partenza, non ci sono molti arrivi. Ci sono pochi arrivi soprattutto in questo ambiente, e bisogna considerare tutto come una partenza, perché una volta che arrivi poi che fai? Ti annoi anche!

Io sto facendo le stesse domande a tutti i giovani, ma a te aggiungo una. Tu sei un grandissimo autore e hai scritto per grandi artisti: non ti sembra strano dover partire dai giovani, ritrovando poi alcuni nomi quasi sconosciuto nei big?
No assolutamente! Sono un Absolute Beginners per citare David Bowie. No, non mi sembra assolutamente strano, anzi siamo anche in un'epoca in cui la parola big ha poco senso come ha poco senso la parola giovane per il semplice fatto che bisognerebbe svestirsi di definizioni per pensare semplicemente a quello che uno fa. Non è importante se io mi presento da giovane o da big, io mi presenta col mio nome. Io sono Ermal Meta e questo è quello che faccio. La gara non conta. La categoria mi interessa veramente poco.

Ma chi ti incuriosisce di più musicalmente degli altri giovani in gara?
Mi incuriosisce molto Irama e mi incuriosisce anche Cecile.

E se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Non lo so, probabilmente mi sarebbe piaciuto condividere il palco con Cristina Donà o Marco Mengoni forse. No no Marco Mengoni è pericoloso perché canta da paura e mi sotterra! Non che Cristina Donà con canti da paura, ma...

Dai, facciamo un trio stile Ricchi e Poveri e ci state bene insieme tutti e tre sul palco! E manca pochissimo al Festival: cosa non potrà mancare nella tua valigia?
Mio fratello, anche se non lo metto in valigia.

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
Il mio amore per la musica ha radici molto molte lontane, mia madre è una violinista e la sentivo suonare ancora prima di venire al mondo.

In Italia la strada per i giovani artisti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Io credo che le speranze debbano essere sempre di più delle paure. La paura è la benzina e la speranza il fiammifero che l'accende.

Da grande autore non puoi che darmi delle risposte sempre molto curate!
Io parlo sempre così, mi chiamano Metafora più che Meta!

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Ho una risposta molto precisa in merito. La mia nota preferita è un accordo ed è il RE Maggiore. Tutti gli esseri umani sono fatti di atomi e si sa che gli atomi vibrano. La nostra composizione fisica per peso e massa corporea è diversa e quindi ognuno di noi vibra ad una frequenza diversa, ma gli accordi sono le frequenze e quindi io credo di essere un RE Maggiore.


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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