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Intervista | Michael Leonardi dall'orecchio eclettico

Arriva sul palco del Festival partendo dall'Australia

di Nadia Macrì - 9 febbraio 2016
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Dopo Chiara Dello IacovoCecileMieleErmal Meta ed Irama, raggiungiamo questa volta un artista che arriva da molto lontano! Nato a Sidney da genitori italiani, ha iniziato la sua carriera da tenore a soli 15 anni, si chiama Micheal Leonardi e sarà in gara alla 66ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Il brano che presenterà si intitola Rinascerai, brano che ha scritto prima in inglese e poi lo ha adattato in italiano e che farà parte del suo album d’esordio, in uscita durante la kermesse, per la Sugar di Caterina Caselli.

Michael Leonardi, all’anagrafe Michael Vaiasinni, è al suo attivo un'intensa attività concertistica e ha anche cantato alla presenza di Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, svoltasi in Australia nel 2008.
Michael è ambasciatore di buona volontà dell'Istituto per bambini autistici S.Edmunds di Sidney e della Fondazione Vision Australia di Melbourne.


Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
Ambedue, ma forse più un arrivo, perché io arrivo dall'Australia, ed il sogno di salire sul palco dell'Ariston è nato a Sidney e quindi dopo tutti questi chilometri di viaggio è un arrivo, ma è anche una partenza perché dopo inizio con la mia casa discografica il percorso della mia carriera e speriamo che vada tutto bene.

Ma chi ti incuriosisce di più musicalmente degli altri giovani in gara?
Ah, lo so che sembra banale dire che sono tutti bravi, ma hanno tutti il loro fascino e tutti il loro stile e siccome io ho un orecchio veramente eclettico è difficile per me sceglierne uno!

E se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Mi piacerebbe un duetto con Malika Ayane, mi piace un sacco lei.

Dai con lei giochi in casa, quindi sarà possibile farlo!
Sì infatti! Sto conoscendo tanti artisti in questo periodo e sono stato ad un suo concerto due mesi fa... ha una voce unica e mi piacerebbe molto poter condividere un palco con lei.

E manca pochissimo al Festival: cosa non potrà mancare nella tua valigia?
Diciamo che ho tantissime valigie! Ma nonostante i bagagli per me non è importante cosa porto con me, ma chi porto con me, e sono felicissimo delle persone che porto con me: i miei genitori e una grande supporter. Più che cose materiali, porto tanto sentimento.

Facciamo un passo indietro, quando nasce il tuo amore per la musica?
E' nato con Elvis Presley. Io da piccolo ero molto timido, magari non sembra ma è così (ride ndr.), e mio papà è un fan pazzesco di Elvis Presley  e ha tantissimi vinili di Elvis e di grandi artisti storici, così abbiamo trascorso tante ore ascoltando musica, e così un giorno, avevo 7 anni, decisi di esibirmi su un palco proprio con un brano di Elivis, quindi direi che proprio lui abbia innescato il mio amore per la musica.

In Italia la strada per i giovani artisti non è semplice: c'è differenza tra Australia e Italia per voi giovani artisti?
Dipende che quello che uno vuole fare della propria vita e carriera, perché ogni Paese ha i suoi punti positivi e i suoi limiti. Il sistema che abbiamo in Australia dà diverse opportunità ai giovani, ma devo dire anche il contrario perché io sono venuto in Italia per cercare le mie opportunità. Praticamente io ho fatto il contrario di quello che stanno facendo tanti giovani italiani che stanno andando all'estero. Io amo la mia terra, ma sono venuto qui, terra delle mie origini, per cercare la mia musica.

Ma tu per caso hai la paura di sentirti uno straniero in Italia o proprio al Festival?
Devo dirti la verità, all'inizio sì. Quando ho fatto l'esibizione su rai 1 a novembre per le selezioni di Sanremo Giovani, mi son detto che forse ero un po' fuori luogo, poi ci ho però pensato tanto e mi son detto che io ora vivo a Milano e il mio sangue è 100% italiano, i miei genitori sono entrambi nati in Sicilia, ed io in Australia sono cresciuto con tutte le tradizioni italiane e la mia vita ora che vivo qui è quasi uguale a quando vivevo in Australia, quindi sì, avevo paura all'inizio, ma adesso non più perché mi sento molto italiano e porterò il mio contributo a questo Festival e spero di portare buona musica, questo è l'obiettivo.

Qualcuno ti ha paragonato ai ragazzi de Il volo, quasi come una loro consegna di testimone, tu  cosa pensi di questo?
I ragazzi sono veramente bravi e fanno il loro genere benissimo, però come dico sempre, riguardo la musica cerco sempre di fare una cosa diversa. Vorrei con la musica fare anche una cosa unica, ma lo dico molto modestamente. Non voglio seguire nessuno, ci sono tante influenze che prendo da tanti artisti, ma spero di riuscire a creare il genere Leonardi (sorride ndr.), proprio la mia musica!

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
Io scrivo la musica sempre in DO, Rinascerai l'ho scritta in DO, è la mia scala!


Michael Leonardi - Rinascerai
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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