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Intervista | Irama: cosa resterà dei titoli?

Sul palco del Festival piume e ritmo per il giovane artista monzese

di Nadia Macrì - 8 febbraio 2016
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Dopo Chiara Dello IacovoCecileMiele ed Ermal Meta, raggiungiamo Irama, anche lui in gara alla 66ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Il brano che presenterà si intitola Cosa resterà, brano che farà parte del suo album d’esordio autobiografico, Irama, che uscirà il 12 febbraio. Un progetto molto personale e particolare in cui le musiche si fondono con parole e storie in cui diventa possibile immedesimarsi per la loro autenticità e per la capacità di Irama di spogliare le sue canzoni da luoghi comuni o frasi fatte.

Irama, all’anagrafe Filippo Maria Fanti, è un giovane artista monzese di grande talento che ha scoperto la passione per la musica da piccolissimo. Il suo nome d’arte deriva da una parola malese che significa ritmo, un elemento che gli appartiene e lo accompagna fin dalla nascita.


Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
Io sono onoratissimo di poter salire su quel palco e onoratissimo di poter suonare con i grandissimi musicisti dell'Orchestra di Sanremo, dall'altra parte però spero sia una partenza. Sono giovane e ho tante cose da raccontare, ma come ho tanto da raccontare ho anche tanto da imparare e da scoprire e spero che sia l'inizio di un percorso artistico.

Ma chi ti incuriosisce di più musicalmente degli altri giovani in gara?
Ognuno ha la sua caratteristica secondo me e la sua particolarità, non ce n'è uno in particolare, apprezzo tutto e cerco di coglierne tutti gli aspetti degli artisti che sono sicuramente tutti validi.

E se ci fosse stata la serata dei duetti anche per le nuove proposte, con quale artista ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Mi piacerebbe molto Vasco.

E manca pochissimo al Festival: cosa non potrà mancare nella tua valigia?
Le piume.

Che sono sempre con te da quando?
Da tanto tempo, anche adesso che sono sotto al palco indosso le piume, è un elemento che mi appartiene.

Facciamo un passo indietro, quando nasce il tuo amore per la musica?
Da sempre. Ascolto i cantautori italiani da quando sono nato, Guccini e De André sono da sempre stati i miei pallini. La mia prima canzone l'ho scritta a sette anni.

Ti ricordi il titolo della canzone?
Non me lo ricordo! (ride ndr.) Ricordo che ho trovato un foglio stracciato, si vede che non mi piaceva e l'ho distrutto!

Dai abbiamo lo stesso fatto il titolo dell'intervista: Cosa resterà dei titoli?
Sì, bello! Cosa resterà è titolo della canzone che porto a Sanremo. Bello, grazie!

In Italia la strada per i giovani artisti non è semplice: ma sono di più le speranze o le paure per voi giovani artisti?
Secondo me l'arrivo dei social sicuramente ha portato tanti pro e contro: i pro che ci sono molte più possibilità di emergere, i contro che ci sono molte più persone che ci provano; con l'arrivo dei talent è la stessa cosa. Secondo me bisogna rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare, metterci anima e corpo, e soprattutto il cuore e la testa in questo lavoro e mai smettere di mollare, continuare ad insistere perché se una persona vuole rincorrere un sogno deve fare di tutto per acchiapparlo e secondo me se fa di tutto riesce a prenderlo.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
E' difficile questa domanda! Non lo so! E' davvero originale questa domanda, ed io amo le domande originali, e quindi devo pensarci per dare una risposta simpatica! Allora ...mmmm, sì il MI diesis, perchè da piccolo era uno dei pochi che con il flauto riusciva a farlo! E quindi ho questo ricordo della scuola dove nessuno riusciva a suonare questa nota ed io siccome insistevo, essendo che mi allenavo tantissimo, ero l'unico che riusciva a farlo bene in classe!


Irama - Cosa Resterà
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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