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Ezio Bosso: una lezione di musica e vita

“La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme"

di Nadia Macrì - 11 febbraio 2016
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Ezio Bosso, compositore e direttore d’orchestra a livello internazionale, ospite sul palco della 66ª edizione del Festival di Sanremo, ha incantato con la dolce poesia di un artista che ama la melodia creativa, la vita vissuta, l'uomo di oggi. Ha commosso con il suo coraggio, il resto lo ha fatto la musica, accogliendo fra tasti bianchi e neri tutto il mondo di un pianista sospeso, non su una gru come quello che abbiamo visto in questi giorni a Sanremo, ma sospeso sul filo di una vita che vale sempre la pena vivere in pieno.

 «La musica è una vera magia, infatti, non a caso i direttore d'orchestra hanno la bacchetta!»

 Il suo disco d’esordio The 12th Room (Egea Music), registrato quasi interamente live a settembre 2015, durante i concerti al Teatro Sociale di Gualtieri (Reggio Emilia), è un concept album composto da due cd: un primo disco con quattro brani inediti e sette di repertorio pianistico, ognuno dei quali vuole rappresentare metaforicamente le fasi che attraversiamo nella vita, e un secondo disco contenente la Sonata No. 1 in Sol Minore che simboleggia la dodicesima stanza.

«Questi brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo – racconta Ezio Bosso - C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare».

Sul palco del Festival di Sanremo, l’artista che dal 2011 convive con una malattia neurodegenerativa progressiva, ha ricordato la terapia della musica, ma anche quella della vita. Una lacrima riga il volto di una violinista dell'Orchestra, e l'emozione si moltiplica fra pensieri e note.

Si esibisce con il suo “amico” Pianoforte Gran coda Steinway & Son della collezione Bussotti-Fabbrini, appositamente preparato sulle specifiche del Maestro da Piero Azzola, e utilizza uno sgabello versatile e di supporto, chiamato “12” e nato dalla collaborazione con l’architetto Simone Gheduzzi di Diverse Righe Studio.

«Quando inizio un concerto dico Ciao che è una parola bellissima».

Inizia a suonare, fra il silenzio di tutti.
Silenzio pieno di pensieri: la sua dignità e forza e le nostre lamentele quotidiane. 

Ad aprile Ezio Bosso sarà in concerto in piano solo nei teatri d’Italia con “THE 12TH ROOM TOUR”. Queste le prime date annunciate: l’8 aprile all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, il 12 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 14 aprile al Teatro Ermete Novelli di Rimini, il 16 aprile al Teatro Ristori di Verona, il 19 aprile al Teatro Puccini di Firenze e il 22 aprile al Teatro Toniolo di Mestre (VE). 

 

Agli appuntamenti in Italia, si aggiungono gli impegni all’estero: venerdì 12 febbraio debutterà il nuovo spettacolo del Royal Ballet con le musiche di Ezio Bosso “Within the Golden Hour”, di Christopher Wheeldon, alla Royal Opera House di Londra, mentre sabato 13 febbraio Ezio Bosso dirigerà la Lituanian Chamber Orchestra al Teatro Filarmonico di Vilnius (Lituania) con la partecipazione del violinista Sergey Krylov. 

Grazie Sanremo per aver fatto conoscere agli italiani Ezio Bosso, è un patrimonio nostro!



Ezio Bosso: Rain, In Your Black Eyes
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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