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Perchè Sanremo è Sanremo, quindi non sarà

La Rua, Valeria Romitelli, Silvia Aprile e Sade Mangiaracina grazie!

di Nadia Macrì - 13 dicembre 2016
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Sanremo non può essere accompagnato da verbi futuri, Sanremo è indicativo presente. Così ci hanno insegnato col motivetto di quella sigla che non tramonta mai e apre durante la settimana della kermesse ogni programma radiofonico che si rispetti. Perchè Sanremo è Sanremo, quindi non sarà.

Non sarà per il gruppo musicale La Rua. Gruppo che in tanti legano alla loro partecipazione ad Amici, io che non seguo quel programma li riconduco al concertone del primo maggio di qualche anno fa, forse proprio nel 2015, quando - vincitori di un contest nazionale - riempirono quel palco con tamburi e fantasia. È una band che suona, che suona veramente. È una band che sta stretta alle tute bianche o blu, infatti non hanno vinto e non sono arrivati nemmeno in finale, ma in Italia si sa, o hai la fortuna di essere un giovane protetto dalla Caselli oppure il talent lo provi. Magari non lo vinci, ma se Alessio Bernabei è a Sanremo, lo è stato e lo sarà (qui tranne il congiuntivo i verbi ci stanno tutti!), perchè non provarci?

La Rua ha un bel pubblico, sicuramente più grande rispetto a quello di Sergio Sylvestre che Amici lo ha vinto e si ritrova fra i big! La Rua ha anche un pezzo forte. La canzone spacca, inutile girarci intorno. Ad averne spot telefonici con questi brani (altro che Chiara, Chiara 1, la Galiazzo che ancora una volta troveremo fra i big, non Chiara 2, la Grispo che è stata eliminata). La Rua riempie lo schermo e non solo. Strumenti giganti in mano a giovani belli, altro che solo barbe e baffetti. Dove sta la fregatura? Viviamo in Italia, la terra dei cachi, viviamo con governi scelti da un premier scelto da un presidente scelto ecc.ecc. e quindi per una sorta di coerenza la giuria che sceglie il futuro di giovani cantanti non può che essere rappresentata da Fabio Canino, quello che poi quando i cantanti non sanno più cantare e iniziano a ballare, li giudica anche là. Poi nella giuria c'è anche un'attrice, bravissima attrice, ma proviamo ad immaginare Gigi D'Alessio (anche lui fra i big, e nonostante io abbia sempre avuto un rifiuto verso i neomelodici, so già che me lo farò piacere, perchè almeno fra quei big c'è Gigi D'Alessio, e quindi tanto di capello) nella giuria del Festival di Cannes. Il cinema è una cosa seria, la musica è fatta di canzonette!

Nella giuria c'è anche Massimo Ranieri, nome rispettabilissimo, ma talmente in alto che vive in un altro mondo, sorprendendosi persino per la presenza di un hipster scambiato per un nobile dell'ottocento. Ci sono anche altri nomi in giuria legati al mondo musicale, quindi riversi la tua speranza in loro, poi li senti commentare le esibizioni e capisci  che la musica che ascoltano e trasmettono nei loro programmi radiofonici e televisivi, sarà quella che qualcuno gli lascerà sulla scrivania del posto fisso... Certo per saltare dalla sedia serve però il commento di un illustre giornalista della carta stampata, uno di quelli che in sala stampa a Sanremo sta in prima fila, e che vola fino a Miami per la presentazione del disco della Pausini, uno di quelli importanti quindi. Con tanto di voce impostata da critico musicale prende il microfono per dire che non sa chi sia Alice Paba, quest'anno insieme a Nesli nei big. Ora non bisogna essere tanto scrupolosi come una piccola penna di un ignoto magazine online per sapere che Alice Paba ha vinto il talent targato mamma Rai, The Voice of Italy, in cui ha gareggiato nel team di Dolcenera, e ora è in coppia con Nesli perchè condividono lo stesso produttore che è quel genio di Brando. Sbaglierò e di grosso, ma penso che si possa anche scegliere di non vedere una trasmissione, ma se scrivi di musica su un giornale nazionale, ti informi, ti documenti, la musica e gli artisti li ascolti e i concerti li segui e non solo per farti i selfie nel backstage. Se poi non puoi seguire i concerti, perchè per avere un accredito devi essere nelle grazie dell'ufficio stampa e non certo per il peso del tuo piccolo giornale, allora come un buon giornalista d'azione cerchi materiale perfino in rete perchè il fan che registra tutto il concerto col telefonino se lo meritano tutti gli artisti! E quindi La Rua? La Rua ha dovuto fare un passo indietro, e poi un altro ancora. Sì, come le pedine della dama, ma con la variante che psicologicamente per un giovane quella retrocessione non si dimenticherà facilmente. Perchè mica facciamo vincere i più bravi, no, facciamo perdere chi non ci piace o chi è vestito male.

Ebbene sì, un'altra che non sarà a Sanremo è Valeria Romitelli. Perché è stata eliminata? Perché aveva un vestito troppo appariscente. Ora, Valeria Romitelli è la sorella di Piero, ex PQuadro, ex di Amici, come lei. Alla fine tutti hanno una Maria nell’armadio! Valeria era su quel palco anche l’anno scorso col fratello, e sono stati eliminati ad inizio trasmissione, sempre facendoli retrocedere come le pedine, perché a fantasia gli autori della Rai sono messi bene e riciclano anche le cose peggiori. Valeria l’anno scorso era vestita male, me lo ricordo, ma se non hai il fisico di Elodie le gonne a palloncino noi puoi permettertele. Chi è Elodie? Quella dai capelli rosa e le gonne a palloncino che la vedremo fra i big solo perché è diventata seconda a quella trasmissione che fanno su canale 5, che si chiama… ce l’ho sulla punta della lingua, ah, Amici! Ora Valeria purtroppo quest’anno non ha cambiato stilista e ha aggiunto pure il parrucchiere sicuramente fighetto che le ha consigliato la classica acconciatura di Adele, in carne uguale. Ora però non siamo in America dove perfino il presidente lo sceglie il popolo (nella buona e nella cattiva sorte) e non siamo nemmeno in Inghilterra dove hanno la regina, acclamata dallo stesso popolo che ha scelto di uscire dall’Europa, siamo in Italia, in quel Paese dove la poltrona è sinonimo di pensione  assicurata, quindi Valeria anche se ha una canzone tosta che in radio andrebbe alla grande, Valeria è grassa, e noi, popolo delle taglie forti, sappiamo bene che il fisico da modella non serve solo sulle passerelle. È inutile che ci proviamo e riproviamo a sentirci belle fra lustrini e paillettes, siamo grasse. E la fisicità arriva prima della voce, prima della canzone.

Sì, purtroppo questa è una scena di sana televisione che ieri è passata in prima serata. Poi però, Valeria non è quello con la barba e i baffetti che l’anno scorso per non essere passato ha rotto una porta e lanciato pietre per tutta Sanremo, Valeria è donna, e quindi avrà pianto in bagno, nascosta, e perciò ecco arrivare Carlo Conti, che con quell’ironia comprensibile solo fra comici toscani, mette Valeria accanto all’hipster e  consola quello coi baffetti per poi dirgli che quest’anno ce l’ha fatta, ignorando la certa ferita che con quella scena provoca in una giovane donna a cui hanno detto che è vestita male quindi non può andare a Sanremo, una giovane donna che per il secondo anno di fila si ritrova fra i dodici, una donna che ha sbagliato stilista, ma in 12 mesi nessuno gliel’ha detto. Però se dobbiamo dirla tutta una Valeria ci sarà fra i giovani, una che arriva da Area Sanremo, quella sorta di accademia musicale dove per partecipare non serve avere nemmeno un'etichetta discografica, basta un brano, scritto da uno a caso, come Giuseppe Anastasi. Pensa che coincidenza, lo stesso nome dello storico autore di Arisa, professore quest'anno proprio ad Area Sanremo. Applausi.

Quindi per passare il turno era meglio indossare i jeans? Non proprio, il look sobrio e raffinato di Silvia Aprile e Sade Mangiaracina non è bastato, e non è bastata nemmeno la loro magica performance. Una voce perfetta, un’alchimia straordinaria tra le due artiste paradossalmente opposte, un gran bel momento di musica vera, però stavolta per la giuria non c’era il testo. Giuria che ignora il ricco passato artistico delle due artiste e le loro mille collaborazioni con i più grandi musicisti e cantautori, da Baglioni a Pino Daniele, da Dionne Warwick a Fabrizio Bosso, da Simona Molinari a Fiorello. Sì Fiorello, con cui Silvia lavora da anni ad Edicola Fiore, quel Fiorello citato da Carlo Conti all’uscita di scena (sempre facendo passi indietro sulle caselle della dama) delle due artiste: “Salutami Fiore”. Meglio dirlo a microfoni accesi, così magari passa anche il concetto che in Italia non esistono le raccomandazioni. Sì, perché Silvia è amica dello showman a cui basterebbe un’ospitata di dieci minuti per garantire a Carlo un po’ di ascolti, ma lei non è passata. La terra dei giusti, altro che la terra dei cachi. Strano però che non abbia mandato saluti anche ad altri, e facendo nomi a caso direi Maria, Lorenzo, Caterina.

Sanremo è Sanremo quindi. Italia Sì Italia No. E a referendum finito l’unica certezza che ci rimane è che abbiamo ministri di cui ci ricordiamo solo le chiome e cantanti come Bianca Atzei di cui possiamo scervellarci quanto vogliamo, ma un titolo di una sua canzone non ci verrà in mente, anche se quest’anno a vincerlo Sanremo sarà un altro colore, e siccome siamo vicini al Natale, direi il rosso. E l’Italia è questa qua.

 


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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